M5S, Muscarà: “Semplificazione, legge che consente a De Luca di imporre impianti contro la volontà dei Comuni”
La consigliera regionale: “Questo testo è un inchino alle lobby dei rifiuti”
“Un capolavoro di arroganza. L’articolo 8 contenuto nel testo di legge sulla Semplificazione non è niente altro che uno Sblocca Italia in salsa salernitana. Con questa legge si vogliono approvare opere definite di “pubblico di interesse strategico regionale”, esautorando la volontà dei comuni e delle comunità locali, senza prevedere la possibilità di opporre resistenza né aprire a un minimo di dialogo democratico sull’utilità o sull’opportunità o meno della stessa opera. Ci troviamo al cospetto di un vero e proprio inchino alle lobby della monnezza”. E’ quanto dichiara la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Maria Muscarà.
“E’ paradossale che si leghino lavori pubblici strategici alle procedure di infrazione comminate dall’Unione europea. Dunque, con lo spauracchio della multa, De Luca si riserva la possibilità di imporre discariche, inceneritori, impianti a biomasse senza che, di fatto, nessuno, a cominciare dallo stesso ente comunale, possa opporsi”.

Qui di seguito il mio intervento in aula:

Bisogna fare un po’ la cronistoria di questo pasticciato provvedimento (che poi è il simbolo chiaro di come lavorano le commissioni, quella di Cascone in modo particolare ed in questo caso specifico); un provvedimento che arriva in aula dopo una storia segnata da una parola la “fretta”, perché è giusto che capiate come questi signori intendono le parole lavoro condivisione e programmazione delle commissioni.
Venerdì, questo venerdì alle ore 15:30, in commissione urbanistica arriva un provvedimento che sostituisce il precedente (su cui si era lavorato) e la maggioranza decide di approvarlo  (forse non lo aveva letto con attenzione) tempo per lavorarci ed emendare un’ora, avete capito bene, un’ora.
Il provvedimento è previsto per l’aula oggi e leggiamo da articoli di giornale che forse ci saranno degli stralci ed in alula verrà presentato un provvedimento altro pur in presenza di un testo non condiviso e non “lavorato”
Passiamo all’articolo 8          
Questo articolo è un vero capolavoro di arroganza, un po’ ricordate quando si impose la costruzione di un inceneritore con l’esercito? Uno sblocca Italia in salsa salernitana, l’ultimo inchino alle lobby che vogliono continuare a guadagnare sulla gestione dei rifiuti e purtroppo alla luce delle inchieste giornalistiche forse non si tratta solo di lobby ma di una gestione criminale che fa della corruttela e dell’accordo sottobanco (e alla luce delle inchieste al vaglio della magistratura e ben spiegate nei video di fan page sotto i banchi di molti esponenti ben noti della politica regionale).           
Cosa vuole fare questo articolo 8?    
Vuole imporre per Legge “Opere pubbliche di interesse strategico regionale”, senza poter opporre alcuna resistenza in ordine all’utilità o meno dell’opera. 
Si legano inoltre i lavori pubblici di interesse strategico alle procedure di infrazione della Unione Europea, sicché a fronte di una multa sui rifiuti, con questa Legge sarà possibile imporre una discarica o un inceneritore, un impianto a bio masse anche in un piccolo comune senza che di fatto lo stesso possa tentare di opporsi.
La Giunta De Luca, anche su questo argomento propone una visione arrogante e senza nessuna Pianificazione di futuro per la nostra terra.            La cosa più preoccupante è che questo articolo mette in relazione i lavori pubblici di interesse strategico regionale con le procedure di infrazione dell’Unione Europea stabilendo un precedente pericoloso. L’Europa ci multa per procedure non corrette e la Campania, invece di provvedere a gestire le procedure, le vuole imporre di imperio?     
E stiamo parlando proprio delle infrazioni sulla gestione del rifiuto. Risulta ancora più preoccupante la parte in cui si concedono soltanto 30 giorni alle amministrazioni partecipanti alla Conferenza dei servizi per esprimere un parere motivato non favorevole, in questo breve lasso di tempo il Comune contrario dovrebbe far pervenire alle altre amministrazioni partecipanti alla conferenza, proposte di modifica del progetto; tra l’altro progetti non semplici considerando che si tratta di lavori, di interesse strategico cosa questa, conoscendo la condizione dei nostri comuni, molto improbabili per esempio i piccoli comuni non hanno l’organico sufficiente,  né le attrezzature necessarie per espedire questa procedura.        
Inoltre considerando l’esiguità delle disponibilità economiche dei comuni minori e i tempi strettissimi concessi, gli stessi non potrebbero nemmeno ricorrere all’affidamento a professionisti esterni. Infine seppur in grado di fornire di modifiche al progetto e la conferenza dei servizi, e non si pervenga con un esito positivo con parere favorevole reso da tutte le amministrazioni, la giunta può comunque disporre l’approvazione del progetto, rendendo quindi vano ogni sforzo anche delle comunità.
Questo articolo cancella qualsiasi diritto alla comunità e agli enti locali.   
In sostanza, la Regione può andare avanti con opere pubbliche che ritiene di importanza strategica anche senza il necessario accordo con i comuni e gli enti locali coinvolti.
L’eccessiva genericità nell’individuazione delle opere da considerare strategiche contrasta con il principio di leale collaborazione istituzionale e con le normative urbanistiche di livello locale.
L’esercizio di tale potere derogatorio contrasta con le potestà attribuite dalla normativa nazionale agli enti locali e in ogni caso rappresenta un procedimento autoritativo che può generare conflitti con le realtà comunali.        
Si inserisce una procedura molto simile al tanto contestato Sblocca Italia (per opere di interesse strategico nazionale) per le opere di interesse strategico regionale, anche se in contrasto con i PUC.
Un modo per superare con la forza l’opposizione delle comunità ad esempio per la realizzazione degli impianti di trattamento dei rifiuti (opere volte a superare infrazioni comunitarie) ma considerata la genericità della formulazione della norma e l’uso generalizzato della definizione di “obiettivo strategico” che si fa nel DEFR, si può paventare un uso quasi generalizzato della procedura. Senza considerare che a seguito della modifica dello Statuto, tutto ciò che è definito strategico nel defr presenta tempi dimezzati di discussione in commissione ed è passibile del voto di fiducia in aula.
Tal proposito è utile richiamare Legge regionale 16/2004 sul Governo del territorio che all’art.4 (Cooperazione istituzionale nei processi di pianificazione). Precisa che:  
“1. Tutti i soggetti istituzionali titolari di funzioni di pianificazione territoriale e urbanistica informano la propria attività ai metodi della cooperazione e dell’intesa. 2. La presente legge disciplina gli strumenti di raccordo e coordinamento tra la Regione e gli enti locali, da attuare in sede di individuazione degli obiettivi della pianificazione e nella successiva fase di verifica della compatibilità delle scelte adottate. 3. La Regione Campania promuove il coordinamento e la cooperazione tra gli enti locali e i soggetti titolari di funzioni relative al governo del territorio anche per mezzo di specifiche intese con le amministrazioni interessate
”.      
ed allora faccio appello a Mortaruolo, che si schiera al fianco dei sindaco di Casalduni; a Beneduce, che combatte per la salubrità del Sarno e che certo non vorrebbe vedere imposte come strategiche  nuove vasche di laminazione; allo stesso Gambino, che è apparso sensibile ai temi dei territori proprio del Sarno; ad Oliviero, che ha ascoltato i sindaci che hanno manifestato la contrarietà di avere un sito affianco alla reggia di Carditello;   ai Consiglieri del salernitano che sembrano almeno in campagna elettorale aver ben considerato le battaglie dei sindaci di Eboli e Battipaglia  e i possibili impianti di biomasse; ai Verdi che pure fanno parte di questa maggioranza e che sembrano ambientalisti al pari del governatore che le associazioni hanno ben definito “l’attila dell’ambiente”;
volete davvero che tutto quello che è mancata programmazione possa essere imposto con la forza?
Avete dimenticato la sconfitta politica, sociale ed ambientale dell’uso dell’esercito?       
E poi, alla luce di quello che è successo a San Sebastiano, siamo sicuri che questa che avete intrapreso sia la strada giusta? 
GUARDATE QUESTA MAPPA

Fatta in spregio dei territori e con concentrazioni che fanno ben comprendere che non c’è stata programmazione, né strategia alcuna; e allora la palese mancanza di visione strategica
che in tre anni si è palesata con i vostri fallimenti adesso volete risolverla con una azione piratesca e criminale?           
Imponendo impianti senza l’accordo e la condivisione?     
Le popolazioni vi saranno nemiche, non possono subire ancora l’affronto della vostra incapace mediocrità camuffata da decisionismo!   
Adesso basta e non ve lo diciamo solo noi, ma le decine di associazioni scese in campo da Italia Nostra a Legambiente, ADA, Gente e Territorio, Liberarchitettura, Asoim, sedetevi lavorate e programmate per il bene della Campania!        
E vi suggeriamo, se questi sono i risultati, ANDATE A CASA!    
Non potete continuare a fare danni!