Traffico illegale di rifiuti tossici da Salerno alla Tunisia, una vicenda che ha portato persino all’arresto del ministro dell’ambiente tunisino Mustapha Aroui. Era partito infatti lo scorso aprile, dal porto di Salerno, proveniente da una ditta di Polla, un carico di 70 container con 120 tonnellate di rifiuti plastici post-industriali che viaggiavano con false dichiarazioni e autorizzazioni relativamente alla natura degli stessi. Un fatto che avevamo già denunciato con un’interrogazione e che in questi giorni è tristemente balzato agli onori della cronaca. E’ assurdo che la ditta campana complice di questa azione scriteriata lavorasse con l’autorizzazione della Regione e che nessuno si sia preoccupato di controllare. Per continuare a far luce sui contorni di questa storia e per capire in che modo sarà gestito il rimpatrio e successivo smaltimento dei rifiuti che torneranno adesso in Campania, abbiamo presentato una nuova interrogazione. Una cosa è certa, chi ha sbagliato dovrà risponderne.

La terra dei fuochi e del malaffare ha tentacoli lunghi dentro e fuori la Campania e l’Italia. Negare e tacere significa essere complici. Ecco qui i miei atti, senza paura!

Riassunto della vicenda