La proposta di legge già adottata da altre regioni da ultimo dalla regione Lazio intende dare attuazione alle previsioni contenute all’art. 74 del decreto legislativo 112/98 secondo cui “Le regioni, sentiti gli enti locali, nei rispettivi territori, individuano le aree caratterizzate da gravi alterazioni degli equilibri ecologici nei corpi idrici, nell’atmosfera e nel suolo che comportano rischio per l’ambiente e la popolazione”.


L’obiettivo è dunque quello di dotare la Campania di uno strumento di intervento volto a tutelare l’ambiente e la popolazione in quelle aree del territorio regionale particolarmente esposte all’inquinamento ambientale anche di tipo diffuso in cui, sebbene le condizioni ambientali non abbiano ancora prodotto danni direttamente attribuibili in base al nesso causale, la presenza di plurimi “fattori di pressione ambientale” rappresenta un indice elevato di rischio su cui intervenire attraverso misure di risanamento.
La Campania ha il triste primato di essere interessata da numerose procedure di infrazione europea riguardanti l’ambiente, dalla qualità dell’aria, alle discariche abusive, alla corretta gestione dei rifiuti e alla deputazione dell’acque.
Questo si riflette necessariamente sulla qualità di vita dei cittadini campani. Le criticità che interessano le diverse matrici ambientali (aria, suolo e acque) in numerose aree del territorio campano richiedono una risposta adeguata alla popolazione che non si sente sufficientemente tutelata e subisce spesso gli effetti di una frammentazione delle competenze dei vari enti preposti alla tutela ambientale.
Una volta individuate dunque attraverso puntuali istruttorie elaborate dall’Arpac le “aree ad elevato rischio di crisi ambientale” in base alla: elevata concentrazione di stabilimenti industriali insalubri e di impianti di gestione dei rifiuti , allo stato di inquinamento dei corpi idrici superficiali ai costanti e ripetuti sforamenti dei valori di monitoraggio della qualità dell’aria; l’esistenza di uno o più siti contaminati o potenzialmente contaminati si procede a redigere un Piano di risanamento adottato dalla Giunta regionale, d’intesa con gli Enti locali interessati e in collaborazione con gli altri soggetti competenti, in cui sono individuati gli interventi urgenti e i relativi soggetti attuatori, per mitigare il rischio e avviare il recupero e la riqualificazione dell’area entro un tempo massimo preventivamente stabilito con indicazione delle risorse disponibili.


Il piano oltre alle misure urgenti per il contenimento del rischio e all’avvio di interventi nel medio periodo volti ad incrementare le condizioni generali di sicurezza punta a favorire lo sviluppo sostenibile dei settori produttivi e l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, incentivando gli interventi che prevedano livelli di emissione nelle diverse componenti naturali inferiori rispetto a quelli normativamente prescritti e lo sviluppo o la riconversione delle attività esistenti verso ambiti funzionali all’economia circolare nonché a garantire il coordinamento nell’elaborazione degli strumenti urbanistici;
e il monitoraggio sullo stato dell’ambiente, sull’attuazione degli interventi e sull’efficacia degli stessi nel risolvere lo stato di crisi;
Questa legge rappresenta un’occasione per mettere la salute e all’ambiente al centro della programmazione e degli interventi regionali e locali

Qui la nostra proposta di legge