“Salviamo Campania ambiente e servizi affidandole la manutenzione dei nostri ospedali”. Le consigliere regionali Ciarambino e Muscarà: “400 dipendenti senza stipendio. Nessun servizio di edilizia nonostante sia nella mission della partecipata”. “Soltanto ottimizzando al massimo competenze e professionalità del personale e sfruttando fino in fondo gli obiettivi della mission aziendale, sarà possibile salvare Campania Ambiente e Servizi, società in house con la Regione Campania, che in sette anni di vita ha prodotto debiti per 11 milioni. Una situazione che impedisce la nascita del Polo ambientale, che riunisce quattro società regionali sotto un’unica gestione, nonostante i tentativi di salvataggio di Cas con continui interventi di rafforzamento patrimoniale, l’ultimo dei quali, pari a sei milioni e mezzo, previsto dalla Stabilità 2019. A farne le spese sono i 400 dipendenti che da due mesi non percepiscono lo stipendio. Parliamo di una società multiservizi che ha tra i suoi compiti quello di provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili della Regione, delle Aziende sanitarie e delle Partecipate. Eppure in tutti questi anni si è limitata a svolgere funzioni collegate al settore ambientale, tra raccolta rifiuti e disinquinamento degli alvei fluviali. Ed è paradossale che manchi proprio la manutenzione del patrimonio immobiliare regionale, tenuto conto dello stato di fatiscenza di numerose strutture, gran parte delle quali fanno capo alle aziende sanitarie”. Lo dichiarano la consigliera regionale e presidente della Commissione Trasparenza Valeria Ciarambino e la capogruppo regionale M5S Maria Muscarà, a margine dell’audizione in Commissione Trasparenza durante la quale è stato ascoltato l’amministratore delegato di Cas Luca Esposito.
“All’attuazione solo parziale della mission aziendale e ai costi di gestione elevati, gran parte dei quali relativi ai costi del personale, si aggiunga un lungo elenco di sprechi. Molte attività vengono esternalizzate, nonostante sia inquadrato personale con specifiche competenze, facendo della Cas l’ennesimo carrozzone come tutte le altre partecipate regionali. Il parco mezzi è totalmente a noleggio, con un costo stimato ad oggi di oltre un milione di euro, così come a noleggio sono i mezzi d’opera, tra escavatori, bobcat e camion, per 300mila euro, un prezzo che risulterebbe superiore 40% in più rispetto ai prezzi di mercato. L’unica sede e un appartamento di 400 metri quadri al parco Comola Ricci che ospita 60 amministrativi, un numero esorbitante per una società che dovrebbe svolgere servizi di manutenzione. Per non parlare del personale registrato sui libri presenze, ma che risulterebbe assente dai luoghi di lavoro. Ci segnalano, inoltre, il caso limite di un dipendente, Domenico Mollica, che sebbene arrestato per camorra, risulterebbe regolarmente salariato da Cas. Criticità effetto dell’assenza di un piano aziendale e di una vera programmazione per una società dalle potenzialità altissime, ma di cui non si è mai tenuto conto”.

27/02/2019 M5S: “Campania Ambiente, mea culpa di Bonavitacola. 4 anni di sprechi e mancata programmazione”Le consigliere regionali Ciarambino e Muscarà: “In Commissione Trasparenza la giunta ammette ritardi e incapacità gestionale”“Questa mattina abbiamo avuto conferma dall’assessore Bonavitacola che per 4 anni Campania Ambiente e Servizi ha rappresentato null’altro che un buco nero nel quale sono andati bruciati decine di milioni di euro di fondi europei e regionali, senza ripianare il debito accumulato né creare i presupposti per far ripartire una società partecipata di fondamentale importanza per la nostra regione. Nel corso dell’audizione in Commissione Trasparenza, il vicepresidente e delegato all’Ambiente ha ammesso che, per totale assenza di visione programmatoria, incapacità gestionale e gli atavici ritardi degli uffici regionali nel far partire le gare, per una delle quali è stato perso addirittura un anno di tempo, non è stato neppure ancora presentato l’auspicato piano di ristrutturazione societaria che consentirebbe di efficientare al meglio competenze e potenzialità di Cas, in vista soprattutto della costituzione del Polo unico ambientale che, a questo punto, non sarà mai realizzato prima del termine di questa legislatura. Sebbene l’atto costitutivo societario preveda che la società possa effettuare diverse tipologie di interventi, a partire dalla manutenzione che non viene effettuata da anni del patrimonio immobiliare regionale, l’unica attività svolta da Cas è stata fino ad oggi limitata all’accumulo di rifiuti abbandonati”. Così le consigliere regionali M5S Valeria Ciarambino e Maria Muscarà, rispettivamente presidente e componente della Commissione Trasparenza.“Si continua a finanziare una società dove i costi sono sistematicamente superiori ai ricavi e ai cui dipendenti, gli stipendi vengono pagati sistematicamente in ritardo. Nessuna indicazione è stata fornita sugli sprechi che contribuiscono a incrementare il debito, a partire dal noleggio oneroso di mezzi e del personale che sappia farli funzionare, non avendo la dirigenza mai provveduto a formare personale perché avesse i requisiti richiesti. La stessa formazione è ancora al palo, con due soli lotti ad oggi assegnati. Oggi ascoltiamo la giunta parlare di interventi, soltanto annunciati, che si sarebbero dovuti adottare fin dal primo giorno di questa legislatura. Se si fosse data attuazione alla mission aziendale, si sarebbe potuto mettere mano alla manutenzione del patrimonio immobiliare, a partire dalle strutture delle nostre Asl che cadono a pezzi, piuttosto che assistere al funerale annunciato di questa società”.