Negli ultimi 20 anni persi quasi 400 milioni di euro, oggi rieletti gli stessi personaggi.

Il consiglio comunale di Napoli ha nuovamente eletto 12 componenti per l’Osservatorio del centro storico in quanto sito Unesco, al fine di promuovere il recupero e la valorizzazione del sito; molti tra questi avevano già ricoperto tale carica in passato.
Un osservatorio che dovrebbe fungere da controllore per l’attuazione della spesa di milioni di euro messi a disposizione per la città con il grande progetto Centro Storico Unesco. Il problema è che negli ultimi anni per tale scopo, sono stati dedicati pochissimi fondi da parte del comune, con il conseguente abbandono di strutture antiche che hanno bisogno inevitabilmente di manutenzione. Stiamo parlando del sito Unesco più grande d’Europa e la prova dell’incapacità storica di tale struttura istituzionale, così come è stata organizzata, è sotto gli occhi di tutti: quest’ultima elezione, infatti, giunge proprio durante l’esplosione della polemica per la chiusura a turisti e cittadini di Castel dell’Ovo, sito demaniale ma sempre sotto la gestione del comune, causata della caduta di alcuni calcinacci.
Va ricordato anche il crollo nel complesso degli “Incurabili”. In una grande ex capitale questo non dovrebbe mai accadere, ed in quest’Osservatorio sono presenti coloro i quali hanno contribuito al raggiungimento di tale situazione. Il centro storico più bello del mondo, il centro antico più grande d’Europa non merita questo, e pur di occupare poltrone, si preferisce ancora una volta vedere Napoli abbandonata a sé stessa, intanto in 20 anni persi quasi 400 milioni.
Non bisogna dimenticare i numerosi richiami che l’allora sindaco De Magistris ha ricevuto dall’Unesco con la “minaccia” di vedersi togliere fondi e nomina del sito, per le condizioni precarie proprio del centro storico.