Serve caratterizzazione e la presenza della Procura Dalla Campania, nel maggio del 2020, sono partiti in direzione Tunisia 282 container. Oggi, dopo essere rimasti in sosta per quasi due anni e senza vigilanza nel porto di Sousse pare che, oltre ai 70 già sbarcati, siano 213 i container che stanno facendo ritorno nel porto di Salerno. Praticamente uno in più. È assolutamente indispensabile la richiesta di caratterizzazione del contenuto dei container che, a mio parere, andava fatta a Sousse prima di ripartire. Deve adesso essere fatta da tecnici dell’Arpac e della Regione Campania, sotto la supervisione della magistratura considerando che il container in più è probabilmente il rifiuto combusto dei container andati a fuoco il 29 dicembre 2021.

Questo pasticcio internazionale, ci deve fa ripensare seriamente alla RIDUZIONE del rifiuto, alla pianificazione dell’impiantistica che non c’è e al controllo del territorio.
Ancora tanto troppo materiale prodotto da chi lavora a nero è smaltito con l’abbandono incontrollato.

E adesso chi paga e chi smaltisce e principalmente chi verrà rimosso dalla propria poltrona?

ECCO PERCHE LA CAMPANIA DOVEVA AVERE UNA COMMISSIONE TERRA DEI FUOCHI, CICLO INTEGRATO DEI RIFIUTI E BONIFICHE.
Adesso che l’argomento purtroppo è al centro dell’attenzione della magistratura e dei media, speriamo che tutti inizino a fare un serio ragionamento sulla gestione del rifiuto, sull’impiantistica necessaria sull’obbligo di produrre meno rifiuto possibile sulla tutela della salute della terra.
Questa è l’unica Terra che abbiamo.