Napoli scende in piazza, ma non sarà l’unica. La “bomba sociale” è pronta ad esplodere, ma qui pensiamo al gossip politico.

Napoli è la prima città d’Italia a scendere in piazza contro il “caro bollette”, come al solito le proteste cittadine partono dalla città con il malcontento istituzionale ed economico più alto, sappiamo bene che non sarà l’unica.
Il governo dei migliori che sta continuando a trovare miliardi per inviare le armi in Ucraina e per istruire i cittadini ucraini ad utilizzarle versando altro sangue, non trova i soldi necessari per calmare il malcontento popolare crescente.
Il popolo è stanco di promesse e del “gossip” politico, dal PD che con Letta lancia slogan su cosa scegliere tra “La pancetta ed il guanciale”, ed il Movimento 5 stelle che continua con giochi di palazzo tra il Conte e i futuri alleati e con un ministero degli esteri che va contro la volontà dei cittadini, portando il Paese al completo fallimento; e la notizia che Berlusconi lancia il suo canale “Tik Tok”.

Altro che governo dei migliori, ricordiamo che stanno governando ancora tutti, poi si nascondono dietro al fatto che il governo ha dato le dimissioni e su certi temi non può intervenire, peccato che stia intervenendo sull’invio di armi e sulle sanzioni alla Russia che sono misure straordinarie, e stanno portando noi alla distruzione. Ricordiamo anche che le bollette sono iniziate a crescere già da novembre 2021 e la guerra non c’era ancora, ma il governo Draghi dai pieni poteri e le 55 fiducie sì; e c’è ancora chi oggi lo vuole al governo senza passare per il voto. Si tratta puramente di “speculazione”, come d’altronde ricordava il ministro Cingolani, l’Europa con calma organizza “un incontro urgente” ma in dieci giorni.
In Inghilterra la popolazione non ha intenzione di pagare e vedremo, come ampiamente previsto, una fuga generale di partiti ed organizzazioni che cercheranno di scaricare le colpe su terzi.
Intanto il popolo paga ed Eni riporta un fatturato mostruoso di sette miliardi.