Primo giorno dell’anno, primo sforamento dei limiti sulla qualità dell’aria.
Come ogni anno l’Arpac ha rilevato che il pm10 è raddoppiato in un giorno soltanto, tra il 31 dicembre ed il 1° gennaio.

Il danno provocato dalle sostanze rilasciate nell’aria dai fuochi d’artificio è pari, se non addirittura superiore, a quello provocato dai roghi tossici e dai gas di scarico delle auto.
Anche il PM2,5 che con più facilità viene respirato dall’uomo ha superato i limiti.

Dal 28 dicembre i numeri in rosso, sono i giorni in cui la presenza di pm10 era superiore alla soglia consentita, in un anno non si possono superare i 35 giorni, dopo i quali il Sindaco dovrebbe prendere provvedimenti per tutelare la salute dei cittadini.

Naturalmente non succede nulla e i cittadini non chiedono nulla perché affidano questa competenza a chi li amministra.

Ed ogni anno, per la notte di Capodanno già sappiamo che verranno sforati i limiti.
Da considerare che nella tabella di Arpac si parla solo del pm10 e non degli altri parametri.
Per i fuochi d’artificio, essi sono azionati da polvere nera da sparo costituita da un ossidante (nitrato di potassio), un combustibile (carbone) ed un acceleratore (zolfo), che portano alla formazione di anidride carbonica.

Questi veleni, respirabili dall’uomo, rimangono nell’aria per diversi giorni e gli effetti negativi sull’ambiente sono molti, ma anche sulla fauna selvatica.

Il danno ambientale condiziona la salute dei più deboli: bambini, anziani e tutti coloro che soffrono di problemi respiratori ma nessuno prende provvedimenti.