A seguito della nota inchiesta giornalistica che ha avuto come oggetto la corruzione nel settore degli appalti e dello smaltimento dei rifiuti in Campania la Procura di Napoli ha avviato un’indagine, che vede coinvolti tra l’altro i vertici di SMA Campania, una società in house della Regione Campania. In particolare, si è appreso da quest’inchiesta il coinvolgimento nella vicenda del Presidente del CDA e del Consigliere delegato della SMA, i quali hanno presentato le loro dismissioni dall’incarico in seguito al grave quadro delineato dalla stampa e dalle indagini in corso. Considerato che la SMA è società in house della Regione Campania e come tale è considerata dall’ordinamento articolazione dell’Ente regionale, quest’ultimo esercita sulla società in house un controllo analogo a quello esercitato sui propri uffici e ciò anche mediante il potere di indicare il Consiglio di Amministrazione. Il controllo analogo viene realizzato attraverso il controllo strategico, il controllo degli equilibri economico finanziari, il controllo di efficienza, di efficacia, il controllo sulla gestione e il controllo sulla prevenzione della corruzione trasparenza e pubblicità. L’organo di amministrazione della SMA Campania è nominato su designazione del Presidente della Regione, e infatti su designazione di questo è stato nominato l’ultimo Consiglio di Amministrazione che prevedeva, tra i Consiglieri delegati, Lorenzo Di Domenico, già amministratore unico della società, che ha poi rassegnato le dimissioni in seguito alle vicende giudiziarie di cui abbiamo detto prima. Dato che SMA Campania opera in un settore, quello del risanamento ambientale, della depurazione delle acque, dello smaltimento dei fanghi, molto delicato in quanto direttamente legato alla qualità della vita dei campani e particolarmente esposto al rischio di infiltrazioni criminali, oltretutto lo scenario che è stato delineato dagli organi di stampa ha evidenziato l’esistenza di un sistema malato, fortemente esposto a fenomeni corruttivi, atteso il continuo e improprio ricorso alle proroghe degli appalti e al criterio dell’urgenza utilizzati come strumenti di elusioni dalle normali procedure di gara con effetti – questi – antieconomici e limitativi della libera concorrenza. Teniamo anche conto del fatto che la società SMA Campania, che opera nel settore così importante e delicato della politica regionale, dovrebbe rispecchiare a pieno l’identità del Governo regionale aderendo alle linee programmatiche, agli indirizzi di strategia delineati dall’Ente. Ai sensi dell’attuale ordinamento, in maniera di nomine fiduciarie, il controllo regionale sulle società in house si esplica anche attraverso la nomina di un Consiglio di Amministrazione che sia espressione diretta della linea politica governativa, così da garantire quella necessaria e indispensabile armonia tra l’Amministrazione e la politica, a tutela del buon andamento della Pubblica Amministrazione. Prendiamo atto che l’anzidetto ex Consigliere delegato della SMA Campania, Lorenzo Di Domenico, secondo quanto si apprende dalla stampa, è soggetto vicino ad altra forza politica rispetto all’attuale maggioranza di Governo e quindi ragionevolmente lontano da quegli obiettivi che il Governo dovrebbe attuare. Dal curriculum – tra l’altro – si evince che al di fuori di una generica competenza di natura contabile, il soggetto non avrebbe nessuna specifica esperienza in materia ambientale tale da giustificarne la nomina. Da articoli di stampa si apprende che il soggetto in argomento risulta indagato nell’ambito di una maxi inchiesta legata al Consorzio Unico di Bacino delle Province di Napoli e Caserta, indagine che risale all’epoca in cui lo stesso ricopriva la carica di commissario liquidatore. Le ipotesi di reato contestate agli indagati vanno dal peculato alla truffa, alla corruzione, all’abuso di ufficio, fino al voto di scambio. Dal riscontro di un’istanza di accesso agli atti della scrivente è risultato che l’ex consigliere delegato della SMA Campania sarebbe stato condannato anche per il reato di falsità materiale di cui all’articolo 482 del Codice penale. Ritenuto che, per le argomentazioni che abbiamo qui espresso, ci risulta quantomeno poco comprensibile la scelta che è stata operata dal governo regionale, il quale, in spregio a qualsiasi valutazione di opportunità politica, ha deciso di assegnare un ruolo di siffatta importanza ad un soggetto che pare sia stato già condannato per un grave reato e indagato per ulteriori attività illecite. Tutto ciò premesso, le chiediamo quali siano state le ragioni di questa nomina, prima come amministratore unico, poi come consigliere delegato, in seno alla società SMA Campania, di un soggetto tanto distante dalle forze politiche espressione della maggioranza di governo e lontano dalla linea programmatica regionale, che, tra l’altro, non pare avere, dalla lettura del curriculum, alcuna esperienza professionale specifica nel settore e che sembrerebbe, inoltre, essere già stato condannato per il reato di falsità materiale e indagato per altre ipotesi di reato.