La bici non è solo diletto ma mezzo di spostamento virtuoso, economico, ecologico e rivoluzionario.
Un po’ di numeri su come l’uso della bici incide sulla nostra vita e sulla vita delle nazioni

ECONOMIA

Secondo uno studio americano camminare e andare in bici ha un impatto economico positivo pari a circa 1,6 miliardi di dollari sull’economia statale: circa 1,1 miliardi di dollari solo per quanto riguarda le biciclette, inclusi 448 milioni di introiti provenienti da turisti amanti del pedale e provenienti da stati limitrofi.

Il cicloturismo italiano ha un valore potenziale di circa 3,2 miliardi di euro!
Il modello rimane il Trentino Alto Adige: Le Province di Trento e Bolzano investono sul cicloturismo da quasi 20 anni. Nella regione ci sono quasi 1.000 km di piste ciclabili protette, con un sistema intermodale efficiente, a partire dalla possibilità di trasportare la bici su tutti i treni.

PROGETTO ITALIANO:Vento“. È il progetto di ciclovia che dovrebbe unire Venezia a Torino, promosso da un gruppo di docenti del Politecnico di Milano. Costerebbe 80 milioni di euro, pari al costo di 2-3 km di autostrada, e genererebbe un indotto di 100 milioni di euro all’anno e 2.000 nuovi posti di lavoro.

Una stima della Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) calcola che una persona che va in bici per una giornata ed effettua un pernottamento vale 80 euro di spesa.

In Europa si calcola che nel 2012 l’impatto economico del cicloturismo sia stato di circa 44 miliardi di euro, generati da oltre 2 milioni di viaggi e 20 milioni di pernottamenti.
Secondo un recente studio, infatti, l’uso della bicicletta nell’UE-27 sarebbe in grado di generare ogni anno benefici economici pari a 200 miliardi di euro, una cifra superiore al PIL della Danimarca e con un rapporto costi/benefici straordinario: 1 a 70.

PROGETTO EUROPEO:EuroVelo” Si tratta di una grande ragnatela ciclabile sviluppata dallo European Cyclists’ Federation: 70mila chilometri di strade, tutte con infrastrutture standardizzate. Per permetterci di andare da un Paese all’altro senza scendere mai dalla sella.

Attualmente in Germania, in cui ci sono 47 mila chilometri di percorsi ciclabili, la vendita di bici e dei suoi accessori vale annualmente 5 miliardi di euro, in Olanda 1,6 miliardi, in Francia 2 miliardi di euro, in Italia solo 0,9 miliardi.
L’Italia, in quanto primo produttore di biciclette in Europa, sarebbe il paese che più di ogni altro potrebbe ricevere benefici derivanti dallo sviluppo della ciclabilità. Si pensi che nel corso del 2012, la vendita di biciclette è stata maggiore rispetto alle automobili e, per la prima volta dopo 48 anni, in Italia sono state vendute 1.748.000 bici a fronte di 1.450.000 automobili.
In Germania oggi il solo cicloturismo regge un’economia di oltre 4 miliardi di euro all’anno, mentre tutto il settore della bicicletta ha oggi circa 300.000 occupati a tempo pieno e un’economia da 16 miliardi annui.
A Copenhagen ci sono 5 bici per ogni auto. Per più del 35% degli abitanti di Copenhagen la bici è il principale mezzo di trasporto.
Sempre secondo uno studio americano, con un aumento, a livello mondiale, dei viaggi su due ruote fino all’11% del totale dei trasporti per il 2030 e fino al 14% per il 2050 si potrebbero far risparmiare alla società circa 24 trilioni di dollari tra il 2015 e il 2050, valutando l’utilizzo di carburante, l’emissione di CO2 ed i costi diretti del mezzo di trasporto.

I risultati di queste scelte sono impressionanti.
Infatti, secondo l’Istat, passare dall’auto alla bicicletta per recarsi al lavoro significa risparmiare dal 16-20% del proprio stipendio.
La congestione stradale nella sola Italia sia responsabile della perdita di oltre 50 miliardi di euro all’anno, pari al 3% de PIL nazionale
Il cicloturismo invece ha un indotto stimato tra i 110 e i 350.000 euro per ogni chilometro di ciclabile turistica.

PROGETTO ROMANO:GRAB” (Grande Raccordo Anulare per la Bicicletta), una ciclovia di 40 chilometri con progetto già approvato, un percorso archeologico-turistico nella Città Eterna.
Speriamo non resti solo sulla carta…


SANITÀ e AMBIENTE

Uno studio americano ha quantificato che sulla sanità ci sarebbe un risparmio di oltre 510 milioni di dollari. Discorso simile per chi cammina: a fronte di una media di circa 285 decessi in meno all’anno, il risparmio sulle casse della sanità si aggirerebbe intorno ai 2,7 miliardi di dollari.
Non solo, ogni anno potrebbero essere evitati circa 10.000 decessi grazie ai benefici per la salute derivanti dal ciclismo.
Secondo l’Oms, usare la bici fa risparmiare 110 miliardi di dollari in spesa sanitaria e tre miliardi a livello di riduzione dell’inquinamento ambientale e acustico.
Infatti L’inquinamento acustico prodotto dal traffico causa disturbi al 44% della popolazione UE e costa 326 miliardi alla sanita comunitaria.
Il trasporto urbano genera nel mondo attorno al 25% delle emissioni di CO2 in larga parte responsabili del cambiamento climatico.
Inoltre in uno studio fatto nella città di Barcellona, si è arrivati a stimare che, sostituendo il 40% dei viaggi in automobile con la bicicletta, si conterebbero 66,12 morti in meno ogni anno.
In Italia si spendono circa 30 miliardi di euro di copertura delle spese sanitarie relative agli incidenti stradali che causano quasi 4.000 morti l’anno.
Sempre in Italia meno di 1 bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta, ne consegue che il 22,1% dei giovani e in sovrappeso di cui il 10,2% e in condizioni di obesità; nei Paesi Bassi dove il 70% dei bambini si reca a scuola in bicicletta, solo il 13% della medesima fascia d’età risulta in sovrappeso e il 7% di questi sono in stato di obesità.


LAVORO

Se oggi 650mila posti di lavoro full-time ruotano già attorno al mondo della bici, raddoppiando il modal share o ripartizione modale (ovvero la percentuale di spostamenti in bici), si raggiungerebbero potenzialmente 1 milione di posti di lavoro a tempo pieno tra vendite al dettaglio, riparazioni, industria manifatturiera, cicloturismo e infrastrutture.
In Germania il turismo by bike conta ora su 177mila addetti e potrebbe superare i 290mila nel 2020, in Italia la crescita è stimata dai 14mila attuali a quasi 23mila. I Paesi con i numeri occupazionali più interessanti per il turismo dolce sono la Francia (54mila), l’Ungheria (49mila), la Polonia e il Regno Unito (entrambi a 36mila addetti). Il Belpaese resta invece secondo solo alla Germania per la manifattura, tenendo alto il vessillo del made in Italy con oltre 3300 lavoratori contro i 4200 tedeschi.
In Europa ci sono 655 mila persone nel settore del ciclismo di cui il cicloturismo dà lavoro a 524mila persone mentre la vendita al dettaglio dà lavoro a 80mila persone.
Comparando i tassi occupazionali per milione di euro di fatturato nelle industrie di trasporto emerge che un produttore di biciclette impiega tre volte più persone di chi sforna automobili. Ai 4,9 occupati del comparto ciclistico si accosta l’1,63 dell’automotive.
Ogni milione di euro investito sulla mobilità ciclabile genera 10 posti di lavoro contro i 2,5 posti nel settore automobilistico.
Secondo uno studio, se in ogni Paese membro dell’Unione europea almeno una città adottasse lo stesso sistema ciclabile di Copenhagen, verrebbero creati circa 76.600 posti di lavoro.
Investire nella bicicletta offre un ritorno economico migliore rispetto a quasi qualsiasi altra opzione di trasporto.