Noi terroni 2.Il Sud, ha primati storicamente riconosciuti. Il senso dell’iniziativa Noi Terroni, (nonché del dialogo e dello scambio di idee, consigli e proposte con accademici, economisti, giornalisti e scrittori) è proprio questo: vogliamo far riappropriare i meridionali della propria identità – da un lato – nonché reclamare un’equità di trattamento a un Governo che troppo spesso ha ignorato i nostri diritti. E per farlo occorre scavare nella propria storia.Oggi parliamo di trasporti, di infrastrutture e dei primati della nostra terra.Recentemente fa c’è stato un importante seminario organizzato da alcuni accademici della Columbia University, presso l’Università Partenope di Napoli. Si è discusso di Sud e del 1861. Mi ha colpito il modo in cui gli accademici internazionali abbiano dipinto in maniera totalmente diversa il modo in cui ho appreso la storia sui testi scolastici. Credo che la Questione Meridionale abbia origini profonde e solo conoscendole possiamo affrontare il presente e il futuro, con orgoglio e determinazione. Chi non conosce non può deliberare.Leggendo la ricerca universitaria condotta dalla Colombia University si può constatare come la disparità di trattamento economico Nord-Sud fosse presente sin dall’inizio dell’Unità.Guilherme de Olivera (dell’Università di Columbia) non utilizza mezzi termini e spiega come appena dopo l’Annessione (usa proprio questa parola) si fosse stabilito un regime di tassazione diverso sui terreni nelle 13 regioni annesse. Le tasse erano inversamente proporzionali alla prossimità dal nemico giurato dei Savoia, cioè gli austriaci. Nei territori giá controllati dai Savoia, invece, le tasse sui terreni furono magicamente ridotte di molto. Le ferrovie pubbliche erano invece finanziate in maniera direttamente proporzionale alla prossimitá dal nemico. Questa disparità di trattamento – continua il docente – ha pompato le casse venete ed emiliane, portando al collasso le regioni meridionali.Non voglio tediarvi con ulteriori dati – pubblicherò la ricerca universitaria sulla mia pagina – e voglio volgere uno sguardo al presente. Cosa è cambiato? Nulla!Dobbiamo restare vigili e fare massa critica quando vediamo il Piano di investimenti in infrastrutture da realizzare entro il 2020 nel 2015 il governo ha presentato l'elenco delle opere che l'Italia considera fondamentali, da finanziare e realizzare entro il 2020 chiedendo aiuto all'Europa: si tratta di 71 progetti infrastrutturali con richiesta di finanziamenti per 7 miliardidi cui solo 2 al Sud.Penso al PON Infrastrutture e Reti 2014-2020: interviene nelle regioni meridionali e prevede investimenti in tre settori:a) infrastrutture ferroviarie, b)infrastrutture portuali e i c)sistemi di trasporto intelligenti. La dotazione del PON Infrastrutture e Reti è di 1 Mld e 800 Milioni per tutto il Mezzogiorno, circa la metà di quanto stanziato per la TAV Brescia-Verona-Padova. Questo vale il diritto alla connessione delle città del Sud.Del resto un ministro (Del Rio) che dice “a sud non si investe in opere infrastrutturali perchè ci sono tratti rocciosi” denota grande attenzione alle necessità di mobilità dei meridionali.Quindi cari concittadini, organizziamoci con corde e ferrate per l’arrampicata.Che priorità ha avuto il Sud negli ultimi interventi infrastrutturali? Briciole. E così vorremo competere a livello europeo?FERROVIENoi meridionali dobbiamo restare vigili quando vediamo gli INVESTIMENTI PUBBLICI nelle FERROVIE: Sommando gli stanziamenti dello Sblocca Italia e quelli della legge di Stabilità, al Mezzogiorno è stato destinato il 19% dei nuovi finanziamenti complessivi e l'1,2% se si considerano soltanto quelli ferroviari. Si è fatto di tutto per aprire la Tav quando MATERA, capitale della cultura europea 2019 non ha ancora una ferrovia; mentre da Napoli è ancora impossibile raggiungere in treno Bari senza dover cambiare treno, così come è impossibile che uno dei più importanti porti del Mediterraneo, Gioia Tauro, non sia adeguatamente collegato alla rete ferroviaria.MANUTENZIONE STRADALE Le strade gestite dalla Città metropolitana di Milano ammontano a circa 800 chilometri; quella di Napoli gestisce 1.629 chilometri, il doppio. Eppure a Milano vengono assegnati 27 milioni per la manutenzione mentre alla Città metropolitana di Napoli appena 15 milioni. Come si spiega una tale disparità? Si sono applicati due bonus aggiuntividi finanziamento: il primo proporzionale ai chilometri di strada in montagna, l’altro legato al numero di occupati sul territorio (non considerando che il numero degli occupati al Nord son superiori che al sud). S’è calcolato in 17euro il gettone aggiuntivo per ogni occupato: per riparare le buche, Milano riceve 34 mila euro per chilometro, Napoli solo 9 mila euro. E cosa c’entri il tasso di occupazione con la riparazione delle buche non si capisceSe poi guardiamo a tutto il Mediterraneo e all’enorme possibilità di sviluppo delle nostre coste, ricordiamo che quest’anno è stato inaugurato il NUOVO CANALE DI SUEZL’anno scorso è stato inaugurato il nuovo canale di Suez: il canale che collega il Mar Rosso e il Mediterraneo è stato “raddoppiato” e il Mediterraneo torna ad essere il centro delle rotte commerciali intercontinentali. Al momento però, i porti di Gioia Tauro e Taranto (i principali del Sud) sono adibiti esclusivamente al trasBordo su altre navi, poichè non dispongono dei collegamenti via terra adeguati alle nuove esigenze commerciali, dei quali ancora non si è parlato nei documenti ufficiali. Le opportunità di sviluppo per il meridione sembrano non interessare il governo italiano, il quale non ha annunciato alcun investimento a sud di Livorno, lasciando ancora una volta il Mezzogiorno fuori dal «Meccanismo per collegare l’Europa», le cui opere andrebbero realizzate entro il 2020.Oggi si parla tanto di Europa e di mercati globali. E chi ci rimette ancora una volta siamo noi. Non so se lo sapete ma il cofinanziamento italiano dei fondi europei 2014-2020 è stato ridotto a un terzo in tre regioni: Campania, Calabria e Sicilia che perdono 7,4 miliardi di euro.E allora io mi chiedo, provocatoriamente: ma vuoi vedere che stavamo meglio 150 anni fa?Ultima chicca davvero significativa tratta dal libro su Bagnoli dell’arch. Cristoforoni: nel 1904 il governo italiano investì sullo sviluppo disegnando per rimini e la maremma uno sviluppo turistico alberghiero, a Rimini finanziò la costruzione di Bagnoli con la costruzione dell’ILVA, segnando per sempre il futuro economico sociale e la qualità della vita di intere generazioni.Credo che la Questione Meridionale abbia origini profonde e solo conoscendole possiamo affrontare il presente e il futuro, con orgoglio e determinazione.Chi non conosce non può deliberare, ricordate?E purtroppo da anni chi delibera non ha conoscenza e non è temprato dal sano orgoglio di appartenenza e di riscatto.Il depauperamento che abbiamo subito in termini di salubrità della terra, di offese del paesaggio, di errati investimenti, è sicuramente colpa di chi amministra, e chi amministra, ahimè, è anche del sud.Ma quello maggiore è quello che subiamo ogni volta che un nostro figlio parte per portare la sua giovane forza di fare, la sua creatività, lontano, impoverendo ancora di più la nostra terra.I nostri figli non dovranno più partire per disperazione ma solo per scelta, e se lavoriamo bene, sceglieranno di restare.I prossimi anni saranno decisivi, e noi ci saremo.

Pubblicato da Marì Muscarà su martedì 3 ottobre 2017

Il Sud, ha primati storicamente riconosciuti. Il senso dell’iniziativa Noi Terroni, (nonché  del dialogo e dello scambio di idee, consigli e proposte con accademici, economisti, giornalisti e scrittori) è proprio questo: vogliamo far riappropriare i meridionali della propria identità – da un lato – nonché reclamare un’equità di trattamento a un Governo che troppo spesso ha ignorato i nostri diritti. E per farlo occorre scavare nella propria storia. Oggi parliamo di trasporti, di infrastrutture e dei primati della nostra terra. Recentemente fa c’è stato un importante seminario organizzato da alcuni accademici della Columbia University, presso l’Università Partenope di Napoli. Si è discusso di Sud e del 1861. Mi ha colpito il modo in cui gli accademici internazionali abbiano dipinto in maniera totalmente diversa il modo in cui ho appreso la storia sui testi scolastici.

Credo che la Questione Meridionale abbia origini profonde e solo conoscendole possiamo affrontare il presente e il futuro, con orgoglio e determinazione. Chi non conosce non può deliberare. Leggendo la ricerca universitaria condotta dalla Colombia University si può constatare come la disparità di trattamento economico Nord-Sud fosse presente sin dall’inizio dell’Unità. Guilherme de Olivera (dell’Università di Columbia) non utilizza mezzi termini e spiega come appena dopo l’Annessione (usa proprio questa parola) si fosse stabilito un regime di tassazione diverso sui terreni nelle 13 regioni annesse. Le tasse erano inversamente proporzionali alla prossimità dal nemico giurato dei Savoia, cioè gli austriaci.  Nei territori giá controllati dai Savoia, invece, le tasse sui terreni furono magicamente ridotte di molto. Le ferrovie pubbliche erano invece finanziate in maniera direttamente proporzionale alla prossimitá dal nemico. Questa disparità di trattamento – continua il docente –  ha pompato le casse venete ed emiliane, portando al collasso le regioni meridionali.

Non voglio tediarvi con ulteriori dati – pubblicherò la ricerca universitaria sulla mia pagina – e voglio volgere uno sguardo al presente. Cosa è cambiato? Nulla!

Dobbiamo restare vigili e fare massa critica quando vediamo il Piano di investimenti in infrastrutture da realizzare entro il 2020à nel 2015 il governo ha presentato  l’elenco delle opere che l’Italia considera fondamentali, da finanziare e realizzare entro il 2020 chiedendo aiuto all’Europa: si tratta di 71 progetti infrastrutturali con richiesta di finanziamenti per 7 miliardidi cui solo 2 al Sud. Penso al PON  Infrastrutture e Reti  2014-2020: interviene nelle regioni meridionali e prevede investimenti in tre settori:a) infrastrutture ferroviarie, b)infrastrutture portuali e i c)sistemi di trasporto intelligenti. La dotazione del PON Infrastrutture e Reti è di 1 Mld e 800 Milioni per tutto il Mezzogiorno, circa la metà di quanto stanziato per la TAV Brescia-Verona-Padova. Questo vale il diritto alla connessione delle città del Sud. Del resto un  ministro (Del Rio) che dice “a sud non si investe in opere infrastrutturali perchè ci sono tratti rocciosi” denota grande attenzione alle necessità di mobilità dei meridionali.

Quindi cari concittadini, organizziamoci con corde e ferrate per l’arrampicata.

Il Sud, ha primati storicamente riconosciuti. Il senso dell’iniziativa Noi Terroni, (nonché del dialogo e dello scambio di idee, consigli e proposte con accademici, economisti, giornalisti e scrittori) è proprio questo: vogliamo far riappropriare i meridionali della propria identità – da un lato – nonché reclamare un’equità di trattamento a un Governo che troppo spesso ha ignorato i nostri diritti. E per farlo occorre scavare nella propria storia.Oggi parliamo di trasporti, di infrastrutture e dei primati della nostra terra.Recentemente fa c’è stato un importante seminario organizzato da alcuni accademici della Columbia University, presso l’Università Partenope di Napoli. Si è discusso di Sud e del 1861. Mi ha colpito il modo in cui gli accademici internazionali abbiano dipinto in maniera totalmente diversa il modo in cui ho appreso la storia sui testi scolastici. Credo che la Questione Meridionale abbia origini profonde e solo conoscendole possiamo affrontare il presente e il futuro, con orgoglio e determinazione. Chi non conosce non può deliberare.Leggendo la ricerca universitaria condotta dalla Colombia University si può constatare come la disparità di trattamento economico Nord-Sud fosse presente sin dall’inizio dell’Unità.Guilherme de Olivera (dell’Università di Columbia) non utilizza mezzi termini e spiega come appena dopo l’Annessione (usa proprio questa parola) si fosse stabilito un regime di tassazione diverso sui terreni nelle 13 regioni annesse. Le tasse erano inversamente proporzionali alla prossimità dal nemico giurato dei Savoia, cioè gli austriaci. Nei territori giá controllati dai Savoia, invece, le tasse sui terreni furono magicamente ridotte di molto. Le ferrovie pubbliche erano invece finanziate in maniera direttamente proporzionale alla prossimitá dal nemico. Questa disparità di trattamento – continua il docente – ha pompato le casse venete ed emiliane, portando al collasso le regioni meridionali.Non voglio tediarvi con ulteriori dati – pubblicherò la ricerca universitaria sulla mia pagina – e voglio volgere uno sguardo al presente. Cosa è cambiato? Nulla!Dobbiamo restare vigili e fare massa critica quando vediamo il Piano di investimenti in infrastrutture da realizzare entro il 2020 nel 2015 il governo ha presentato l'elenco delle opere che l'Italia considera fondamentali, da finanziare e realizzare entro il 2020 chiedendo aiuto all'Europa: si tratta di 71 progetti infrastrutturali con richiesta di finanziamenti per 7 miliardidi cui solo 2 al Sud.Penso al PON Infrastrutture e Reti 2014-2020: interviene nelle regioni meridionali e prevede investimenti in tre settori:a) infrastrutture ferroviarie, b)infrastrutture portuali e i c)sistemi di trasporto intelligenti. La dotazione del PON Infrastrutture e Reti è di 1 Mld e 800 Milioni per tutto il Mezzogiorno, circa la metà di quanto stanziato per la TAV Brescia-Verona-Padova. Questo vale il diritto alla connessione delle città del Sud.Del resto un ministro (Del Rio) che dice “a sud non si investe in opere infrastrutturali perchè ci sono tratti rocciosi” denota grande attenzione alle necessità di mobilità dei meridionali.Quindi cari concittadini, organizziamoci con corde e ferrate per l’arrampicata.Che priorità ha avuto il Sud negli ultimi interventi infrastrutturali? Briciole. E così vorremo competere a livello europeo?FERROVIENoi meridionali dobbiamo restare vigili quando vediamo gli INVESTIMENTI PUBBLICI nelle FERROVIE: Sommando gli stanziamenti dello Sblocca Italia e quelli della legge di Stabilità, al Mezzogiorno è stato destinato il 19% dei nuovi finanziamenti complessivi e l'1,2% se si considerano soltanto quelli ferroviari. Si è fatto di tutto per aprire la Tav quando MATERA, capitale della cultura europea 2019 non ha ancora una ferrovia; mentre da Napoli è ancora impossibile raggiungere in treno Bari senza dover cambiare treno, così come è impossibile che uno dei più importanti porti del Mediterraneo, Gioia Tauro, non sia adeguatamente collegato alla rete ferroviaria.MANUTENZIONE STRADALE Le strade gestite dalla Città metropolitana di Milano ammontano a circa 800 chilometri; quella di Napoli gestisce 1.629 chilometri, il doppio. Eppure a Milano vengono assegnati 27 milioni per la manutenzione mentre alla Città metropolitana di Napoli appena 15 milioni. Come si spiega una tale disparità? Si sono applicati due bonus aggiuntividi finanziamento: il primo proporzionale ai chilometri di strada in montagna, l’altro legato al numero di occupati sul territorio (non considerando che il numero degli occupati al Nord son superiori che al sud). S’è calcolato in 17euro il gettone aggiuntivo per ogni occupato: per riparare le buche, Milano riceve 34 mila euro per chilometro, Napoli solo 9 mila euro. E cosa c’entri il tasso di occupazione con la riparazione delle buche non si capisceSe poi guardiamo a tutto il Mediterraneo e all’enorme possibilità di sviluppo delle nostre coste, ricordiamo che quest’anno è stato inaugurato il NUOVO CANALE DI SUEZL’anno scorso è stato inaugurato il nuovo canale di Suez: il canale che collega il Mar Rosso e il Mediterraneo è stato “raddoppiato” e il Mediterraneo torna ad essere il centro delle rotte commerciali intercontinentali. Al momento però, i porti di Gioia Tauro e Taranto (i principali del Sud) sono adibiti esclusivamente al trasBordo su altre navi, poichè non dispongono dei collegamenti via terra adeguati alle nuove esigenze commerciali, dei quali ancora non si è parlato nei documenti ufficiali. Le opportunità di sviluppo per il meridione sembrano non interessare il governo italiano, il quale non ha annunciato alcun investimento a sud di Livorno, lasciando ancora una volta il Mezzogiorno fuori dal «Meccanismo per collegare l’Europa», le cui opere andrebbero realizzate entro il 2020.Oggi si parla tanto di Europa e di mercati globali. E chi ci rimette ancora una volta siamo noi. Non so se lo sapete ma il cofinanziamento italiano dei fondi europei 2014-2020 è stato ridotto a un terzo in tre regioni: Campania, Calabria e Sicilia che perdono 7,4 miliardi di euro.E allora io mi chiedo, provocatoriamente: ma vuoi vedere che stavamo meglio 150 anni fa?Ultima chicca davvero significativa tratta dal libro su Bagnoli dell’arch. Cristoforoni: nel 1904 il governo italiano investì sullo sviluppo disegnando per rimini e la maremma uno sviluppo turistico alberghiero, a Rimini finanziò la costruzione di Bagnoli con la costruzione dell’ILVA, segnando per sempre il futuro economico sociale e la qualità della vita di intere generazioni.Credo che la Questione Meridionale abbia origini profonde e solo conoscendole possiamo affrontare il presente e il futuro, con orgoglio e determinazione.Chi non conosce non può deliberare, ricordate?E purtroppo da anni chi delibera non ha conoscenza e non è temprato dal sano orgoglio di appartenenza e di riscatto.Il depauperamento che abbiamo subito in termini di salubrità della terra, di offese del paesaggio, di errati investimenti, è sicuramente colpa di chi amministra, e chi amministra, ahimè, è anche del sud.Ma quello maggiore è quello che subiamo ogni volta che un nostro figlio parte per portare la sua giovane forza di fare, la sua creatività, lontano, impoverendo ancora di più la nostra terra.I nostri figli non dovranno più partire per disperazione ma solo per scelta, e se lavoriamo bene, sceglieranno di restare.I prossimi anni saranno decisivi, e noi ci saremo.

Pubblicato da Marì Muscarà su Mercoledì 4 ottobre 2017

 

Che priorità ha avuto il Sud negli ultimi interventi infrastrutturali? Briciole. E così vorremo competere a livello europeo?

FERROVIE Noi meridionali dobbiamo restare vigili quando vediamo gli INVESTIMENTI PUBBLICI nelle FERROVIE: Sommando gli stanziamenti dello Sblocca Italia e quelli della legge di Stabilità, al Mezzogiorno è stato destinato il 19% dei nuovi finanziamenti complessivi e l’1,2% se si considerano soltanto quelli ferroviari. Si è fatto di tutto per aprire la Tav quando MATERA, capitale della cultura europea 2019 non ha ancora una ferrovia; mentre da Napoli è ancora impossibile raggiungere in treno Bari senza dover cambiare treno, così come è impossibile che uno dei più importanti porti del Mediterraneo, Gioia Tauro, non sia adeguatamente collegato alla rete ferroviaria.

MANUTENZIONE STRADALE Le strade gestite dalla Città metropolitana di Milano ammontano a circa 800 chilometri; quella di Napoli gestisce 1.629 chilometri, il doppio. Eppure a Milano vengono assegnati 27 milioni per la manutenzione mentre alla Città metropolitana di Napoli appena 15 milioni. Come si spiega una tale disparità? Si sono applicati due bonus aggiuntividi finanziamento: il primo proporzionale ai chilometri di strada in montagna, l’altro legato al numero di occupati sul territorio (non considerando che il numero degli occupati al Nord son superiori che al sud). S’è calcolato in 17euro il gettone aggiuntivo per ogni occupato: per riparare le buche, Milano riceve 34 mila euro per chilometro, Napoli solo 9 mila euro. E cosa c’entri il tasso di occupazione con la riparazione delle buche non si capisce

Se poi guardiamo a tutto il Mediterraneo e all’enorme possibilità di sviluppo delle nostre coste, ricordiamo che quest’anno è stato inaugurato il  NUOVO CANALE DI SUEZ L’anno scorso è stato inaugurato il nuovo canale di Suez: il canale che collega il Mar Rosso e il Mediterraneo è stato “raddoppiato” e il Mediterraneo torna ad essere il centro delle rotte commerciali intercontinentali. Al momento però, i porti di Gioia Tauro e Taranto (i principali del Sud) sono adibiti esclusivamente al trasBordo su altre navi, poichè non dispongono dei collegamenti via terra adeguati alle nuove esigenze commerciali, dei quali ancora non si è parlato nei documenti ufficiali. Le opportunità di sviluppo per il meridione sembrano non interessare il governo italiano, il quale non ha annunciato alcun investimento a sud di Livorno, lasciando ancora una volta il Mezzogiorno fuori dal «Meccanismo per collegare l’Europa», le cui opere andrebbero realizzate entro il 2020.

Oggi si parla tanto di Europa e di mercati globali. E chi ci rimette ancora una volta siamo noi. Non so se lo sapete ma il cofinanziamento italiano dei fondi europei 2014-2020 è stato ridotto a un terzo in tre regioni: Campania, Calabria e Sicilia che perdono 7,4 miliardi di euro. E allora io mi chiedo, provocatoriamente: ma vuoi vedere che stavamo meglio 150 anni fa?

Ultima chicca davvero significativa tratta dal libro su Bagnoli dell’arch. Cristoforoni: nel 1904 il governo italiano investì sullo sviluppo disegnando per rimini e la maremma uno sviluppo turistico alberghiero, a Rimini finanziò la costruzione di Bagnoli con la costruzione dell’ILVA, segnando per sempre il futuro economico sociale e la qualità della vita di intere generazioni. Credo che la Questione Meridionale abbia origini profonde e solo conoscendole possiamo affrontare il presente e il futuro, con orgoglio e determinazione.

Chi non conosce non può deliberare, ricordate? E purtroppo da anni chi delibera non ha conoscenza e non è temprato dal sano orgoglio di appartenenza e di riscatto.Il depauperamento che abbiamo subito in termini di salubrità della terra, di offese del paesaggio, di errati investimenti, è sicuramente colpa di chi amministra, e chi amministra, ahimè, è anche del sud. Ma quello maggiore è quello che subiamo ogni volta che un nostro figlio parte per portare la sua giovane forza di fare, la sua creatività, lontano, impoverendo ancora di più la nostra terra.

I nostri figli non dovranno più partire per disperazione ma solo per scelta, e se lavoriamo bene, sceglieranno di restare. I prossimi anni saranno decisivi, e noi ci saremo.