Alcuni consigli sono abbastanza ovvi ma sono rivolti soprattutto per chi soffre di asma, di broncopneumopatia cronica ostruttiva e/o di enfisema in caso di incendio esteso con emissione di molto fumo:

  • cercare di allontanarsi quanto più è possibile dalla zona dell’incendio. Se possibile trasferirsi in una casa di parenti o amici lontano dalla zona dell’incendio per tutto il periodo in cui l’incendio è attivo;
  • se non è possibile allontanarsi e se si vive in una zona comunque lontano dalle fiamme ma raggiungibile dai fumi dell’incendio, chiudere porte e finestre evitando di fare entrare i fumi dall’esterno (le correnti aeree possono portare le polveri ed i fumi liberati dagli incendi anche a molti km di distanza);
  • se fa molto caldo si può accendere il condizionatore evitando però di tenerlo al di sotto di 25 C° per evitare perfrigerazioni (la temperatura fredda è un fattore proinfiammatorio per le vie aeree e nei pazienti con patologia ostruttiva potrebbe incrementare i sintomi di tosse e di affanno);
  • uscendo è opportuno evitare di camminare nelle zone con residui di fumo e con traffico veicolare che, oltre alle emissioni inquinanti di polveri e gas, può rialzare in atmosfera le polveri e le ceneri depositate al suolo;
  • è importante continuare la terapia per la patologia di cui si soffre, in particolare inalazioni (spray o polveri) di broncodilatatori e corticosteroidi, aumentando le dosi, dietro consiglio medico, se l’ostruzione bronchiale aumenta;
  • in caso di pioggia improvvisa o di temporale, evitare di uscire per i primi 30-40 minuti, soprattutto se è un periodo (primaverile estivo ma anche autunnale) di presenza in atmosfera di pollini (graminacee, parietaria, olivo) o di miceti (soprattutto altermaria) che potrebbero frammentarsi dando luogo ad un microparticolato allergenico che può penetrare in profondità nelle vie aeree periferiche inducendo riacutizzazioni asmatiche talvolta gravi;
  • nel pulire le terrazze e i balconi dalle polveri evitare di rialzarle e lavare con pompa ed acqua queste superfici (facendo ovviamente stare lontano chi soffre di patologie ostruttive, compresi i bambini mucositici);
  • stimolare i soggetti affetti da patologie ostruttive a respirare quanto più è possibile con il naso, per ridurre il rischio di inalare le polveri nell’apparato respiratorio inferiore.

Gennaro D’Amato
Prof Gennaro D’Amato MD, FAAAAI, FERS.
University Professor of Respiratory Medicine
Chairman World Allergy Organization committee on “Climate change, Biodiversity and Allergy”
Former Director, Division of Respiratory and Allergic Diseases, High Specialty Hospital A. Cardarelli, Naples, Italy