Approvata il 22 dicembre 2022 la manovra regionale di Bilancio per il triennio 2023/2025.

Non ho potuto votare questa stabilità che non ha respiro né ambizioni per i seguenti motivi. La prima cosa assurda è che in questo atto non c’è assolutamente la città di Napoli, pur essendo il centro storico Unesco più grande d’Europa. I miei sei emendamenti generalizzati a tutta la Regione, sono stati bocciati.
Diamo fondi cosiddetti straordinari almeno dal 2016, alla “Fondazione Villaggio dei Ragazzi”, così come a Città della Scienza (2 milioni di euro l’anno) che da decenni non riescono a trovare i propri equilibri economici, altro che fondi straordinari.
Un tempo il “fu Movimento 5 Stelle”, scriveva pagine a fiumi contro i finanziamenti a pioggia.
Poco chiaro l’art 14 per l’erogazione di 2 milioni di euro, non si comprende quale sia il programma e a chi sono destinati questi fondi.
La Regione ha poi deciso di destinare 100 mila euro alla pizza che non ne ha bisogno, ben 300 mila euro alla dieta mediterranea e 500 mila euro ad un’università non statale, il Suor Orsola Benincasa, neanche citata e 100mila euro ad un sito, proposto come bene “immateriale” dell’Unesco, la chiesa di Santa Sofia di Benevento, pur essendo già riconosciuto bene “materiale”.
Ormai l’opposizione non esiste più e mentre prima si sezionavano, quasi come un’autopsia, gli emendamenti proposti dalla vecchia politica, oggi vige solo quella con l’appoggio di chi finge di essere contrario; intanto queste “marchette” vengono distribuite qua e là, pure male.