Proteggiamo l’acqua delle antiche “sorgenti napoletane” con la Candidatura Unesco al riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità per il suo grande valore storico, naturalistico e culturale e per le sue innegabili caratteristiche di unicità e specialità.
Nasce il Comitato Promotore.
Sono onorata di condividere questa iniziativa e di farne parte.

Martedì 22 marzo giornata internazionale dell’Acqua, alle ore 11, negli spazi della Galleria Borbonica, in via Domenico Morelli 61 a Napoli, si terrà la conferenza stampa per la presentazione del progetto “L’oro blu del golfo di Napoli”.
Tra gli altri, con noi i Proff. Giulio Pane, Riccardo Caniparoli e Maurizio Di Stefano.
Testimonial graditissimo l’attore Patrizio Rispo.

Nel corso della conferenza, verrà annunciata la costituzione del Comitato Promotore per il riconoscimento presso l‘UNESCO delle “Acque Sorgive del Golfo di Napoli” come Patrimonio Mondiale dell‘Umanità Patrimonio misto, Naturale e Culturale.
Il comitato sarà composto da Giulio Pane; Riccardo Caniparoli; Alexander Valentino; Gennaro Mantile; Mari Muscará; Antonio Pariante; Angelo Forgione.

Presenzieranno alla conferenza: l’avvocato Giuseppe Fortunato (difensore civico Regione Campania) e il dottor Luigi Carbone (Presidente Commissione Cultura e Turismo Comune di Napoli).

Un elenco di quelle sorgenti, ancorché incompleto, può dare un’idea dello straordinario patrimonio delle acque del Golfo:

  • L’acqua ferrata di Napoli che scaturisce sotto il promontorio di Pizzofalcone;
  • l’acqua del Fontaniello, l’acqua sulfurea o l’acqua acidula di Santa Lucia, le acque della Bolla, l’acquedotto del Carmignano;
  • Le acque di Torre Del Greco, come la fontana d’acqua leggera dè trenta cannoli, usata per la cura dell’idropisia;
  • Le acque di Torre Annunziata, come la sorgente dell’Acqua Vesuviana del Nunziante, estratta da un pozzo artesiano realizzato in riva al mare, di sapore acidulo marziale sgorga a 30/31°, l’acqua acidula alcalina del Filangieri;
  • Le otto sorgenti di Castellammare di Stabia, l’acetosella o acidula, quella ferrata del pozzillo, la ferrata nuova, la media prima, la media seconda, quella nuova del muraglione, quella sulfurea del muraglione, o quella sulfurea ferrata;
  • Le acque Balneolanae, alcaline che sgorgano tra la spiaggia di Bagnoli e il Tempio di Serapide di Pozzuoli, a 45°, la sorgente dei Pisciarelli, l’acqua alluminosa che sgorga a 32°, quelle presso la collina di Pozzuoli, acque minerali che contengono molto acido solforico liquido, dette della Solfatara, le sorgenti minerali e termali di Agnano che un tempo riempivano in lago;
  • Le innumerevoli acque da Bagni Termominerali di Casamicciola, l’acqua di Gurgitello, o acqua del Monte che, a opera del Pio Monte di Misericordia, era utilizzata a beneficio dei poveri indigenti nell’ospedale costruito dai nobili napoletani, tra 40° e 50°, di sapore alcalino, stimatissima per le sue proprietà stimolanti, toniche e risolventi;
  • L’acqua del Reto o della Rita, ottima per saldare le fratture e lussazioni o per le contratture muscolari;
  • L’acqua del Capone, idragoga, resolutiva e catartica, il Bagno Fresco, anche detta acqua del cotto, perché utilizzata per sanare le scottature, sgorga a 30°-31°;
  • l’acqua di Spennapollastro;
  • l’acqua della Colata;
  • l’acqua corciva;
  • l’acqua della sciatica;
  • l’acqua ferrata di Gurgitello;
  • l’acqua dè bagno d’oro e d’argento;
  • il fonte dè Billing;
  • la sorgente del Tamburo, Andrea d’Avalos, Bagno delle Femmine, Bagno degli Uomini, le Sorgenti delle Sabbie, quelle dè denti e delle gengive, la Rotonda, e ce ne sono ancora tante altre.

Di seguito un’altra intervista in cui parliamo dei vari argomenti che riguardano la città di Napoli, tra cui la questione dell’acqua.