Era dal 6 marzo 2023 che erano state presentate delle osservazioni sul Puad (concessioni balneari), e da oggi è ancora più chiaro il solo obiettivo turistico ed economico di alcune lobby.

Non ho votato per questa norma, perché vieta uno spazio pubblico; esso viene occupato stabilmente dai concessionari non soltanto durante il periodo estivo, ma spesso anche durante il periodo invernale.

Ridurre al 30% lo spazio disponibile significa negare la spiaggia ai cittadini ed in zone come Napoli, dove da sempre si dice che ‘il mare non bagna più la città’, è ancora più assurdo.

La richiesta che era stata fatta e non accolta era quella rivoluzionaria di prevedere concessioni per servizi e non per spazi, lasciando la possibilità a tutti di godere della spiaggia e di pagare il servizio soltanto se fosse richiesto.