L’organizzazione mondiale della salute da tempo ha pubblicato i limiti dei livelli degli inquinanti cui attenersi per mitigare i danni alla salute della gente.
In particolare:
– per il PM10 la media annua non è più 40 ug/m3 bensì 20, la media giornaliera resta a 50 ug/m3;
– per il PM2,5 la media annua passa da 25 a 20 ug/m3, mentre la media giornaliera è di 25 ug/m3;
– per l’Ozono la media per le otto ore passa a 100 ug/m3;
– per l’NO2 media annua 40 ug/m3, per un ora max 200 ug/m3;
– per l’SO2 nelle 24 ore media di 20 ug/m3 e per 10 minuti max 500 ug/m3.
Naturalmente non deve mancare il benzene e la speciazione del particolato, unica strada per individuare almeno la sorgente inquinante prevalente.
Non dimentichiamo il monitoraggio dei metalli pesanti che ad oggi è molto lacunoso.
Alla luce di quanto sopra, se dovessero rendere obbligatori tali limiti, noi in particolare in Campania siamo ben lontani da poterli raggiungere.
Se chiediamo centraline dobbiamo sottolineare che servono apparecchiature idonee alle nuove indicazioni.

Come possiamo respirare un’aria migliore se le amministrazioni locali e regionali non fanno la loro parte adottando piani per la qualità dell’aria privi di misure credibili che non fanno nulla per riportare PM10 e NO2 entro le soglie stabilite dalle norme UE e che ci avvicinano così ad una condanna della Corte di giustizia per violazione della direttiva 2008/50/CE che preparerà il terreno per l’imposizione di un’altra salatissima sanzione?

Acqua, fonti fossili, emissioni e pesticidi. Il 2020 è alle porte e siamo in grave ritardo