QUESTION TIME l’assessore rimanda di 15 giorni la risposta che avrebbe dovuto avere già pronta.
Ha la Regione consentito con un accordo formale l’arrivo di 150 tonnellate al giorno di monnezza da ottobre a dicembre dal Lazio alla Campania?
Cosa c’è da approfondire?
La risposta è netta Sì o No?
Ma forse la risposta non deve disturbare l’atmosfera elettorale.

Vediamo un po’ di seguito un riassunto dei dati dei rifiuti prodotti dalla Campania, giusto per avere le idee ben chiare.

STATO ATTUALE:       

  • Ogni anno, circa 800mila tonnellate di rifiuti della Campania spediti fuori regione
  • 120mila euro al giorno di sanzioni europee (ad oggi 200 milioni di euro già versati)
  • Ogni anno, i due impianti Stir di Giugliano e Tufino lavorano circa 420mila tonnellate di rifiuto indifferenziato limitandosi per il momento a separarle in una parte secca, da avviare a incenerimento, e una parte umida da smaltire in discarica
  • Nel 2020, solo Sapna (società della Città Metropolitana che cura il ciclo dei rifiuti e che gestisce gli impianti) ha esportato 292mila tonnellate fuori regione, 127 mila delle quali all’estero con un costo di 180 euro a tonnellata per la frazione secca (a fronte di 80 euro per smaltirle in Regione nell’inceneritore di Acerra) e di 195 euro a tonnellata per la frazione umida
  • Ogni anno, 300mila tonnellate di rifiuti diretti ad incenerimento con una spesa di 61 milioni di euro all’anno
  • IMPATTO AMBIENTALE: lo spostamento di questi rifiuti si può quantificare in 2,7 milioni di chilometri percorsi lungo le strade del nostro Paese, emettendo circa 1700 tonnellate di CO2, il che equivale a 37 autotreni carichi di anidride carbonica rilasciati nell’aria