Siamo andati a fare un sopralluogo all’impianto di compostaggio di Salerno.

Di seguito un breve RIASSUNTO, risalente alla data del 28/02/2017, per capire un po’ meglio il quadro generale della situazione.

La tariffa dei rifiuti a carico dei cittadini salernitani, tra le più alte d’Italia, non rispecchia i risultati eccezionali in termini di efficienza sulla  raccolta differenziata da lungo tempo propagandata.

  • L’impianto di digestione dei rifiuti del Comune di Salerno non rispetta le finalità di progetto;
    L’ANAC afferma che l’impianto non riesce a raggiungere gli obiettivi di progetto in quanto il rifiuto conferito, che sarebbe dovuto essere una FORSU consta di fatto in un rifiuto indifferenziato, se pur con una grossa componente organica; le impurità che vanno dal 35% al 44%, superano il limite del 20%; pertanto l’impianto non riesce a trattare i rifiuti secondo le previsioni di progetto e conseguentemente il recupero di materia risulta essere estremamente modesto e il recupero di energia pressoché inesistente.
  • Il Comune di Salerno sopporta elevati costi di gestione;
    – il nolo temporaneo di un vagliatore mobile del costo di € 650,00 al giorno (oltre costi accessori)     che è tuttora in funzione. Ciò allo scopo di eliminare le grossolane “impurità” presenti nella FORSU;
    – un ulteriore “extracosto” per lo smaltimento dei rifiuti presso la discarica di Pianopoli (di proprietà della DANECO) di € 120,00/tonn. che si aggiunge ai € 140,00/tonn. disposti per lo smaltimento dell’indifferenziato proveniente dalla regolare raccolta così come conferita dai cittadini.
    Essendo il prodotto derivante dall’attività di triturazione, vagliatura primaria e secondaria non perde in concreto la caratteristica di rifiuto urbano e come tale è sottoposto al principio dell’autosufficienza regionale per il relativo smaltimento. Questo quindi renderebbe irregolare lo smaltimento presso la discarica di Pianopoli (CZ).
    Tutti questi costi per sopperire a carenze progettuali originarie, in particolare per la vagliatura e per il trattamento dei percolati. Infatti L’ANAC rileva che questo impianto produce un quantitativo eccessivo di “sovvalli” e percolato, ossia ulteriori rifiuti che vengono conferiti in discarica con costi aggiuntivi, vanificando di fatto l’obiettivo del trattamento e i suoi vantaggi.
  • Il Comune di Salerno non ha effettuato alcun controllo sull’operato del gestore DANECO;
    -Salerno Pulita SPA non effettua una buona raccolta differenziata;
    -ARPAC e ISPRA, Enti di controllo, pur essendo a conoscenza della situazione, non hanno informato la Regione Campania.
  • Il rinnovo del contratto previsto è in contrasto con la normativa vigente;
    L’impianto, di proprietà del Comune di Salerno e dato in gestione inizialmente all’ATI per 2 anni, fu autorizzato dalla Regione Campania nel 2009 e inaugurato nel 2010.
    Nel 2012 il Comune di Salerno passa la gestione alla società DANECO per altri 5 anni;
    Il D.Lgs.163/06 riporta che la possibilità del ricorso alla procedura negoziata senza bando è consentita solo nei tre anni successivi alla stipula del contratto iniziale, e deve essere indicata nel bando del contratto originario.