Dopo l’inchiesta di Fanpage sulla questione del sangue raccolto in maniera non corretta da parte dell’Avis di Napoli e dopo aver atteso più di venti giorni una risposta, oggi hanno preferito continuare sulla strada del ‘vago’. Il vicepresidente Bonavitacola ha letto un insoddisfacente documento, totalmente incompleto e che non fa luce sulla problematica.

Principalmente, avevo chiesto di sospendere in maniera cautelativa i rapporti con la convenzionata Avis di Napoli per evitare che, sangue non adeguato e sospetto, potesse entrare nel giro delle trasfusioni, ma la Regione nulla ha fatto nonostante le denunce gravissime.

Dopo ‘ulteriori indagini’, a detta loro, sarebbe in fase di programmazione il calendario delle visite ispettive per tutte le UdR associative del territorio regionale.
Mi hanno solo dato notizie su Sant’Anastasia, dove le sacche rifiutate effettivamente risultano essere il 5,8% su 6000, e rientrano negli standard nazionali, ma per il resto il vuoto totale.

Sono in contatto con tante associazioni che raccolgono sangue in maniera corretta e non per strada, le quali si sono trovate in enormi difficoltà proprio nei confronti dell’AVIS di Napoli, ed hanno già effettuato denunce in Procura, già inviate ai direttori delle ASL.

Questo silenzio da parte della Regione è un po’ sospetto, ne va della salute delle persone!
Già c’è la difficoltà di reperire sangue, ora dobbiamo anche preoccuparci se quella sacca di sangue che il malato riceve, sia sana o meno.

Di seguito il mio intervento integrale