Questo il mio intervento durante la seduta di consiglio regionale.

Guardiamo il punto 1 di questa mozione: “Pur constatando la grave assenza a tutt’oggi della governance nell’ambito unico regionale e la mancata approvazione del piano d’ambito e del piano di tutela delle acque da parte della Regione Campania, riteniamo che una regia regionale degli interventi da realizzare sulla rete idrica possa costituire un elemento positivo per mettere a sistema gli interventi già previsti sulle reti di distribuzione dell’acqua, gestiti dai Comuni, a valere sul Por Fesr 2014-2020. Alcuni grandi progetti già sono in corso e gli ulteriori interventi saranno individuati come necessari, purché questa regia, condotta sulla base di una pianificazione regionale, attuativa delle linee guida, dettate dal Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Soltanto in questa prospettiva la regia nazionale può costituire un valore aggiunto. Tale regia, di per sé, senza la pianificazione, non è garanzia di effettiva e utile realizzazione dei progetti, considerando che la Campania ancora non si è dotata di un Piano d’Ambito Regionale secondo la definizione della legge regionale 15 del 2015. È questo lo strumento di pianificazione e programmazione degli interventi relativi al ciclo integrato delle acque su scala regionale, che individua le infrastrutture strategiche a cui destinare le risorse. Per queste ragioni, sebbene la mozione confermi l’inadeguatezza dello stato attuale e della legge regionale 15/2015, incidere sulle problematiche di gestione della risorsa idrica, le cui previsioni non sono ancora operative, a cominciare dall’EIC e dalla mancata approvazione dei piani regionali, in ragione dell’impellenza dettata dalla crisi idrica e dal gravissimo dato riguardante le perdite idriche della Regione Campania, riteniamo di esprimere voto positivo sul punto 1. Sul punto 2 e sul punto 3 della mozione, considerato che l’individuazione specifica, nell’oggetto degli studi articolati, di cui si propone l’avvio con la mozione, potrebbe risultare limitativa rispetto alle altre possibili soluzioni tecniche, che possono essere analizzate e la cui valutazione di merito non può prescindere da considerazioni specialistiche. Proponiamo, quindi, di accogliere il nostro suggerimento, avviare un tavolo tecnico regionale da condurre in sinergia con il mondo scientifico e universitario per lo studio, l’individuazione delle soluzioni tecnicamente più adeguate, anche di tipo innovativo, in linea con il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, che tengano conto anche delle caratteristiche del territorio campano e siano funzionali alle attività di riuso e di risparmio idrico oltre che favorire la ricarica delle falde acquifere minacciate dalla profonda crisi idrica in atto, nonché per l’individuazione delle fonti finanziarie anche di tipo europeo per la loro realizzazione. Ci permettiamo di aggiungere alla mozione del collega Todisco una serie di considerazioni che alcuni esperti che abbiamo ascoltato ci hanno suggerito, che potranno essere sicuramente utili e già da adesso mi rendo disponibile per qualsiasi tipo di collaborazione possa portare al soddisfacimento di questa mozione. Quantizzare le portate delle sorgenti sottomarine alimentate dagli acquiferi carbonatici la cui esistenza è nota sia nel Golfo di Policastro (circa 8 mila litri al secondo) e attorno alla Penisola Sorrentina Amalfitana e fornire i dati per valutare la possibile captazione di acque potabili che oggi sono disperse in mare. Parliamo di 8 mila litri d’acqua potabile dispersi nelle acque marine. Individuare interventi da realizzare lungo i corsi d’acqua anche attraverso gli acquiferi carbonatici per incrementare l’infiltrazione, valutare la possibile realizzazione di bacini artificiali della capacità di centinaia di migliaia di metri cubi per l’accumulo dell’acqua di ruscellamento che sia utilizzabile per le integrazioni della portata minima vitale e la rinaturalizzazione fluviale dei corsi d’acqua, che sono privi delle originarie sorgenti perenni dopo la loro captazione a uso potabile – per esempio parliamo del fiume Calore, del Sabato e del Mingardo – e l’uso dei sedimenti fluviali fossili per il ripascimento artificiale delle spiagge dove siano stati presenti sedimenti simili. Valutare l’intrusione dell’acqua salina lungo le pianure costiere intensamente utilizzate per attività agricole. Si ricordano gli studi istituiti dal CNR di Ercolano, che hanno evidenziato come la salinizzazione si stia espandendo e interessando migliaia di ettari di pianura, rendendoli naturalmente incoltivabili. Si prevede che con l’aggravamento della crisi idrica e l’incremento dei prelievi questa salinizzazione possa rendere sterili migliaia e migliaia di ettari produttivi. In ultimo non dobbiamo dimenticare che tutti gli usi umani dell’acqua in Campania si basano su acqua potabile prelevata dalle sorgenti alimentate dagli acquiferi carbonatici e dalle falde sotterranee ed esiste un solo bacino artificiale del fiume Alento usato per l’irrigazione, per cui è di importanza strategica avere una visione globale e complessiva di tutto il sistema idrico. Si ricorda che tutta la Piana del Sele viene irrigata con acqua delle sorgenti alimentate da questi acquiferi e ulteriore captazione di sorgenti per uso potabile potrebbe determinare situazioni di insostenibilità produttiva. Si ricorda per ultimo che un importante comparto industriale che lavora circa il 50 per cento del pomodoro da industrie in Italia è concentrato in questa valle della Solofrana, Cavaiola, Agro nocerino, proprio perché lì è possibile prelevare enormi quantità di acqua potabile dalle falde sotterranee alimentate dagli acquiferi carbonatici. Concludo dicendo che mi fa piacere che ci sia questa attenzione nei confronti dell’acqua pubblica, come ha ricordato il collega, da preservare. Finalmente si comincia a parlare non di sfruttamento, ma di cura dell’acqua. È un nostro dovere per consegnare questa terra ai nostri figli e non un deserto. Diamo il nostro parere positivo e ci riteniamo disponibili fin d’ora a qualsiasi tipo di collaborazione vada in questo senso.