Guardate la lunga fila di compattatori all’ingresso dello STIR di Tufino.
Il tutto in una situazione igienico sanitaria pesante per l’ ambiente.
La situazione del monitoraggio ambientale è assente totalmente.
Nel corso di quest’anno la percentuale dei dati non disponibili raggiunge circa il 50%, a giugno poi il 100% di dati non è disponibile, così per i primi sei giorni di luglio (ultimo dato disponibile al 9 luglio).
Questa ennesima crisi rifiuti, aggravata dal fermo della linea dell’inceneritore di Acerra, mette in luce, tra l’altro, la precarietà del sistema monitoraggio che puntualmente si conferma pessimo; nei momenti critici, registriamo solo dati non disponibili.
Non abbiamo nessuna informazione di quello che stiamo respirando, tranne che per le molestie olfattive registrate, quando i livelli degli inquinanti costituenti l’aerosol sono molte volte al di sopra le soglie di legge. L’aerosol nei pressi di un impianto è costituito dal batteri, spore, tossine e funghi; le prime vittime sono i lavoratori che rischiano riniti allergiche, bronchiti, malattie polmonari, allergie, dermatiti, nause e diarrea.
Risulta quindi molto importante dotare le centraline, in primis quelle presso gli STIR e nell’area Terra dei Fuochi, della sensoristica necessaria a qualificare la natura delle molestie olfattive ( sostanze e la relativa soglia di percettibilità) e la loro pericolosità per la salute pubblica.