Dopo le manifestazioni e le interlocuzioni con le associazioni ad inizio novembre, in cui abbiamo chiesto la rimozione della targa Unesco dal centro storico per ‘indegnità’, il comune di Napoli, in vista della visita da parte della delegazione Unesco, a Napoli dal 27 al 29 novembre, ha fatto uscire ‘il coniglio dal Cappello’, deliberando la redazione di un nuovo “Piano di gestione sito Unesco”.

Il vecchio risalente a gennaio 2011 non è mai stato aggiornato ed è rimasto lettera morta, nonostante la composizione anche di un Osservatorio che è stato addirittura ricostituito nel 2022 con a capo il sindaco Manfredi.

Il Comune, così come le ‘brave’ massaie che ricevono ospiti improvvisi, ha nascosto la polvere sotto al tappeto, deliberando la redazione di tale Piano in extremis, del resto doveva pur mostrare qualche atto recente in previsione della visita della rappresentanza Unesco.

Sappiamo che è solo una questione di forme anche perché non esiste ancora nessun piano e, nonostante le nostre segnalazioni, neanche un ufficio efficiente preposto per la sua gestione. Infatti abbiamo solo un ufficietto rintanato a Fuorigrotta con poche risorse e pochi operatori, al contrario della città di Firenze la quale monitora ed aggiorna il Piano in tempo reale.
Inutile anche la nostre richieste di organizzare ed ospitare l’Ufficio a Palazzo Penne, luogo adeguato, considerando che si stava pensando ad una ‘casa dell’architettura napoletana’.

La Commissione europea ha effettuato l’ultimo controllo della spesa sui fondi per il grande progetto Unesco a Napoli nel 2019 ma, dopo aver verificato che erano in stato avanzato solo 6 progetti su 27 previsti, ha deciso di ridimensionare il “non più grande progetto Unesco.
Sono in totale 500 i milioni persi in quasi 30 anni di tutela speciale. Con la Giunta Iervolino, l’Unesco impose tale piano che costò solo per le consulenze, al comune circa 2-3 milioni di euro.

Sono stata ieri, quindi, alla presentazione del tanto annunciato Piano di Gestione dal Comune di Napoli e alla presentazione delle “mirabilie” che il sindaco e i suoi sodali ci hanno raccontato.
Ci sono state molte contestazioni da parte di cittadini ed associazioni, si continua a parlare, a promettere un “farò” che spesso è solo di facciata, ma i fatti sono sempre pochi!

Non si faceva altro che parlare di questi famosi 100 milioni di euro, come se già li avessero in tasca, senza capire che la Comunità europea non ce li darà più, proprio perché abbiamo dimostrato la nostra totale incompetenza!
Ho quindi chiesto, che le associazioni entrino come Consulta nel piano di gestione come succede a Firenze dove invece funziona e viene aggiornato quando serve.
Infine, si parla di mettere un freno ai B&B ed alle attività ristorative, ma ormai già siamo pieni, il lavoro va svolto sempre in prevenzione.
Ai loro “fanta-milioni” ed alle loro promesse, non crediamo più!

Non ci fidiamo di queste apparenze e abbiamo chiesto di incontrare i vertici Unesco ai quali porteremo un dossier di denuncia sullo stato di degrado del Centro Storico.