Mentre si festeggiava in piazza Plebiscito il nuovo anno, si spegneva a pochi passi un clochard senza dimora nella totale disattenzione della classe politica e del sindaco.

In questi anni quante residenze comunali per senza-tetto sono state realizzate a fronte del patrimonio immobiliare comunale di Napoli, abbandonato e svenduto?

Cosa si farà nei mesi più freddi tra gennaio e febbraio?
Cosa c’è in programma per sostenere i clochard, che spesso sono anche cittadini napoletani e non solo extracomunitari (anche se non cambia niente), con problematiche di qualsiasi tipologia?

A pensare che l’Albergo dei Poveri nacque proprio per ospitare i poveri del Regno ed insegnare loro un mestiere per ritornare in società, mentre oggi quanti spazi sono previsti per loro nel nuovo progetto?

In questa epoca i poveri non hanno diritti né sostegni veri, neanche il Reddito di Cittadinanza.

Intanto si muore con la musica di sottofondo, per festeggiare un nuovo anno di svendite del patrimonio comunale, e di soldi sperperati, magari per una scorta pagata ad emeriti sconosciuti che si ‘sparano’ a Biella, come nelle ultime ore, piuttosto che programmare una serie di aiuti per questa povera gente che ne ha più bisogno.