Mentre gli ultimi studi rafforzano l’ipotesi di correlazione tra inquinamento e diffusione del virus, ricordiamo che, nel bollettino del 20 dicembre 2020, ultimo pubblicato sul sito dell’ARPAC risultano per la concentrazione di PM10:

  • SAN VITALIANO 100 GIORNI DI SFORAMENTO (praticamente 1 su 3)
  • VOLLA 98 GIORNI DI SFORAMENTO
  • ACERRA 68 GIORNI DI SFORAMENTO
  • POMIGLIANO 64 GIORNI DI SFORAMENTO
  • NAPOLI via Argine 52 GIORNI DI SFORAMENTO

Tutto questo nell’ indifferenza beata dei Sindaci

Covid, lo studio italiano: “Sono le polveri sottili e non l’inquinamento in generale a influire su contagi e mortalità

Gli scienziati Mauro Minelli e Antonella Mattei hanno spiegato che è l’esposizione al PM2.5 (comunemente definite polveri sottili) fa sviluppare al corpo umano la proteina ACE2 che “diventa una sorta di serratura per il virus e soprattutto per la sua azione nociva sull’organismo”. Per questo in altre zone inquinate d’Italia, come Taranto, ma con bassi livelli di PM2.5, la diffusione non è stata così massiccia come in Lombardia e Veneto, dove invece questi livelli sono più alti.

La proteina che protegge l’organismo dai danni delle polveri sottili (precisamente il PM2.5) è la stessa che favorisce l’azione dannosa del Sars Cov-2.

Qui l’articolo completo