Ricordate gli impianti sottoposti a normativa Seveso?
Quelli per i quali mancava il piano di controllo annuale da parte della regione Campania e Arpac (parliamo degli anni: 2016, 2017, 2018 e 2019)

Vi ricordo che:

la legge che ha adottato la direttiva europea ‘Seveso’ dispone da parte della Regione la predisposizione di un programma annuale e un piano regionale di ispezioni ordinarie. Un’attività importantissima dai cui esiti derivano, l’adozione di atti importantissimi al fine della tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente e soprattutto per la prevenzione di gravi rischi.
La direttiva trae origine dall’incidente verificatosi il 10 luglio 1976 nell’azienda ICMESA di Seveso, che provocò la dispersione nell’ambiente di elevati quantitativi di diossina, una delle sostanze chimiche più tossiche per l’uomo e per l’ambiente.

Il sito istituzionale dell’ARPAC, (alla pagina Aree Tematiche – Rischio Industriale – ARIR – Risultati delle attività) riporta l’elenco degli stabilimenti a rischio incidente ‘rilevante’ e di ‘soglia inferiore’, presenti su tutto il territorio campano che ammonterebbero a 54, nell’elenco rientrano queste categorie:

  1. depositi di combustibili (gas liquefatti e oli combustibili);
  2. stabilimenti di produzione e deposito di esplosivi;
  3. stabilimenti chimici o petrolchimici;
  4. centrali termoelettriche;
  5. impianti di trattamento e recupero di rifiuti.

Ebbene, su questi impianti per 4 anni non c’è stato il controllo disposto per legge

Dopo varie mozioni, interrogazioni ed un esposto alla procura, arriva una gran bella vittoria.

L’Arpac con delibera n. 175 del 20 marzo ha sottoscritto la convenzione con la Regione per l’esecuzione dei controlli sulle aziende Seveso di soglia inferiore.

Se sottoscrivono anche i Vigili del Fuoco e l’ INAIL i controlli potranno finalmente partire.