La Regione Campania ai sensi dell’articolo 9 della L.R. 26-5-2010 n. 14 Norme di attuazione della disciplina europea e nazionale in materia di rifiuti e dell’economia circolare coordina la gestione dei rifiuti destinati al
termovalorizzatore di Acerra e di quelli per i quali è prevista la competenza
regionale.
La Regione esercita, altresì, il potere sostitutivo nei confronti dei Comuni in caso di inadempienza nello svolgimento delle funzioni amministrative agli stessi conferite dalla L.R. 20-5-2016 n. 14.
In più occasioni negli ultimi due anni, in commissione e in consiglio, si è discusso dell’annunciata chiusura dell’inceneritore di Acerra per consentire interventi di ordinaria manutenzione.
Tale sospensione delle attività per circa 40 giorni nel mese di settembre-ottobre 2019 rischia di mettere in pericolo un equilibrio già di per sé precario, a fronte di un sistema regionale di gestione dei rifiuti che in questi quattro anni non è riuscito a ridurre la produzione dei rifiuti e a rendere operative le azioni che avrebbero dovuto portare la Campania fuori dalla procedura d’infrazione. Un rischio, dunque ben noto e avvalorato dalle situazioni di crisi già in atto in queste ore sul territorio della città di Napoli e della Provincia, in particolare a Torre del Greco, dove giacciono ingenti quantità rifiuti in strada a causa della saturazione degli STIR.
Notizie di stampa riportano l’appello del Presidente De Luca ai Comuni della Campania affinchè si preparino ad accogliere sul proprio territorio i rifiuti prodotti che non potranno essere inviati all’inceneritore.
Il vice presidente Bonavitacola ha annunciato che bandirà con la collaborazione del partner A2A una nuova gara per lo smaltimento di 600.000 tonnellate di ecoballe prevedendo nel bando la possibilità di gestire un 30% aggiuntivo, per lo smaltimento del surplus di rifiuti tritovagliati che le società provinciali non riusciranno a gestire tramite le gare indette.
Queste iniziative, a distanza di appena due mesi dalla chiusura dell’impianto, appiano tardive rispetto alla consapevolezza del problema che il governo regionale aveva dimostrato di avere da ben prima; situazione complicata anche dalla contingenza di mercato attuale, nazionale e internazionale, per cui gli impianti di smaltimento hanno bloccato o reso molto onerosi i conferimenti di rifìuti.
Considerato che Diversi lotti delle gare Europee bandite dalle società Provinciali per il servizio di recupero smaltimento dei rifiuti tritovagliati CER 19.12.12 – CER 19.05.01 E CER 19.05.03, così come numerose gare regionali per la gestione delle ecoballe, sono andati deserti, come nel caso della gara per la gestione dei rifiuti provenienti dallo stabilimento di tritovagliatura ed imballaggio rifiuti (Stir) di S. Maria Capua Vetere (ce) in gestione alla GISEC SPA bandita nel mese di aprile 2019 con 14 lotti su 22 andati deserti.
La SAPNA ha bandito da poco una gara per l’affidamento del servizio di
smaltimento dei rifiuti tritovagliati che è ancora in corso con scadenza 8 luglio 2019, ma le prospettive appaiono tutt’altro che incoraggianti visto l’esito della precedente gara che dei 10 lotti previsti ha visto l’aggiudicazione per soli 4 lotti.
Nell’ambito delle attività di smaltimento delle ecoballe, si sono registrati
gravissimi ritardi sul cronoprogramma: molte gare sono andate deserte, solo una minima parte dei rifiuti staccati risulta rimosso dai siti e si riscontra una grave carenza di informazioni e trasparenza sui siti di destinazione dei rifiuti e sulle forme di trattamento.
Per le attività di compostaggio nessun risultato è stato raggiunto tanto per gli impianti comunali che per quelli previsti presso gli Stir. Ed anche sul versante compostiere di comunità, non si è riusciti a giungere a conclusione nei tempi programmati a causa della formulazione dei bandi con una incomprensibile suddivisione tra compostiere e prefabbricati destinati ad accoglierle, e alcuni passaggi poco chiari sui requisiti dei soggetti partecipanti che hanno prodotto ricorsi in sede giudiziaria e rallentato la conclusione dell’appalto e la messa in esercizio delle compostiere.
Rilevato che con Delibera n. 796 del 19/12/2017 la Giunta Regionale ha approvato le “Linee guida per l’elaborazione dei piani d’ambito”. Tuttavia, ad oggi non risulta approvato o adottato alcun Piano d’ambito, atto fondamentale per avviare le misure necessarie ad ottimizzare il ciclo fin dalla sua fase iniziale di produzione dei rifiuti attraverso la riduzione e per la programmazione delle forme di gestione più idonee. Neppure risultano esercitati poteri sostitutivi.
I centri per il riutilizzo inseriti nella legge vigente sui rifiuti e ancor prima con l’acronimo CIRO (Centro integrato per il riutilizzo ottimale dei beni durevoli) nel programma di prevenzione regionale adottato nel 2011 dal precedente governo regionale, che questo governo non si è preoccupato di aggiornare, non sono mai stati realizzati , dimostrando in tal modo una grave sottovalutazione del problema rifiuti e una scarsa comprensione delle dinamiche virtuose di prevenzione e riduzione che potrebbero rappresentare una soluzione vincente per contrastare in
radice le emergenze.
Rilevato che, la stessa legge regionale sui rifiuti, così come modificata dalla maggioranza su proposta della Giunta con la legge regionale n. 29 del 8 agosto 2018, ha demandato al Piano d’ambito la previsione e realizzazione di stazioni ecologiche di stoccaggio a servizio degli STIR, per garantire l’ordinato flusso del ciclo dei rifìuti, a valle del trattamento effettuato all’interno degli stessi.
Eppure, contemporaneamente nella stessa legge, si prevedono interventi
straordinari per bonificare vecchi siti di stoccaggio ancora interessati dalla
presenza di rifiuti (vedi l’articolo 45 comma l lettera e) e l’articolo 35 dove si
prevedono misure di contrasto al fenomeno dell’abbandono incontrollato dei rifiuti sul demanio regionale e nei siti già utilizzati per lo stoccaggio di rifiuti).
Disposizioni già sulla carta in contraddizione con la previsione di realizzare altri siti di stoccaggio, oltre che prive di senso logico per il contesto normativo in cui risultano inserite, come nel caso dell’art. 35 relativo ai corpi idrici superficiali regionali, circostanza già rilevata in sede d’esame del provvedimento.
Il 31 luglio 2018 il vice Presidente Bonavitacola in aula dichiarava “Dobbiamo affrontare un problema di una possibile emergenza ed io insisto nel parlare un linguaggio di verità. Non siamo garantiti di fronte ad una possibile nuova emergenza rifiuti, ed è l’unica cosa che non ci possiamo consentire. Se dobbiamo aprire 10 siti di stoccaggio ne apriremo 10, ne apriremo 20, quello che è importante e non avere rifiuti per le strade. È questa la priorità assoluta. R collega Vigliane
dice: “Stiamo attenti, perché un sito di stoccaggio può diventare pericoloso”. Il problema è reale, dipende da chi controlla e dipende da chi governa, teoricamente il problema c’è.”
Ritenuto che, dallo scenario sin qui delineato, emerge una situazione preoccupante in quanto la Campania non può in alcun modo sostenere nuovi accumuli di rifiuti con il rischio, non troppo remoto, che un intoppo nel procedimento ne provochi la permanenza oltre i tempi di legge.
Il Presidente della Regione, quale autorità sanitaria regionale, ha la possibilità di adottare ordinanze contingibili e urgenti volte ad evitare situazioni di emergenza ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, con efficacia estesa all’intero territorio regionale o parte di esso comprendente più comuni, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica, anche per limitare la produzione di rifiuti durante il periodo dell’emergenza.
Occorre che il massimo organo di indirizzo ossia il Consiglio regionale possa esprimere determinazioni d’indirizzo alla Giunta da discutere in tempi brevissimi
Tanto premesso
Il Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle, a norma degli articoli 57, comma 4, e art. 61 Regolamento di organizzazione e funzionamento del Consiglio Regionale CHIEDE la trattazione della questione, in via d’urgenza nella seduta convocata per il giorno 25 c.m., stante l’attualità e rilevanza del tema, ai sensi del combinato disposto degli artt. 57, comma 4, e 60 del Regolamento interno del Consiglio E CHIEDE, ALTRESÌ, la convocazione di un Consiglio regionale in via straordinaria sui suddetti argomenti di interesse generale affinchè la Giunta possa rendere comunicazioni al Consiglio in merito alla attività fin ora poste in essere, anche in via sostitutiva, per prevenire l’insorgenza di emergenze, nonché sullo stato di aggiudicazione degli appalti in materia di smaltimento dei rifiuti tritovagliati e offrire chiarimenti in ordine ai provvedimenti che si
intendono adottare al fine di rafforzare le attività regionali.