IL MIO INTERVENTO STAMATTINA SULL’ ULTIMA DELIBERA DELLA REGIONE CAMPANIA SULLA INSANA SANITÀ

Per decenni la Regione Campania ha assunto un atteggiamento di totale servilismo nei confronti delle cliniche private, per foraggiare le quali sono stati sistematicamente dirottati pazienti dal pubblico, anche quando nei nostri ospedali risultavano disponibili centinaia di posti letto.
Per mesi, durante il primo lockdown e prima che intervenisse la Corte dei Conti, abbiamo anticipato centinaia di migliaia di euro alle cliniche, pagandole per posti letto che non sono mai stati occupati.

Oggi, nella fase più drammatica dell’emergenza e con una curva pandemica in costante ascesa, la Regione decide di dichiarare guerra ai privati, con una delibera grottesca che ripartisce il budget per settori e su base mensile.
Risultato: se fino a oggi i tetti di spesa si esaurivano già in autunno, se non addirittura in estate, d’ora in avanti rischiano di esaurirsi prima della metà di ogni mese. Le conseguenze sui cittadini sono già oggi devastanti.
Basti pensare che per una Tac, che potrebbe rilevare una patologia tumorale su cui sarebbe ancora possibile intervenire in tempo, bisognerà attendere non meno di 60-90 giorni, quando forse sarà troppo tardi.

È assolutamente surreale immaginare, in tempo di guerra e con la stragrande maggioranza delle attività ospedaliere bloccate dal Covid, di entrare in rotta di collisione con il privato convenzionato con un provvedimento che non ha né capo né coda.
Nel frattempo chi ha possibilità economiche si cura, mentre chi non ha soldi può anche soccombere, in barba a quel diritto alla salute che rappresenta il pilastro principale della nostra Costituzione.

A conferma di ciò, ho telefonato ad un noto centro diagnostico della provincia di Napoli, per capire e chiedere i tempi per effettuare una Tac total body con mezzo di contrasto (un esame che si fa per patologie molto importanti e che non può essere rimandato e che fortunatamente adesso chiedo solo per prova, non per necessità).
Il primo appuntamento è per la prima quindicina di marzo; circa 50 giorni di attesa ma, se pago, la posso fare entro 4 giorni.
Ho chiamato anche altri centri e l’attesa è anche più lunga.
Adesso mettetevi per un attimo nei panni di un paziente a cui hanno diagnosticato un tumore, mettetevi solo per un attimo nei panni di chi non ha soldi o non ha l’amico politico che gli fa “la cortesia”.

Per questo ho presentato una richiesta di audizione in Commissione Sanità.
Anche perchè prima o poi bisogna cominciare a ragionare sul Pubblico Privato, ma seriamente però!
Cioè sul funzionamento del Cup e sul fascicolo sanitario elettronico del cittadino.