Sono passati esattamente due anni da quando è esplosa l’inchiesta di “Repubblica” che ha acceso i fari sulla gestione alquanto ambigua dell’Istituto Zooprofilattico di Portici, tra maxi aumenti di stipendi da 9 a 16mila euro al mese con “premi covid”, tamponi (anche non richiesti) in 2 anni per 30 milioni di euro e tanto altro. Le indagini vanno avanti.
È giusto che, qualora De Luca fosse a conoscenza di qualcosa di losco tanto da minacciare di chiamare i carabinieri senza passare per minacce fuorvianti, lo faccia ed anche presto.
Qui si aumentano gli stipendi, mentre per i tetti di spesa dopo pochi giorni sono costretta a dire ai pazienti oncologici e non solo che mi contattano quotidianamente, che non ci sono più soldi, quando sono i primi ad accorgersi che c’è tanta speculazione e malagestione nel settore sanitario;
la delibera n.599 del 28/12/2021, va rivista, non ci possiamo più permettere dopo 2 anni di pandemia di rimandare controlli e cure a pazienti che richiedono prevenzione ed assistenza urgente. Il governatore De Luca chiami i carabinieri, se servono, come ha sottolineato durante la conferenza del venerdì 15 aprile, ognuno deve prendersi le proprie responsabilità.
È normale che in un clima di emergenza sanitaria, tutto quello che doveva essere fatto pur di superare questo periodo, andava fatto; ma ora è giusto tirare i conti e far pagare coloro che hanno approfittato della situazione per arricchirsi alle spalle dei contribuenti.