“Da ex assessore bassoliniano, del governatore degli anni della grande emergenza spazzatura a De Luca manca soltanto di assumerne le sembianze. Per il resto, la programmazione in tema di rifiuti sta cominciando a produrre gli stessi risultati di quelli dell’era Bassolino. Risultati annunciati ieri in aula dal governatore, quando ha ammesso che siamo vicini a una nuova emergenza, conseguenza delle sue politiche che nulla hanno prodotto in tema di riduzione del rifiuto. In tre anni, l’azione di questo presidente si è limitata a farsi fare scatti in posa davanti alle ecoballe, per la cui rimozione ha destinato fondi originariamente appostati per le bonifiche e l’ottimizzazione del ciclo dei rifiuti. Oggi annuncia una nuova emergenza, giustificando così il ricorso a nuovi siti di stoccaggio tra le misure fatte approvare nelle modifiche alla legge sui rifiuti. In questa maniera, pur di non rispondere delle responsabilità di ritrovarsi con strade e piazze ridotte a discariche, riempirà la Campania di siti di spazzatura permanenti. Gli stessi siti che diedero origine alle ecoballe”. E’ quanto dichiarano i consiglieri regionali “Grazie al lavoro del Movimento 5 Stelle, siamo riusciti a inserire nella legge misure che escludono da aree a dominante naturalistica il rischio di portare impianti che non sono compatibili con le caratteristiche del territorio, così come è esclusa la possibilità che si potessero trattare fanghi di depurazione perché altamente inquinanti. Le nostre proposte prevedono inoltre un programma annuale di controlli sugli impianti, una convenzione con i vigili del fuoco finalizzata a intensificare i controlli antincendio, un catasto georeferenziato degli impianti e l’aggiornamento del piano regionale per la tutela della qualità dell’aria. Purtroppo la dominante di questa legge resta la previsione di siti di stoccaggio, che evocano spettri come quelli che ci hanno restituito le ecoballe. Un passo indietro di venti anni, quando al governo della Campania c’era un signore chiamato Antonio Bassolino”.


Si riportano in sintesi le principali disposizioni proposte dal M5S ed inserite nel testo di modifica della legge regionale sui rifiuti, approvato lo scorso primo agosto, a maggioranza, dal Consiglio regionale:

  1. Attuazione delle misure per incrementare la raccolta differenziata, introducendo in Regione Campania i sistemi, fino ad ora mai applicati, per il riconoscimento ai Comuni delle maggiorazioni e riduzioni previste sul tributo speciale regionale per lo smaltimento in discarica in ragione delle percentuali di raccolta differenziata raccolte da ciascun Ambito o Comune.
  2. Sulle polizze di garanzia finanziaria per danni ambientali, al fine di rendere le garanzie adeguate ai rischi concreti cui è effettivamente esposto il singolo impianto, entro sessanta giorni, la Giunta regionale approva un Regolamento che gradua il possesso dei requisiti economico-finanziari dei soggetti garanti, in relazione alla rilevanza ed alla tipologia degli impianti.
  3. Esclusa la possibilità possano essere realizzati impianti che trattano fanghi di depurazione, rifiuti pericolosi o materiali contaminati nelle aree a dominante naturalistica.
  4. Estende le misure previste dal programma straordinario per la raccolta differenziata a tutti i comuni che non raggiungano il 65% di RD, obiettivo di legge.
  5. Obbligo di approvare entro il 30 novembre 2018, in collaborazione con Arpac il Piano annuale dei controlli per gli insediamenti soggetti ad AIA, sentito il MATTM per gli impianti di competenza statale, un adempimento cui la Regione avrebbe dovuto provvedere ma mai attuato. Pubblicare i rapporti di ispezione ambientale.
  6. Obbligo di adottare entro il 30 novembre 2018 un programma specifico di controllo in collaborazione con Arpac per gli impianti non soggetti ad AIA autorizzati in regime ordinario o semplificato e di pubblicare le relazioni redatte all’esito dei controlli.
  7. adottare i Piani di competenza regionale previsti dall’art. 239, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2016 relativi agli interventi di bonifica e ripristino ambientale nel caso in cui, all’esito del censimento dati effettuato mediante l’atlante dei dati ambientali per la determinazione dei valori di fondo naturale siano rilevate situazioni di inquinamento. Ciò è necessario per consentire un’efficace individuazione di eventuale inquinamento, anche a seguito di incidenti.
  8. catasto unico impianti rifiuti georeferenziato che garantisca la conoscenza effettiva in tempo reale delle autorizzazioni, comunicazioni o variazioni rilasciate dalle autorità competenti e di ogni elemento relativo all’attività degli impianti, nonché le informazioni relative ai controlli effettuati aggiornati e completi. Per limitare i rischi di incidente è necessario un controllo serrato, programmato e costante, fino ad ora gravemente carente insieme alla massima diffusione e conoscibilità dei dati attraverso strumenti telematici.
  9. realizzazione dell’atlante dei dati ambientali dei suoli e delle acque sotterranee regionali, in gestione all’ARPAC, dove confluiscono tutti i dati prodotti, acquisiti e gestiti dagli Enti regionali, anche attraverso specifici progetti, al fine di definire i valori di fondo.
  10. si introduce l’obbligo che ciascun Piano d’Ambito preveda la realizzazione, nei comuni con popolazione superiore a 25.000 abitanti, di almeno un centro integrato per il riutilizzo ottimale dei beni durevoli (Ciro). Una misura concreta in direzione della prevenzione e riduzione dei rifiuti.
  11. Si dà mandato alla Giunta di sottoscrivere apposita convenzione con il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco finalizzata ad incrementare i controlli preventivi in materia di rispetto della normativa antincendio presso gli impianti di gestione rifiuti;

Il M5S ricorda come, fin dall’esame in commissione, abbia evidenziato le numerose criticità contenute nel testo iniziale, molte delle quali sono state eliminate grazie al lavoro emendativo. Le proposte approvate dovranno trovare concreta attuazione da parte della Giunta sulla quale occorrerà vigilare.
Il motivo che, comunque, ha portato il M5S a votare contro la legge è stata la presenza di due articoli su cui vi è assoluta contrarietà: la possibilità di realizzare NUOVI SITI di STOCCAGGIO e quella di derogare ai limiti di edificabilità sanciti dal DPR 380/2001 per la realizzazione degli impianti nel caso in cui il Comune non sia dotato di strumento urbanistico.