Domani 23 settembre ricorre l’anniversario della morte di Giancarlo Siani.

Ricordo ancora con chiarezza i colpi di pistola, quel 23 settembre 1985, che ci fecero scendere di corsa di casa per poi scoprire un ragazzo della mia piazza privo di vita adagiato nella sua macchina.
Qualche anno fa, con Francesca Santagata organizzammo una raccolta fondi per disegnare in fondo alla stretta via Romaniello, un murale sulla storia di questo ragazzo pieno di amore per la verità, 40 metri di colori e di immagini sulla vita di Giancarlo. Purtroppo, quest’opera fu “scippata nella notte” da chi senza nessun tipo di partecipazione anche economica, installando addirittura una targa con tante sigle istituzionali e non. Quel murale nacque da un’idea di “un fiore per Giancarlo”, da parte di due ex ragazze che riuscirono a raccogliere in poco tempo tante adesioni da parte dei cittadini. Oggi, tra quelle tante sigle, nessuno si preoccupa di restaurare questo murale che, con il tempo e la pioggia, sta venendo via. In una città dove tutto è complicato c’è un luogo che rischia di sparire, che parla di Giancarlo e della verità, della passione di un giovane giornalista che con coraggio denunciava la camorra, accompagnato dalla voglia di riscatto per una città che soffre da troppo tempo. Invito quindi quelle sigle su quella targa a partecipare ad un nuovo restauro del murale, a partire proprio dalla Regione Campania.

Molte promesse sono state fatte dai soliti amanti delle passeggiate in favore di telecamere e domani, due giorni prima del voto, sarà un rincorrersi di farò, vedrò, realizzerò una battaglia a chi la spara più grossa, già li vedo, fintamente commossi, trafelati per correre da una iniziativa all’altra, pronti a promettere che se li fate diventare senatori ci penseranno loro.

Ma in chi, in tanti anni, non è stato capace di sistemare un murale quali speranze potremmo riporre per il futuro? Per me nessuna.