È bastato un solo giorno di riapertura delle attività per cancellare gli effetti benefici del lockdown sul fiume Sarno. Nei tavoli organizzati in questi anni con chi si sarebbe dovuto occupare della bonifica, abbiamo puntualmente sottolineato la necessità di una ricognizione puntuale per risalire alle fonti dell’inquinamento, spesso provocato da sversamenti abusivi di quelle industrie criminali che utilizzano canali appositi per dirottare flussi illegali. Ed è evidente che con la ripresa delle attività nella fase 2, sono ripresi anche gli sversamenti abusivi. Solo così si spiega come sia possibile che le acque del fiume Sarno, cristalline negli ultimi 50 giorni, in meno di 24 ore siano diventate torbide ed emanino cattivo odore. Ed è per questo che abbiamo inviato una interrogazione alla giunta per chiedere quali iniziative intende intraprendere affinché si attivino controlli mirati a tutela degli ecosistemi del Bacino Idrografico del fiume Sarno e si metta in campo la tanto annunciata pulizia delle acque. Intanto il nostro Ministro Sergio Costa ha attivato sin da subito i Carabinieri del Noe per controlli e indagini in zona, indagini prontamente partite.