Finiscono le convenzioni regionali in sanità, altri teatrini li vedremo nel 2023. Nonostante le promesse del governatore De Luca e dell’Assessore Cinque nel riuscire a coprire, con questa idea “rivoluzionaria” dei tetti di spesa, le convenzioni sanitarie fino a dicembre superando almeno l’autunno, ad ottobre il fallimento è già conclamato.
Ricordo quando festeggiarono ad inizio anno questo “grande successo”, ossia quello di suddividere mensilmente quei fondi che prima erano annuali, la matematica non è un’opinione e se fino allo scorso anno le convenzioni non superavano la metà dell’anno, oggi non arrivano a metà mese, però almeno si sperava giungessimo a dicembre, e neanche così è stato.
Le previsioni del governatore e dell’assessore, auto dichiaratosi esperto in bilanci, non sono state corrette in quanto i campani, oltre al vincolo del tetto di spesa mensile per cui, a scommessa devono prenotarsi entro i primi tre giorni del mese sperando di avere qualche possibilità, adesso devono rinunciare ai fondi completamente esauriti e sono costretti a rivolgersi ai privati, per la felicità del governo regionale.

In conclusione, potenziare la sanità privata sembra l’unica cosa che importi a chi ci governa e i malati sono costretti ad andare dai privati a pagamento.