Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, che dopo 10 anni di battaglie ha finalmente decretato la chiusura del cantiere per la realizzazione di un parcheggio interrato a piazza Leonardo, si è provveduto al ripristino dello stato dei luoghi.
 Purtroppo sembra che Piazza Leonardo non trovi pace visto che i lavori di ripristino non sono stati fatti a dovere.
Sono state realizzate DELLE SCALE in luogo di una strada, scale  ripidissime  difficilmente percorribili soprattutto per gli anziani.
Peggio ancora la cosi detta sistemazione di una area a verde con materiale di risulta di lavori edili (sfravecatura) piuttosto che da terreno idoneo per la piantumazione.

Nonostante le mie numerose richieste a tutti gli uffici  competenti e all’assessore , perché avremmo anche un assessore al verde, per  conoscere la natura precisa del terreno in parola, solo in questi giorni e dopo aver scritto all’assessore per il tramite di un legale, ho potuto apprendere quanto già sospettavo: il terreno  non è altro che “sabbia di frantoio” ossia materiale inerte che generalmente viene utilizzato in edilizia per i sottofondi stradali.

Sebbene il predetto materiale non sia pericoloso per la salute pubblica, così come è emerso dalle analisi commissionate ad esperti, questo comunque non risulta idoneo al fine per cui è stato installato in quanto del tutto privo di sostanze organiche e di elementi nutritivi (azoto, fosforo, potassio), propri dei terreni vegetali, ed indispensabili al fine della messa in cultura del terreno.
È pertanto evidente che non ci sarà alcuna possibilità di piantare alberi o piante.

Quelli attualmente presenti sono stati donati e piantati in precedenza da benefattori privati e nonostante quotidianamente ci diamo il cambio per prendercene cura, le piante stanno lentamente morendo una dopo l’altra.
Manca un  di un impianto di irrigazione o anche di una semplice fontana che avrebbe consentito anche ai singoli cittadini di potersi prendere cura di questo piccolo spazio verde della quinta municipalità di Napoli.

Per questo ho chiesto all’assessore al Verde del Comune di Napoli Dott. Luigi Felaco

  • la rimozione di almeno 40/50 cm di questo materiale palesemente inadatto (e fino a 1 metro nelle buche di impianto di eventuali alberi) con relativa sostituzione con un terreno idoneo alla crescita del verde;
  • la piantumazione di idonee essenze arboree nell’area verde in questione e la sostituzione dei contenitori di cemento (tra l’altro di pessima fattura) adibiti a vaso e ivi ubicati sempre dal Comune.

Solo con i seguenti accorgimenti sarà possibile restituire definitivamente decoro all’area che è palesemente in uno stato di degrado gravissimo.
Le fioriere “spaiate”, l’area verde totalmente rinsecchita  l’assenza di varchi per disabili e la mancanza di una efficace segnaletica stradale.
Ci sono tante cose strane in tutta questa vicenda. Anzitutto lo stato dei luoghi doveva essere ripristinato dal concessionario dell’ex parcheggio e non dal Comune di Napoli, quindi con fondi dei cittadini napoletani.
 Abbiamo chiesto più volte il verbale di consegna del cantiere dall’ex concessionario a Napoliservizi che ha materialmente effettuato i lavori, perchè è fondamentale verificare che tutti i sottoservizi siano in perfette condizioni.

Vogliamo ricordare che già negli anni passati, a causa di alcuni lavori eseguiti maldestramente, ci sono stati problemi per i cittadini della zona.

Problemi che vanno fatti risalire al 2013, quando il sindaco de Magistris firmò il permesso a costruire nonostante il parere contrario dei residenti e nonostante la documentazione firmata dal dottor Caniparoli  circa l’impossibilità di realizzare un’opera simile a piazza Leonardo.

Tutto questo rafforza il mio pensiero, che la realizzazione di quanto richiesto sia un dovere del Comune anche per rispetto al personaggio a cui, il Comune stesso, ha intitolato lo slargo, alla memoria di Luigi Necco, uno dei più apprezzati e stimati giornalisti partenopei.
Un uomo che tanto amò Napoli e che certamente soffrirebbe nel vedere com’è ridotto lo spazio a lui dedicato.

Di seguito un video che facemmo a marzo di quest’anno mentre insieme a dei volontari mettevamo a dimora degli alberi.