Napoli, tasse di soggiorno. Il turismo aumenta ma i soldi per il verde cittadino diminuiscono

Che fine fanno le tasse di soggiorno?

Nonostante il turismo a Napoli negli ultimi anni sia aumentato notevolmente e con esso gli introiti nelle casse comunali per le tasse di soggiorno, parte delle quali dovrebbero essere destinate al verde della città, dal Comune ci dicono sempre che non ci sono soldi per le manutenzioni.

Ho inviato una PEC al sindaco Manfredi e all’Assessore al Bilancio della Giunta regionale della Campania, proprio per sapere le finalità e gli obiettivi di tali somme introitate dalla tassa di soggiorno che sono state impegnate per gli anni 2021 e 2022.
Nel 2020 il gettito da imposta di soggiorno è stato di 12.583.823,44 euro.

Intanto, mentre si affida il verde cittadino ai privati, e si tagliano alberi senza ‘scienza e coscienza’, dicono che i soldi della manutenzione ambientale non ci sono. Relativamente agli anni 2021 e 2022 non vi è evidenza, nei documenti pubblicati sul sito del Comune di Napoli nell’apposita sezione dedicata ai rendiconti, delle missioni – programmi - titoli nelle quali le somme in entrata sono state impegnate. L’unico riferimento è inserito nei bilanci di previsione 2022-2024.
Nella PEC ho riportato tutti i dati, ora i cittadini attendono solo una risposta: che fine fanno le tasse di soggiorno destinate al verde cittadino?


Migrazione sanitaria interregionale, al primo posto Caserta

Migrazione sanitaria interregionale, al primo posto Caserta, indovinate perché?

Dopo la risposta agghiacciante ricevuta dalla Giunta in seguito alla mia interrogazione sulla mancanza della PET-TAC a Caserta prevista “dal 2017”, e che quindi da 7 anni ancora manca in tutta la provincia, mi sono sentita in dovere di presentare un’altra interrogazione per chiedere cosa si pensa di fare addirittura dopo tutti questi anni!

Ho chiesto anche cosa sia stato sollecitato negli scorsi mesi, nello specifico, all’A.O. Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta e, quali azioni e tempi ci vogliono per avere apparecchiature per prestazioni PEC/TAC anche a Caserta. Ovviamente tutto ciò porta ad una conclusione logica: secondo studi condotti dalla Regione, la provincia di Caserta risulta avere il più alto tasso di mobilità passiva interregionale rispetto alle altre province.

Pare finalmente, che sia stato espresso parere favorevole dagli uffici regionali alla richiesta dell’Asl di Caserta per l’attivazione di un centro di medicina nucleare presso il P.O. di Marcianise, al cui interno installare una apparecchiatura per prestazioni PEC/TAC.

Intanto i tempi non sono ancora certi e migliaia di persone sono sempre più costrette a rivolgersi ai privati, pagando cifre esorbitanti per sottoporsi a questo tipo di controlli, ed in Regione sono l’unica, ancora, a denunciare queste mancanze!



Il sindaco parli più di bonifiche per Napoli Est e meno di tornei, la gente si ammala

Il sindaco Manfredi ha annunciato dopo la vittoria del Napoli Basket, che nei quartieri tra Ponticelli e Barra, nascerà un nuovo palazzetto dello Sport.

Se da una parte sono finalmente contenta che si cominci a parlare anche di altri sport e non più solo di calcio, dall’altra parte ho come al solito la pelle d’oca nel leggere parole totalmente lontane dalla realtà.

Invece di pensare alle bonifiche a Napoli Est, si pensa ai tornei! Sembra che questo signore che appare un po' ‘’allampanato’’, si svegli la mattina e butti giù un’idea senza magari essersi confrontato con la cittadinanza che da anni chiede bonifiche in quelle zone di Napoli Est, come quella di via Mastellone di cui ha la diretta responsabilità e dove si sviluppano continuamente incendi, con il sospetto che vi siano sotterrati dei solventi organici che, essendo volatili, alimentano continuamente la combustione.
Inoltre, pur riconoscendo la possibilità di utilizzo della metropolitana, parla di altri parcheggi ‘magari sotterranei’, facendo come al solito felice il suo ‘assessore ai buchi’.

Insomma, come al solito la cittadinanza ha poca voce in capitolo, ben venga lo sviluppo di altri sport, ma magari bonificando prima aree in cui la gente si ammala ed è costretta a chiudere porte e finestre per i continui incendi!


Crollo Vomero. Napoli crolla con il consenso dei suoi ‘aguzzini politici’

Quello che sta succedendo in tutta Napoli è il segnale inequivocabile di una città che inizia a dire ‘basta’ con la speculazione e la cattiva manutenzione, non c’è attenzione per questa città millenaria: i nostri politici sono bravi solo a mettere le toppe, senza pensare ad una manutenzione ordinaria e straordinaria, intanto la città crolla!

Ormai tutte le strade cittadine sono delle “montagnelle” e con auto e biciclette non si può più camminare; per ogni metro bisogna pregare di non finire sotto la città.
Si continua a fare sempre peggio: l’ultima azione contro la manutenzione da parte del Comune di Napoli fu la delibera scellerata che toglie 80mila euro di manutenzione stradale per aprire un fondo sulla ‘giornata del caffè’, è il segno totale di una pazzia ‘politica’ di chi gestisce questa città.

La presidente di municipalità non dice nulla rispetto alla possibilità che De Luca voglia fare un ennesimo parcheggio sotterraneo sotto il Collana nonostante già ce ne sia uno a pochi metri?

Continuare a scavare vuol dire portare al crollo e mettere a rischio la stabilità di interi palazzi; stiamo parlando della città più densamente popolata d’Italia per km quadrato.

Il sindaco Manfredi è ormai l’esempio lampante di una gestione pessima: il suo assessore all’ambiente sta ormai sradicando alberi ovunque, i presidenti delle municipalità muti mentre De Luca vuole altri parcheggi sotterranei.

A breve andrà in aula una legge sulla rigenerazione urbanistica, che già negli anni scorsi fu decapitata: ora ci riprovano contandosi e all’interno della legge si prevederebbero costruzioni di altri parcheggi sotterranei, ci sono articoli infiniti che dimostrano come altri scavi porterebbero ad altri crolli in città.

Sintomatico il parcheggio di Piazza Leonardo, che riuscimmo a fermare con la forza degli avvocati, pur avendo avuto il permesso di costruire nonostante la relazione del geologo Caniparoli, in cui dichiarava che sono a rischio i palazzi sulla piazza!



Julian Assange. Il fu Movimento 5 Stelle, prima tradì Assange, oggi scende in piazza con la sua maglietta

Le condizioni di salute di Julian Assange sono talmente gravi che non riesce ad intervenire più pubblicamente. Ora tutti i partiti nazionali cercheranno di ribaltare le loro posizioni a favore del giornalista di Wikileaks, dopo aver tradito la vera libertà di stampa votando contro.

Fortunatamente qualcuno ha ancora la memoria lunga, e non può dimenticare che il ‘fu’ movimento 5 Stelle, che adesso scende in piazza con le magliette di Assange, si astenne per la mozione in favore del giornalista.

L’Aula della Camera nel dicembre 2021 respinse la mozione dei deputati di ‘Alternativa’ (il gruppo di ex M5s fuoriusciti alla nascita del governo Draghi), in cui chiedeva al governo italiano di concedere lo status di rifugiato politico a Julian Assange detenuto ingiustamente dal 2019.
Il testo fu bocciato dal governo, con 225 no, 22 sì e 137 astenuti. Ad astenersi furono proprio i parlamentari di Liberi e uguali, 5 Stelle e Fratelli d’Italia, rispetto ai sì degli altri gruppi.

Questo è il Movimento 5 Stelle di oggi, manifestano in piazza come fossero il partito del popolo, ma poi in quelle aule si rinnegano.



Sentenza TAR e Ministro Fitto. La sceneggiata di De Luca durata 10 minuti non cancella 8 anni di malgoverno!

Il presidente De Luca sapeva che dalla ‘sceneggiata di Roma’ dopo poco sarebbe arrivata la sentenza del TAR, che dopo quello ‘spettacolo’ avrebbe portato a casa un buon risultato, almeno mediatico-politico?

Per come ho imparato a conoscere le dinamiche che lui mette in atto credo proprio sia così.
Bisogna dargli atto che ha denunciato realmente le cause di questo enorme divario Nord-Sud che va avanti da 160 anni. Peccato che il suo partito abbia governato il Paese per decenni e che per decenni abbia proprio attuato quelle ingiustizie che lui adesso denuncia.

Intanto nell’attesa della sentenza del Consiglio di Stato a cui si è rivolto il ministro Fitto, come al solito, la gente si ricorderà solo di questa sceneggiata, elogerà il ‘nuovo masaniello aristocratico’ che va a Roma per protestare con i sindaci del Sud e per avere ciò che effettivamente spetta al Sud.

Da anni denuncio che i fondi in Campania (e al Sud) non arrivano, così come da anni denuncio che quei fondi che arrivano in Campania vengono spesi male: non dimentichiamo, ad esempio, di quei famosi 163 milioni di euro messi a disposizione dal Governo per l’emergenza Covid in Campania, diventati poi 100, con il decreto Rilancio n. 34 del 19 maggio 2020, sono stati spesi poco più di 60 milioni.
Ma ho una lista infinita che in ogni mio intervento riporto sui fondi gestiti male per alcune gestioni economiche della Regione ma questo e le sentenze della Corte dei Conti fanno meno scalpore di una sceneggiata.


Sanità, mancanza PET a Caserta. Il macchinario era previsto dal 2017

Ho finalmente ricevuto poche ore fa una risposta abbastanza assurda circa la mia interrogazione sulla mancanza della PET-TAC a Caserta: è dal 2017 che la PET era prevista nella città di Caserta, poi si chiedono come mai ci sono spostamenti e migrazioni sanitarie interregionali, ma se un cittadino casertano, malato oncologico è obbligato ad andare in altre città per fare una PET, di cosa stiamo parlando?

A tale interrogazione, mi hanno risposto che per il territorio della provincia di Caserta, era prevista una PET-TAC pubblica presso l’A.O. Sant’Anna e San Sebastiano Caserta, sollecitata ulteriormente nei mesi scorsi, ma che era già stata prevista nel DD.C.A. n.32 e n.29/2017.
E come mai ancora non è stata installata?

Politici e cittadini dovrebbero mobilitarsi. Intanto, pronta già un’ulteriore ‘interrogazione-denuncia’, perché centinaia di migliaia di abitanti della Campania della città di Caserta e non solo, non hanno ancora il diritto di avere un macchinario pubblico vitale per i malati oncologici.

Con il sistema fallimentare dei tetti di spesa, introdotti in Regione nel 2021 la situazione è peggiorata, ed i malati oncologici campani (che hanno bisogno di accertamenti immediati) sono sempre più costretti a rivolgersi ai privati, pagando 200 euro circa una risonanza magnetica e 180 euro una Tac, ma sembra ormai che a nessuno importi nulla.

Per quanto abbiano l’esenzione ticket contraddistinta dal codice 048, devono comunque attendere i tempi delle liste di attesa lunghe anche più di un anno.



Napoli, sempre più un cimitero di alberi. In Regione abbiamo il ‘lanciafiamme’, al Comune ‘la motosega’ facile

Continua il taglio indiscriminato degli alberi a Napoli, è stato ora previsto l’abbattimento di due esemplari di Cedro dell'Atlantico presenti lungo la linea di corsa della Funicolare di Montesanto, viene promessa una piantumazione ma non si sa né dove né quando.

In Regione abbiamo il ‘lanciafiamme’, al Comune la motosega facile.
Ho inviato quindi una PEC, in cui ho chiesto quali fossero le perizie per il quale questi alberi dovessero essere tagliati, e soprattutto ho chiesto un'immediata sospensione dell'intervento già previsto per l'11 febbraio e prorogato a domenica 18 febbraio, non essendoci l’urgenza, per consentire un sopralluogo da parte di un agronomo incaricato da VAS e/o da altra associazione di protezione ambientale.

La solita risposta che ci è pervenuta è stata, così com’è stato per il Parco Mascagna, che non essendoci manutenzione gli alberi diventano pericolosi e bisogna tagliarli. Inizialmente parlano di potatura, ma in realtà avviene in modo massiccio e violento, conducendo gli alberi a morte certa: proprio come hanno agito con il Parco Mascagna (che avrebbe dovuto riaprire a marzo ma con lavori ancora fermi da novembre) e non solo, così stanno agendo in tutta Napoli.

Oggi giochiamo a fare gli ambientalisti, ma il primo essere vivente da rispettare è proprio l’albero che ci dà ossigeno e ripulisce i territori anche dall’inquinamento. Infine, l'area in questione è soggetta a vincolo paesaggistico, mentre non risulta che sia stato richiesto un parere favorevole nel merito da parte della Sovrintendenza ABAC.


Reddito di cittadinanza. Proposta di legge su Misura Integrativa Regionale, l'aula è vuota e la PDL non si discute

https://www.youtube.com/watch?v=GYq9QZlWBRc

Dopo la farsa che si è consumata ieri in Consiglio Regionale, si continua a prendere in giro gli ex percettori del Reddito di cittadinanza, non essendo una seduta ad oltranza, ed essendo la proposta sul Reddito Regionale (MIR) al sedicesimo posto dell’ordine del giorno, sapevamo tutti come sarebbe andata a finire.

Il fu Movimento 5 Stelle avrebbe dovuto chiedere l’inversione dell’odg, obbligando il Consiglio ad un carico di responsabilità nel rigettare una proposta come quella, ma come al solito si viaggia tra inganno ed incomprensione.

Questa proposta "doveva" essere discussa obbligatoriamente in aula secondo il regolamento consiliare, ma invece si lascia ancora correre, pur essendo passati più di 60 giorni.
Il consiglio, invece, chiude le porte in faccia dopo un’oretta agli ex percettori alcuni dei quali erano presenti in aula, proprio per la mancanza del numero legale poco prima della discussione sul Reddito Regionale.

A nulla è servito il presidio fuori al Consiglio Regionale del 9 febbraio scorso.

La proposta continua a giacere ed i signori del fu M5S lo sanno, sarà utile magari per qualche manifestazione che organizzerà Conte, e che potrà essere usata per le promesse di candidature europee. Dopo mozioni e la proposta di legge, la Giunta ancora si nasconde, mentre un ‘fu’ grillino timidamente a Consiglio già chiuso e con l’aula semivuota, chiede un tavolo tecnico.

Non c’è più tempo, ma non c’è neanche la volontà politica, la gente non riesce più a portare il pane a tavola, e stiamo parlando di centinaia di migliaia di cittadini. I percettori vengono nuovamente illusi da un partito che questa legge la usò come bandiera, ma forse il reddito serviva solo a tanti di loro che oggi siedono nel palazzo, oggi il loro resta solo un inganno! 500 euro non chiediamo altro per quei cittadini ex percettori. Nessuno si arricchisce con quella cifra!