Il piano regionale di mobilità ciclistica è chiuso in un cassetto oramai da 5 anni ed è arrivato il momento di tirarlo fuori. Ci serve una mobilità umanizzata per garantire il distanziamento e per permetterci di respirare.

Nella fase 2 della emergenza Coronavirus sarà necessario mettere in campo misure che sostengano una mobilità urbana che non impatti sull’ambiente, tenuto conto che al trasporto pubblico si tenderà a privilegiare i mezzi propri, con un inevitabile incremento dell’inquinamento atmosferico.

A questo proposito ho presentato un’interrogazione e ho inoltrato una proposta alla Regione Campania.

Bisogna incentivare in qualunque maniera l’utilizzo delle biciclette per gli spostamenti brevi in città. Bici muscolari e bike e monopattini elettrici.

Al pari di quanto già previsto in regioni come l’Emilia, dove la Regione ha stanziato un milione per il bike to work e la mobilità ciclistica, occorre pensare anche in Campania a dei provvedimenti.

Bici – Facilitanti che comprendano incentivi agli enti locali per delimitare apposite corsie ciclabili temporanee con l’utilizzo di segnaletica mobile e finanziare bandi per la concessione di incentivi regionali per l’ acquisto di biciclette, elettriche o muscolari, favorendo i produttori locali.
In tal modo, oltre alla finalità dell’incentivo all’uso delle biciclette, si produrranno benefici anche sulle attività economiche legate al settore

Ecco la mia proposta per la mobilità sostenibile

Per contribuire ad affrontare la fase 2 dell’emergenza è necessaria l’adozione di misure straordinarie, anche in via sperimentale, per migliorare la mobilità urbana ed extra urbana e l’organizzazione del trasporto in ambito regionale. Occorre garantire un’alternativa all’uso massivo dei mezzi pubblici e delle auto private, non essendo possibile stipare un elevato numero di persone in un vagone o in bus senza mantenere le prescritte distanze, né sostenibile intasare la città con un elevato numero di vetture private circolanti, come avvenuto fin ora anche in considerazione delle evidenze scientifiche che riconoscono il pericolo insito nella maggior diffusione del virus a causa di livelli elevati di smog (Università di Bologna, Università di Catania, Dipartimento di biostatistica dell’Harvard T.H. Chan School of Public Heath, Boston) Una delle soluzioni, già adottata da numerose città in Italia e all’estero è quella di promuovere e sostenere l’uso della bicicletta per gli spostamenti dettati da motivi di lavoro o di necessità in ambito urbano.
Tale soluzione è in grado allo stesso tempo di:
– Garantire il mantenimento delle distanze
– Azzerare la produzione di smog
– Rafforzare il sistema immunitario
– Migliorare l’ossigenazione e la respirazione

Per fare ciò è necessario adottare almeno le seguenti misure:

  • bandi per la concessione di incentivi agli enti locali che prevedano l’utilizzo di parte della carreggiata per delimitare in via sperimentale apposite corsie ciclabili temporanee con l’utilizzo di segnaletica anche di tipo mobile come coni o barriere mobili per collegare punti d’interesse locale (uffici, scuole, aziende);
  • bandi per la concessione di incentivi regionali per l’acquisto di biciclette, elettriche o muscolari, e dispositivi per la «micro-mobilità elettrica» urbana (nei comuni in cui sia stata autorizzata la sperimentazione ai sensi del Decreto Ministeriale 4 giugno 2019, in collaborazione con gli esercenti aderenti e con i produttori locali (così da produrre un effetto benefico indiretto anche sulle attività economiche legate al settore), subordinati all’utilizzo di un App regionale per mappare gli spostamenti;
  • Concessione di agevolazioni tributarie di competenza regionale ai datori di lavoro che promuovono l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto per raggiungere il luogo di lavoro parametrati sul numero di dipendenti che aderiscono all’iniziativa monitorato mediante la medesima App promossa dalla regione;
  • Concessione di agevolazioni tributarie di competenza regionale agli esercenti che garantiscono sconti ai clienti che usano la bicicletta per fare acquisiti sempre da mappare mediante un’apposita App sviluppata dalla regione;
  • Pubblicazione di un bando con carattere di urgenza rivolto ai comuni per sostenerli nelle attività di consulenza e progettazione degli interventi per promuovere la ciclabilità utilizzando il fondo istituito con la LR 27/2019 art 1 comma 26. Tale disposizione è rivolta a sostenere secondo una logica partecipativa le attività di analisi, progettazione, individuazione e programmazione da parte degli enti locali dei piani di mobilità ciclistica, in questo caso anche con valenza di piani straordinari.
  • Potenziare l’intermodalità in particolare rispetto alle opzioni possibili per consentire il trasporto delle bici in treno o autobus e per l’utilizzo delle aree attigue alle stazioni del trasporto su ferro e su gomma per il parcheggio in sicurezza delle biciclette, promuovendo apposite collaborazioni e convenzioni con le società che gestiscono il trasporto pubblico locale e regionale;
  • Campagne di sensibilizzazione su circuiti regionali e locali per promuovere l’uso della bicicletta e gli spostamenti pedonali.

In Germania, ad esempio, dal 28 aprile vigono nuove regole del codice della strada a protezione di chi va in bici e per incentivare la mobilità sostenibile:

  • Si può circolare affiancati in bicicletta
  • Le auto devono tenere 1,5 m di distanza quando superano pedoni o bici (2 m fuori città)
  • Svolta a destra dei camion a passo d’uomo
  • Multa di 100€ e un punto di patente per chi parcheggia sulle ciclabili (anche solo delimitate da segnaletica orizzontale)
  • Possibilità da parte di comuni di definire zone in cui è vietato superare biciclette

L’approvazione del nuovo regolamento, giustamente, è stata velocizzata a causa delle nuove condizioni imposte dal coronavirus

Quindi, SI PUÒ FARE!