I documenti sul sito dimostrano le inadempienze dell’ente.
Le affermazioni dell’ex commissario dell’Arpac Pietro Vasaturo, secondo il quale l’agenzia sarebbe la meno onerosa sul piano nazionale, sono tutte sconfessate da un documento consultabile sul sito dell’agenzia stessa.
Sul portale on line è disponibile la relazione sulla valutazione dell’Arpac relativa al 2018, che ad oggi è anche l’unica disponibile perché l’ente è inadempiente da 10 anni rispetto a una legge dello Stato che impone la pubblicazione di questo atto ogni anno. Esiste una oggettiva incoerenza tra il piano delle performance e la relazione delle performance. Quanto pianificato non corrisponde a quanto rendicontato. Inoltre, giova ricordare che l’Arpac non è dotata del Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance. Oggettive inottemperanze alle normative vigenti che non sono state fugate neppure dall’assessore Bonavitacola nell’ultimo question time su come sarebbero state erogate le premialità in assenza di tale Sistema, se i valutatori dell’Arpac hanno trasmesso le carte alla Corte dei Conti e se la struttura regionale preposta alla vigilanza sull’Arpac, l’Ufficio Speciale Controllo e vigilanza su Enti e società partecipate ha applicato o proposto sanzioni a proposito.

Dopo cinque anni di battaglie istituzionali abbiamo oramai consapevolezza che c’è sempre stata una volontà politica tesa a mortificare le funzioni di Arpac, ancora lontano dalle quelle di un’agenzia che dovrebbe monitorare la qualità dell’aria che respiriamole e di controllo del perfetto funzionamento degli impianti sul territorio.  Oggi abbiamo interrogato la Regione Campania in aula rispetto a una serie di criticità che andiamo evidenziando da anni sulle attività dell’agenzia regionale e la risposta dell’assessore all’Ambiente Bonavitacola è stata di mera lettura di una relazione scritta dalla stessa Arpac, che conferma quanto già sapevamo. Ovvero, l’assoluta mancanza di un piano di valutazione di performance dei commissari e dei dirigenti che si sono avvicendati in questi anni, che di fatto non rispondono delle negligenze sul sistema di monitoraggio e di mancata o tardiva pubblicazione dei dati, sebbene siano puntualmente e profumatamente remunerati. Fino al paradosso, che denunciammo nel 2016, dell’autoriconoscimento da parte dello stesso management di Arpac e con tanto di determina viziata da procedura illegittima, di 11 anni di adeguamenti contrattuali per un totale di sei milioni di euro. Bonavitacola è stato interpellato per spiegare in che modo la regione abbia controllato le attività e le spese di Arpac in questi anni, ma l’assessore e vice del governatore altro non ha saputo fare che leggere frettolosamente un comunicato dell’azienda stessa, omettendo ogni passaggio utile sulle funzioni di controllo sul bilancio e sulle attività.