Ecco alcune nostre proposte per affrontare l’emergenza del coronavirus.

Sanificazione dei locali commerciali e degli uffici pubblici

In previsione dell’avvio della fase 2 e della graduale riapertura degli esercizi commerciali e degli uffici pubblici occorre predisporre interventi volti alla sanificazione degli ambienti.

Si chiede, dunque, di programmare e di richiedere come misura necessaria per l’apertura l’attuazione da parte dei soggetti coinvolti di una serie di interventi di disinfezione per abbattere completamente i microrganismi patogeni all’interno degli impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC) installati in ambienti chiusi e ad alta affluenza, inibendo, inoltre, totalmente il ricircolo dell’aria.

Analogamente, si chiede di disporre e di richiedere la sanificazione dei locali e delle superfici (pareti, scrivanie, librerie, sedie, banconi ecc), privilegiando, se possibile, l’utilizzo del gas ozono, in quanto totalmente invasivo, quindi non tralascia alcuno spazio ed inoltre non necessita di successiva pulizia delle superfici (come per i disinfettanti a spruzzo) ma, semplicemente di aerazione dei locali.


Impiego dei lavoratori della società CAS S.p.a

In data 3 aprile 2020 la società CAS S.p.a. ha comunicato ai propri dipendenti la sospensione di alcune attività e la richiesta di accesso a misure speciali in tema di ammortizzatori per la durata di nove settimane, sebbene tali attività parrebbero rientrare tra quelle essenziali e di pubblica utilità per le quali non è richiesta la sospensione, secondo le prescrizioni governative.

Ad oggi, in molte città della Regione sussistono problemi legati alla gestione dei rifiuti abbandonati per cui i dipendenti di CAS potrebbero essere utilmente impiegati per la selezione merceologica e differenziazione degli stessi, in conformità alla mission aziendale.

Chiediamo, dunque, di valutare l’opportunità di impiegare i lavoratori della società CAS S.p.A., per i quali è stato richiesto il riconoscimento dei trattamenti di Cassa Integrazione salariale in deroga, ex art. 22 del DL 18 del 17 marzo 2020, per la selezione dei rifiuti abbandonati, previa stipula o rafforzamento degli accordi con i Comuni interessati.


Numero verde regionale sui prezzi.

Con DGRC n.173 del 7/04/2020 è stato istituito l’Osservatorio Regionale Prezzi con la funzione di individuare ed arginare ogni fenomeno di distorsione del mercato generato dall’imposizione di prezzi sproporzionati, sia al dettaglio che all’ingrosso.

A tal riguardo, si ritiene che la istituzione di un osservatorio privo di un canale diretto verso i cittadini, rischia di mancare di uno strumento di immediata segnalazione e di risultare, per tale motivo, meno efficace.

Al contrario, la presenza di un tessuto sociale di ascolto e di denuncia diffuso sul territorio rappresenta non solo un aumento di informazioni per lo stesso osservatorio come deterrente per contrastare i fenomeni di sciacallaggio, ma anche uno sforzo di trasparenza per le istituzioni e una sollecitazione per i cittadini ad essere coinvolti al fianco dei loro governi locali.

Chiediamo, pertanto, l’istituzione di un numero verde al fine di consentire ai cittadini la possibilità di segnalare in maniera repentina ed ad un soggetto centralizzato, eventuali aumenti ingiustificati dei prezzi, che in questa delicata fase di disagio economico danneggerebbero ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie.


Esposizione alimenti all’aperto.

Con sentenza n. 6108 del 2014, la III sezione penale della Corte di Cassazione ha ribadito il divieto di esporre gli ortaggi, la frutta e la verdura all’esterno dell’esercizio commerciale. Detto divieto si fonda su ragioni igieniche e di tutela dei prodotti dagli agenti chimici e inquinanti e trae origine dall’articolo 5 della legge n. 283 del 1962 che pone il divieto di vendere alimenti in cattivo stato di conservazione.

Atteso che l’emergenza epidemiologica che ha coinvolto il nostro Paese impone la massima attenzione circa il rispetto delle prescrizioni igieniche, chiediamo che la Giunta promuova ogni iniziativa di competenza per rafforzare la vigilanza, affinché sia garantito il rispetto delle norme igieniche e di conservazione degli alimenti e sia assolutamente preclusa l’esposizione degli stessi al di fuori degli esercizi commerciali autorizzati alla vendita.


Interventi per emergenza COVID‐19 Settore Bufalino

Il Piano socio-economico contro la crisi generata dall’emergenza Covid-19, presentato dal Presidente della Giunta, prevede, tra l’altro, la concessione di contributi alle aziende del settore bufalino per la compensazione dei costi derivanti dall’impiego di latte nella razione alimentare, riconoscendo a ciascun operatore un rimborso sui costi di produzione di 1 euro a litro di latte, nel limite massimo di spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2020. In particolare, l’utilizzo del latte nella razione alimentare verrà autorizzato al massimo per 60 giorni e per un quantitativo non superiore al 30% della effettiva produzione dell’analogo periodo del 2019.

A parere di chi scrive, l’utilizzo del latte invenduto nella razione alimentare degli allevamenti delle aziende in risanamento per la Tubercolosi e Brucellosi potrebbe accrescere le criticità sanitarie nelle aziende stesse. Infatti, l’azienda per evitare la diffusione delle malattie (Tubercolosi e Brucellosi) che sta combattendo, dovrebbe garantire un sistema di termizzazione e/o trattamento del latte aziendale affinché sia scongiurata la diffusione di patogeni che amplierebbero i problemi sanitari.

Chiediamo, pertanto, di rivedere la misura riguardante il contributo per l’utilizzo del latte invenduto nella razione alimentare degli allevamenti e adottare quale misura a sostegno del comparto bufalino la concessione di contributi per la produzione di alimenti a base di latte di bufala con una shelf life, ossia il periodo di conservazione tra produzione e consumo, tale da permettere che gli stessi prodotti possano entrare nel circuito degli indigenti attraverso appositi accordi con le organizzazioni impegnate nella distribuzione.

Tale soluzione sarebbe in grado di produrre plurimi effetti positivi, costituendo al contempo una misura di sostegno al settore bufalino e alle fasce di popolazione in stato di indigenza.


Impiego dei Centri di formazione accreditati per la corretta formazione informazione sulla salute e sulla sicurezza negli ambienti di lavoro

L’emergenza epidemiologica in atto ha rinvigorito la necessità di tutelare la salute dei lavoratori negli ambienti di lavoro, prescrivendo l’adozione di ogni misura necessaria a tal fine.

Chiediamo, pertanto, di impiegare il personale dei Centri di formazione accreditati con la Regione Campania e specializzati in materia di sicurezza sul lavoro, per la corretta informazione dei lavoratori negli ambienti di lavoro, per ridefinire le organizzazioni aziendali in modo da ottemperare alle prescrizioni governative sulla riduzione del contagio e per fornire un supporto alla predisposizione e all’aggiornamento dei documenti tesi a garantire la sicurezza sul luogo di lavoro, quali documento di valutazione rischi e piani di sorveglianza sanitaria.