San Vitaliano ha già raggiunto i 70 sforamenti!
Il doppio di quelli sopportabili in un anno e questo solo fino al mese di giugno!
Il 1° luglio esaminando dati grezzi orari manca il rilevamento del PM10 e del PM2,5.
Come è spiegabile questa cosa?

Sempre il 01/07/2018, presso la ditta Ambiente Spa, a San Vitaliano si è verificato un grande incendio.
Una relazione Arpac sulla qualità dell’aria a seguito di un incendio di tali proporzioni, in una città che ha raggiunto già 70 giorni di superamenti soglie per il PM10, non può contenere tanti “può essere dovuto”, “probabilmente”, “ parziale impatto” etc.
I dati devono essere certi e certificati.
Ad ogni buon conto ringraziamo l’altezza del PBL (oltre 800 m) che ha consentito una buona diluizione degli inquinanti.
Qui di seguito stralci dalla relazione Arpac in oggetto:

Tale andamento può essere dovuto alla variazione delle condizioni meteo[…] probabilmente dovuto ad un minore irraggiamento […] nella stazione di San Vitaliano – probabilmente dovuti a fenomeni di diffusione dell’inquinante dal sito dell’incendio […] Tufino, per la quale non si esclude un parziale impatto del trasporto di materiale combusto aerodisperso.

e per finire cosa altro se non un simpatico … SPERIAMO CHE ME LA CAVO?
Per Arpac possiamo andare a villeggiare a San Vitaliano ariasana.
Nessuna notizia della diossina. Servono 24 ore di campionamento e 1 giorno per le analisi; un’ agenzia seria il giorno dopo avrebbe dovuto fornire già i primi risultati e non 10 giorni dopo come per l’Ilside l’anno scorso, ricordate?
Questo è quello che Arpac scrive il giorno 02 luglio 2018:

I dati acquisiti dalle centraline di qualità dell’aria stamattina mostrano l’assenza di concentrazioni anomale nell’area in esame. I valori misurati durante l’incendio dalla rete regionale di stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria pur tutti entro i limiti di legge mostrano talora limitati
incrementi delle concentrazioni di inquinanti. In un caso particolare la presenza di fumo e domanda di ossigeno della combustione hanno causato una marcata diminuzione delle concentrazioni di ozono solo presso S. Vitaliano alle ore 15:00. La dispersione prevalente del fumo dell’incendio e quindi anche degli inquinanti prodotti è avvenuta verso l’alto e successivamente in direzione Est durante le ore diurne del 1° luglio. Dalla
serata e nelle ore notturne del giorno successivo si è verificato un fenomeno di accumulo delle sostanze inquinanti a quote più basse, con conseguente incremento delle concentrazioni misurate dalla strumentazione al suolo pur senza il superamento dei limiti normativi.

Attraverso un comunicato stampa dello stesso giorno Qui il link, Arpac annuncia la pubblicazione di un’altra relazione ambientale.
Infatti il 03 luglio 2018 viene effettivamente pubblicata una seconda relazione sul sito Arpac ma, come previsto, nessuna notizia sulle diossine.
Sempre aria ottima a San Vitaliano.
Sarebbero bastate 24 ore di campionamento con la pompa e se avessero iniziato il prelievo domenica pomeriggio o anche il lunedì mattina i risultati a quest’ora li avremmo già abbondantemente ricevuti.
L’ ARPAC ha, tra l’altro, ad Agnano un laboratorio specializzato per l’ analisi delle diossine pagato con i fondi della Regione.

Il 4 luglio 2018 ho aspettato tanto per vedere se sul sito ARPAC siano state pubblicate azioni per il monitoraggio di inquinanti che non siano quelli che normalmente leggiamo sui normali bollettini giornalieri, ma alle 20:30 ancora niente, zero!

Abbiamo così letto della presenza dei tecnici dell’ NBCR ma non delle risultanze del loro intervento che tra l’altro è mirato anche alla mitigazione della possibilità dello sviluppo di sostanze pericolose comprese le diossine. Nelle relazioni prodotte da ARPAC non è riportato se è stata accertata la presenza di ammoniaca, idrocarburi, solventi, anidride carbonica e acido solfidrico”. In poche parole la relazione ARPAC riporta la “valutazione” dello stato dell’ambiente atmosferico anche con laboratori mobili (LM01 e LM02) attraverso l’analisi della concentrazione di inquinanti (NO2 biossido di azoto, CO monossido di azoto ,PM10, PM2,5, O3 ozono, benzene), quelli che normalmente vengono rilevati dalle stazioni fisse e/o nell’ambito delle campagne di monitoraggio con stazioni mobili.

Oggi, entro le 14, Arpac posizionerà un laboratorio mobile in prossimità del luogo dell’incendio, per rilevare le concentrazioni dei principali inquinanti atmosferici nell’area (tra cui polveri sottili, ossidi di azoto, benzene).

Niente a che vedere con i veleni che si sviluppano durante un incendio e che già a livelli infinitesimali sono dannosi per la salute umana.
La matrice comune per le giuste valutazioni dei livelli di inquinamento è il particolato atmosferico (PM) che rappresenta “l’inquinante di base” su cui vengono effettuate tutte le successive determinazioni analitiche che ne permettono la caratterizzazione, la speciazione chimico-fisica.

Diossine, furani, policlorobifenili, etc, sono determinati sul PM campionato mediante specifica estrazione analitica di tipo chimico. Non abbiamo così letto di campionatori ad alto volume installati durante le ore di maggiore emissività da incendio.
Quando conosceremo i livelli di concentrazione di diossine e furani?

Ormai siamo al giorno 5 luglio.
In chiusura, a causa delle deposizioni, invitiamo la popolazione a lavare in modo accurato frutta e verdura; e alle autorità comunali di provvedere con urgenza al lavaggio delle strade.