L’insana sanità campana è sempre più malata e con essa anche la sua medicina territoriale.
Il prossimo anno secondo il contratto firmato tra Regione Campania e Ministero della salute, per il PNRR in Campania dovranno essere attivati il 45% dei 409 posti letto aggiuntivi di terapia intensiva e subintensiva previsti dal precedente Decreto Rilancio; sono sicura che ciò non avverrà proprio per l’impreparazione dei dirigenti sanitari scelti da De Luca, che obbediscono solo ai suoi comandi.
Basta pensare che negli ultimi mesi ho presentato tante interrogazioni sul sovraffollamento dei Pronto Soccorso, sui posti non attivati di terapia intensiva e sui fondi multimilionari messi a disposizione dal Governo e non spesi né per il Covid né dopo, ricevendo dalla Giunta Regionale risposte incompiute.

A febbraio 2023, nonostante l’assenza di De Luca e dei dirigenti, ho richiesto un’audizione in Commissione Sanità nella quale intervennero le sigle dei primi attori che vivono la sanità quotidianamente: non dimentichiamo della diffida da parte del NurSind (il sindacato delle professioni infermieristiche) all’onorevole e al direttore generale, per la Tutela della salute e il coordinamento del Ssr, il tutto proprio per la mancata attuazione da parte della Regione, delle linee di indirizzo nazionali sul triage intraospedaliero, sulle osservazioni brevi intensive e sullo sviluppo dei piani di gestione del sovraffollamento in Pronto Soccorso.

Ad oggi non esistono i piani di gestione del sovraffollamento. La rete Ospedaliera è un vero e proprio disastro, con l’assenza in Regione di circa 1500 posti letto rispetto agli atti aziendali. Speriamo che qualche sigla sindacale andrà oltre le manifestazioni mettendo fine a tutto questo.