In base alle disposizioni governative anti COVID la raccolta dei rifiuti è attività di pubblica necessità pertanto il personale non può andare in cassa integrazione.
Eppure la Regione Campania vuole mettere in cassa integrazione i lavoratori di Campania Ambiente e Servizi.
Giugliano brucia, ma CAS è ferma e nessuno raccoglie cumuli di rifiuti.
Tre anni fa interrogammo la Regione e ieri ci hanno risposto che è passato troppo tempo.
Si ripetono, oramai con frequenza quotidiana, roghi di rifiuti nell’area dell’ex campo rom a Giugliano, in località Ponte Riccio. Un’emergenza ambientale che si aggiunge all’emergenza sanitaria, purtroppo annunciata da una disorganizzazione a monte, in particolare relativa alla raccolta, da tempo quasi del tutto ferma, di cumuli di rifiuti abbandonati. Operazione un tempo sistematicamente affidata alla società CAS, le cui attività si sono ridotte sensibilmente in attesa della mai avvenuta costituzione del Polo ambientale. Il risultato è che oggi, con CAS costretta a ricorrere alla CIG per i suoi dipendenti e la raccolta straordinaria a rilento, intere aree di periferia sono tornate a trasformarsi in sversatoi a cielo aperto, con cumuli di rifiuti speciali spesso oggetto di incendi.
L’attenzione che gli uffici regionali hanno per la tematica ambientale è nella considerazione posta a una nostra interrogazione sulla problematica dei roghi proprio a Giugliano, inoltrata ben tre anni fa e la cui risposta è pervenuta soltanto in questi giorni. Ed è tale l’imbarazzo della stessa giunta regionale da dover ammettere, nell’incipit della risposta, che “risulta impossibile risalire alle ragioni del ritardo della rimozione di rifiuti in considerazione del tempo trascorso”. Tempo durante il quale incendi e cumuli di diossina hanno continuato un’area già devastata”.