Lazio potenzia inceneritore al confine con la Campania e la Regione subisce in silenzio.
Impianto di San Vittore ai confini con il Casertano, ma giunta regionale assente alle Conferenze dei servizi.
In totale controtendenza con quanto si predica oramai da anni in tutta Europa, dove da ogni parte s’invoca la fine dell’era dell’incenerimento, la Campania rischia finire imbrigliata in una rete di inceneritori. Da anni vessata dal mega impianto di Acerra e dopo aver subito dal Molise, passivamente, il “regalo” di un impianto nella vicinissima Venafro, oggi la giunta regionale di volta dall’altra parte mentre si discute di dar vita alla quarta linea dell’inceneritore di San Vittore, a un tiro di schioppo dall’area Casertana. Una decisione che ha visto opporsi non soltanto i comuni del Frusinate, ma anche le tante comunità, con alla testa i rispettivi sindaci, di Terra di Lavoro, che già per troppi anni hanno dovuto subire gli effetti di sversamenti abusivi e roghi che hanno avvelenato la loro terra e la loro aria.

È paradossale che in una dozzina di tavoli di Conferenze dei servizi convocate dalla Regione Lazio per discutere con le comunità locali il progetto della quarta linea dell’impianto di San Vittore, la Regione Campania, pur invitata, non abbia mai inviato alcun rappresentante. Né si sia premurata di far pervenire le necessarie osservazioni entro oggi, termine ultimo di scadenza. Mentre ovunque si fanno campagne per il superamento delle politiche impiantistiche e gli inceneritori sono oramai stati esclusi dal ciclo dei rifiuti, non possiamo consentire che la Campania subisca in silenzio il potenziamento di un inceneritore a pochi chilometri.
Del resto difendere la linea del “no” alla quarta linea dell’impianto di San Vittore, per la Regione equivarrebbe a smentirsi il giorno in cui si potrebbe discutere di avviare il progetto di una quarta linea anche ad Acerra.