Dei 7 impianti di compostaggio e digestione anaerobica esistenti in Campania, 6 erano attivi nel 2019 ed hanno gestito complessivamente circa 181.000 tonnellate di cui circa 149.000 provenienti dalla raccolta differenziata dei Comuni ed il resto provenienti da “altro”, vediamo di seguito nello specifico:

  1. Impianto compostaggio Teora (non attivo)
  2. Impianto compostaggio Eboli 15.851,00 + 804 altro,
  3. Impianto compostaggio Villa Literno 693,00 + 19.455 da speciali
  4. Impianto compostaggio Salerno 16.997,00 + 153 altro
  5. Impianto digestione anaerobica Caivano 32.974,00 + 954 altro
  6. Impianto digestione anaerobica Giugliano 82.260,00 + 7.740 altro
  7. Impianto compostaggio Solofra 123,68 + 3.109 altro

Dobbiamo sottolineare che esiste un’incoerenza tra i dati di gestione illustrati rispetto alle potenzialità autorizzate che registrano una capacità di trattamento superiore, ad esempio:      

  • l’impianto di Salerno, che è autorizzato per 30.000 t, non ha mai superato le 20.000 t/a e nel 2019 ha trattato circa 16.000 t/a;
  • l’impianto di Solofra, che pur risultando autorizzato in procedura semplificata per 49.000 t/a, non ha mai trattato più di 6.000 t/a.

L’attuale normativa regionale prevede il riconoscimento di ristori compensativi a favore dei Comuni sede di impianti. Inoltre è in corso di approvazione un nuovo Regolamento dei ristori compensativi, ai sensi degli artt. 9 e 38 della Legge Regione Campania n. 14/2016 che dovrebbe articolarsi in tre componenti: premialità, ristoro ambientale e riduzione tariffaria.

Le CRITICITÀ sono:

  • Dimensione degli impianti sproporzionata rispetto alle esigenze della comunità ospitante 
    Soluzione: Gli impianti pubblici di minori dimensioni, volti a favorire l’autosufficienza delle comunità interessate, sarebbero invece incontestabili ed eviterebbero gli impatti (inevitabili) degli impianti di maggiori dimensioni. Purtroppo, il progetto compostiere di comunità, che doveva essere precursore di questo modello, a distanza di 5 anni, ancora non è a regime
  • Concentrazione degli impianti in aree già critiche.
    In molti casi si prevede di realizzare gli impianti in luoghi dove già sorgono altri impianti di trattamento dei rifiuti,
    Soluzione: tali impianti dovrebbero sempre essere sottoposti a VIA così da fugare ogni possibile dubbio in merito soprattutto alla compatibilità con gli impianti preesistenti e con le criticità ambientali già presenti sul territorio.

Inoltre, in base alla normativa nazionale e regionale vigente la Regione dovrebbe adottare i criteri generali per la localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti sulla scorta dei quali le province devono dettagliare tali criteri individuando le aree idonee e quelle non idonee alla localizzazione di impianti. In base a tali criteri si effettuano, poi, le valutazioni ambientali.

Per quanto riguarda le attività di monitoraggio degli impianti, nel Programma Annuale di Attività 2021 dell’Arpac, viene stabilito che spetta alle Province e/o Città Metropolitane competenti per territorio, il controllo periodico su tutte le attività di gestione, di intermediazione e di commercio dei rifiuti, ivi compreso l’accertamento delle violazioni. Ai fini dell’esercizio delle proprie funzioni le Province possono avvalersi, a seguito della stipula di apposite convenzioni, di organismi pubblici, ivi incluse le Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA), con specifiche esperienze e competenze tecniche in materia. Ma, anche per il 2021, non è stata prevista e/o richiesta alcuna stipula di convenzione da parte di nessuna delle cinque Province campane, per cui le attività di ARPAC, in materia di controllo degli impianti di gestione rifiuti, riguarderanno obbligatoriamente solo gli impianti soggetti ad AIA.

Quindi in assenza di convenzioni con le Province, l’ARPAC ritiene di non essere tenuta ad effettuare nessun controllo sugli impianti di gestione rifiuti. L’ARPAC non precisa, ne è smentita dalla Regione, per quali prestazioni di protezione ambientale riceve ogni anno oltre 60 milioni di euro di finanziamento dalla Regione Campania! 

L’ ARPAC programma di effettuare comunque dei controlli, in parte finanziati dal Ministero dell’Ambiente tramite la convenzione con l’ISPRA e in parte su richiesta dell’Autorità Giudiziaria o della Polizia Giudiziaria.

Guardando ai numeri, abbiamo:

  • N° di Impianti gestione rifiuti censiti: 888
  • N° di impianti da controllare per la convenzione con l’ISPRA: 24
  • N° di impianti da controllare su richiesta dell’Autorità Giudiziaria o Polizia Giudiziaria: 59
  • Totale impianti da controllare nell’anno 2021: 83 su 888 impianti presenti

Ciò vuol dire che per effettuare un solo controllo su ogni impianto ci vorrebbero 11 anni, se la Convenzione venisse prorogata indefinitamente, e 15 anni se la Convenzione terminasse.

Report monitoraggio prgru al 30-12-2020

Di seguito il dettaglio delle tabelle presenti all’interno del Report monitoraggio