Credo che non vi sia paese al mondo che consumi una cosí mostruosa quantità di bottiglie di plastica, siamo il paese più ricco d’acqua potabile, ma preferiamo quella plastificata.
La recrudescenza della patologia bulimica dell’ italiano appare ancora piú evidente se si raffrontano le abitudini dell’ italiano rispetto agli altri popoli.
Il bulimico italiano entra nel bar e non chiede un bicchiere d’ acqua ma una” bottiglietta piccola ” Due sorsi e la butta via
Va al supermercato e si carica la soma di scorte d’acqua plastificata.
Al ristorante storce il naso per le pietanze, ma deglutisce con soddisfazione l’acqua plastificata.
Ma la cosa davvero terrificante é l’ultima nata, la bottiglietta micro per i bambini da infilare nello zaino da mani sapienti ed amorevoli affinché il cucciolo non corra il rischio di abbeverarsi al rubinetto.
Una gestualitá che diventa abitudine di vita e che sta inducendo una intera popolazione a rinunciare al diritto di pretendere che l’ acqua potabile sia ottima, e che sta fornendo,con ogni sorsata, materiale per gli inceneritori ed arricchendo i gestori delle fonti che spesso pagano una tariffa per la nostra preziosa acqua, piú bassa di quella dei contatori delle nostre case
In poche parole guadagnano:

– i gestori delle fonti
– i fabbricanti di bottiglie di plastica
– i trasportatori
– gli inceneritoristi

E noi paghiamo per farci avvelenare e per avvelenare la terra.
La bulimia è la malattia del ‘insoddisfazione che deve gonfiare la pancia come un otre e sembra proprio che l’ italiano abbia chiuso gli occhi e si sia ammalato.