Question time della consigliera regionale: “Impianti al limite della capienza e Bonavitacola rivela trattative con le ditte concessionarie”
“In Campania i cinque impianti di depurazione sono oramai da tempo al limite della capienza e non c’è ditta che voglia smaltirli. Le gare per lo smaltimento fanghi continuano ad andare deserte, con una situazione emergenziale crescente e sotto gli occhi di tutti. Ad oggi i fanghi sono depositati in bilici e contenitori per i quali paghiamo un oneroso noleggio, mentre le aziende che hanno ottenuto la concessione per la gestione dei depuratori non hanno firmato la stipula del contratto. L’unica soluzione possibile, in linea con un principio europeo di autonomia e di prossimità, è che essi vengano smaltiti negli stessi depuratori, attraverso impianti di essiccazione, ma non si è mai proceduto in tal senso”. Così la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Maria Muscarà, nel corso del question time in aula nel quale ha chiesto all’assessore Bonavitacola “le ragioni per le quali tonnellate di rifiuti speciali continuano a giacere nelle piazzola di depuratori gestiti da Sma Campania, con gravi conseguenze per l’ambiente, qual è l’entità dei costi sostenuti per il loro stoccaggio e deposito provvisorio e per quale ragione non si è proceduto, ad oggi, all’adeguamento degli impianti di depurazione per poter trattare in loco i fanghi”.
“E’ paradossale – sostiene Muscarà – la risposta dell’assessore Bonavitacola, che ha rivelato in aula di aver avviato trattative con le società che hanno ottenuto la concessione degli impianti, ai fini di stabilire un prezzo più alto e perché si preoccupino di effettuare il revamping degli impianti di essiccazione. Un’azione che andava fatta a ottobre 2015, non certamente dopo tre anni di assoluta negligenza di questa giunta regionale”

“Un problema, quello riportato dal ‘Corriere del Mezzogiorno’, che ha resocontato come ai sei bandi di gara siano state corrisposte zero offerte, da marzo a oggi. Ovvero da quando la Sma, società regionale cui è stata affidata la gestione dei depuratori costruiti dalla Cassa per il Mezzogiorno (Acerra, Cuma, Foce Regi Lagni, Napoli Nord, Marchianise) si è trovata di fronte all’impossibilità di smaltire i fanghi accumulati nei 5 impianti a partire dall’aprile 2015. E ad oggi è stata aggiudicata una sola gara (di quantità minima rispetto alle oltre 2000 tonnellate stoccate) in relazione all’impianto di Napoli est. Proprio nelle prossime settimane, intanto, la Procura deciderà sul rinvio a giudizio dei precedenti vertici dell’azienda, dopo le inchieste (della stessa Procura della Repubblica e di Fanpage) ipotizzarono presunti accordi illeciti con imprenditori per smaltire i fanghi. E forse anche quest’ombra rimasta sulla società potrebbe non aver aiutato nel rendere i bandi attrattivi.”

Ma tutto il sistema si spiega  e le cose sono sempre correlate ecco criticità delle nomine SMA

…e le strane vicende dei bandi e i debiti e le fusioni mai affrontati in maniera seria
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Ma cosa è SMA Campania ?
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