Servono anche fondi regionali per scongiurare l’emergenza sfratti e il comune di Napoli non ha ancora pubblicato il bando per accedere al fondo “morosità incolpevole”

10mila sfratti esecutivi a Napoli, si attivi il fondo per fermare emergenza sociale.
C’è norma che prevede ristori ai locatari e sospende le esecuzioni.
Oltre 10mila sfratti esecutivi sono stati notificati nell’ultimo mese a Napoli ad altrettanti cittadini.
Nella terza città d’Italia 10mila famiglie rischiano, da un giorno all’altro, di finire in mezzo a una strada, vittime della recessione provocata dall’emergenza Covid che le ha costrette a scegliere tra l’affitto di casa e la garanzia di un piatto a tavola.
Il numero è cinque volte superiore alla media degli anni precedenti, per effetto dello sblocco degli sfratti definito a livello nazionale, dopo la sospensione durante i primi due anni di pandemia. Per la maggior parte si tratta di casi tipici di “morosità incolpevole”, a salvaguardare i quali interviene un decreto legge del 2013 che consente l’accesso al fondo che prevede ristori fino a 8mila euro a beneficio del locatore, con la conseguente cessazione della procedura di sfratto. Basterebbe applicare la normativa vigente per evitare quella che si prospetta come una bomba sociale senza precedenti.
Regione e Comune di Napoli devono istituire un tavolo di confronto per affrontare un’emergenza che rischia di esplodere da un momento all’altro.
Vanno individuati i fondi per bloccare i decreti esecutivi. Non sono praticabili altre soluzioni, se si tiene conto che il Comune di Napoli non ha disponibilità di edilizia pubblica da destinare ai cittadini in condizione di disagio abitativo. Per non dimenticare che gli alloggi privati disponibili nell’area, in particolare, del centro storico, hanno raggiunto prezzi di mercato insostenibili, visto che buona padre del patrimonio edilizio privato è stato adibito a B&B. Il paradosso è che abbiamo dove ospitare i turisti, ma decine di migliaia di nostri concittadini non hanno più un tetto.