Le consigliere regionali Ciarambino e Muscarà: “In Commissione Trasparenza la giunta ammette ritardi e incapacità gestionale”. “Questa mattina abbiamo avuto conferma dall’assessore Bonavitacola che per 4 anni Campania Ambiente e Servizi ha rappresentato null’altro che un buco nero nel quale sono andati bruciati decine di milioni di euro di fondi europei e regionali, senza ripianare il debito accumulato né creare i presupposti per far ripartire una società partecipata di fondamentale importanza per la nostra regione. Nel corso dell’audizione in Commissione Trasparenza, il vicepresidente e delegato all’Ambiente ha ammesso che, per totale assenza di visione programmatoria, incapacità gestionale e gli atavici ritardi degli uffici regionali nel far partire le gare, per una delle quali è stato perso addirittura un anno di tempo, non è stato neppure ancora presentato l’auspicato piano di ristrutturazione societaria che consentirebbe di efficientare al meglio competenze e potenzialità di Cas, in vista soprattutto della costituzione del Polo unico ambientale che, a questo punto, non sarà mai realizzato prima del termine di questa legislatura. Sebbene l’atto costitutivo societario preveda che la società possa effettuare diverse tipologie di interventi, a partire dalla manutenzione che non viene effettuata da anni del patrimonio immobiliare regionale, l’unica attività svolta da Cas è stata fino ad oggi limitata all’accumulo di rifiuti abbandonati”. Così le consigliere regionali M5S Valeria Ciarambino e Maria Muscarà, rispettivamente presidente e componente della Commissione Trasparenza.“Si continua a finanziare una società dove i costi sono sistematicamente superiori ai ricavi e ai cui dipendenti, gli stipendi vengono pagati sistematicamente in ritardo. Nessuna indicazione è stata fornita sugli sprechi che contribuiscono a incrementare il debito, a partire dal noleggio oneroso di mezzi e del personale che sappia farli funzionare, non avendo la dirigenza mai provveduto a formare personale perché avesse i requisiti richiesti. La stessa formazione è ancora al palo, con due soli lotti ad oggi assegnati. Oggi ascoltiamo la giunta parlare di interventi, soltanto annunciati, che si sarebbero dovuti adottare fin dal primo giorno di questa legislatura. Se si fosse data attuazione alla mission aziendale, si sarebbe potuto mettere mano alla manutenzione del patrimonio immobiliare, a partire dalle strutture delle nostre Asl che cadono a pezzi, piuttosto che assistere al funerale annunciato di questa società”.

Qui il link al resoconto della seduta di audizione in Commissione Trasparenza del 26/02/2019