Napoli, 16 maggio 2017 – “Parliamo di fabbrica di debiti fuori bilancio perché in soli 2 anni ne abbiamo già pagati circa 660 milioni, accorpati in poche leggi da approvare in Consiglio regionale. Atti privi di trasparenza, di cui non conosciamo la genesi e su cui manca un effettivo controllo di legalità e un vero accertamento delle responsabilità. Per questo motivo abbiamo depositato una proposta di legge per istituire una Commissione d’inchiesta sui debiti fuori bilancio, una commissione che avrà il compito di monitorare, analizzare le cause e proporre interventi correttivi per evitare che si possano originare sempre nuovi debiti fuori bilancio con costi lievitati a dismisura”. Lo dice Gennaro Saiello, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle e segretario della Commissione Bilancio che con la capogruppo Valeria Ciarambino e i consiglieri Maria Muscarà e Michele Cammarano hanno partecipato alla conferenza stampa sulla ‘Fabbrica dei debiti fuori bilancio’, su un tema critico che finora nessuno oltre al Movimento 5 Stelle ha posto all’attenzione del Consiglio. “Non è più possibile accettare questa prassi consolidata dove si butta tutto nel buco nero dei debiti fuori bilancio, tanto vanno pagati per forza – sottolinea Saiello – chiediamo con urgenza che si ponga rimedio al mancato controllo di una Giunta regionale che va avanti in maniera ‘allegra’ e negligente, esponendosi a grossi rischi e gettando sulle spalle dei cittadini campani i debiti”. Sulla stessa linea la consigliera Maria Muscarà che attacca: “La ‘casa di vetro’ sbandierata durante le elezioni regionali è sempre più opaca; in Commissione Trasparenza abbiamo ascoltato la denuncia gravissima del presidente dimissionario del Collegio dei revisori dei conti”. “Un pesantissimo je accuse mosso dopo un anno e mezzo di lavoro da un organo che ha come compito ‘il controllo complessivo della finanza pubblica’, un organismo terzo nominato per sorteggio e fuori dall’influenza politica” – spiega Muscarà – “nei fatti impossibilitato ad operare perché in una Regione che ha tra Giunta e Consiglio oltre 6mila dipendenti, non si sono trovate 4 persone competenti per supportare l’unico organismo esterno di controllo”. “I risultati sono sotto gli occhi di tutti: in ogni assemblea consiliare cala il velo pietoso dell’oblio sui debiti fuori bilancio, una sorta di condono tombale dove si pagano arretrati, interessi e spese legali e si approvano senza esercitare neanche la possibilità dell’indagine”. “Nei mesi abbiamo tentato di avere accesso ai capitoli di bilancio, ma finora nulla abbiamo potuto. A distanza di oltre un anno, diverse interrogazioni e un esposto alla Procura della Repubblica e all’Anac, la burocrazia regionale si è messa di traverso e sembra che ci dicano: il bilancio è cosa nostra”.

Conferenza stampa – La fabbrica dei debiti fuori bilancio

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle Campania su martedì 16 maggio 2017

Uno spettro si aggira in Regione Campania ed è l’allergia al controllo ed alla trasparenza.
La “casa di vetro” sbandierata durante le elezioni regionali è sempre più opaca.
Se lo avessimo detto solo noi Consiglieri del M5S qualcuno avrebbe gridato al solito scandalismo dei populisti.
Che dicono oggi gli incontrastati maneggiatori di danaro pubblico se a gridare contro di loro è il Presidente, o forse è meglio dire l’ex Presidente, del Collegio dei Revisori?
vi ricordo che parliamo della terza regione d’Italia!

Ieri, in commissione trasparenza abbiamo ascoltato la denuncia gravissima del presidente del collegio dei revisori dei conti, che ha accompagnato le sue dimissioni con un dettagliato resoconto. Dimissioni dettate dalla IMPOSSIBILITA’ DI LAVORARE E COMPIERE IL PROPRIO ruolo di servitore dello STATO, come egli stesso ha sottolineato. Parliamo di un PESANTISSIMO je accuse mosso dopo un anno e mezzo di lavoro da un organo di controllo che ha come compito “il controllo complessivo della finanza pubblica”, un organismo terzo nominato per sorteggio e fuori dall’influenza politica. Un Je accuse che ha inchiodato in un documento declinato in una 20 di punti, Giunta, Consiglio e dirigenti, colpevoli di essere parte di un sistema ALLERGICO AL CONTROLLO che copre interra ed ignora come in una discarica.

MOLTE LE ACCUSE LE PIù GRAVI

Nella lettera di dimissioni il dottor Porcaro afferma che l’art. 20 comma 6 del dlgs 123/2011 dispone che alle sedute di Giunta debba partecipare almeno un componente del Collegio dei revisori. Alle sedute degli organi di amministrazione attiva assiste almeno un componente del collegio dei revisori e sindacale. Dice anche, sempre il dottor Porcaro, che alla richiesta di partecipazione alle sedute di Giunta è stato posto un illegittimo divieto.
Ma cosa si dicono in Giunta di tanto segreto che neanche un revisore, imposto dalla legge, deve poter ascoltare?
Come fa il segretario di Giunta a definire valide riunioni che non rispettano la legge?
Forse il Segretario dovrebbe pensarci meglio prima di eseguire la convocazione della prossima riunione di Giunta.

Un primo tentativo nei confronti dell’inerzia di giunta e consiglio l’ex Presidente del Collegio dei revisori l’aveva già fatta a dicembre 2015.
Quando aveva evidenziato, in un incontro con la Presidente D’Amelio, l’impossibilità di procedere in assenza di una struttura tecnica (solo un impiegato per i compiti semplici) in assenza di una regolamentazione e dopo un anno e mezzo di silenzio e disinteresse. Una Regione che ha tra Giunta e Consiglio, oltre 6mila dipendenti, non trova 4 persone per far dare una mano alla struttura più importante dopo Consiglio e Giunta.

Pensate, il Collegio dei revisori rappresenta quelli che devono controllare eventuali spese pazze.
Forse non si deve controllare?

E DAL PRESIDENTE DELLA CASA DI VETRO è solo silenzio che oltre a negare il confronto pone il citato illegittimo, quanto inquietante, DIVIETO ALLA PARTECIPAZIONE alle sedute dell’organo di amministrazione, partecipazione sancita per decreto.

Allergia alla trasparenza e ad ogni forma di controllo, come dicevamo prima, per finire, uno per tutti, con il buco nero DEI DEBITI FUORI BILANCIO anche forse prescritti. La leggerezza con cui vengono accumunati debiti di diversa origine in un unico “pacco”, scusate la volgarità ma proprio di un pacco si tratta, senza verificare l’operato del dirigente che lo ha causato, della struttura o dei legali che se ne occupano che potrebbero essere palese conflitto di interesse.

IN OGNI ASSEMBLEA CONSILIARE CALA IL VELO PIETOSO COME UN CONDONO TOMBALE E SI PAGANO ARRETRATI MILIONARI e si approvano senza esercitare neanche la possibilità dell’indagine. Un bancomat a favore di alcuni e a cui in tanti da anni possono accedere.

Noi del M5S che abbiamo il modello di trasparenza vera nel dna DA MESI CERCHIAMO quella trasparenza negata anche al revisore dei conti.
ABBIAMO SCRITTO, sollecitato, inviate mail, pec, raccomandate, richieste per avere accesso ai documenti, ai registri, alle banche dati informatiche per conoscere, capire, per esercitare per conto dei cittadini quella possibilità di controllo che è garanzia di correttezza dell’operato.

Qualcosa, o meglio più di qualcosa, non funziona in questa che dovrebbe essere la casa di vetro dei campani. AI CONSIGLIERI E’ NEGATA LA POSSIBILITA DI ACCEDERE AI CAPITOLI DI BILANCIO e la cosa preoccupante e che nessun paladino della legalità se ne preoccupa. Accedere ai documenti del bilancio è fondamentale per risalire alle spese, alle motivazione che produco quelle spese. Nulla abbiamo potuto, a distanza di più di un anno e diverse interrogazioni e un esposto alla Procura della Repubblica e all’Anac, per convincere i riottosi dirigenti della burocrazia regionale di concedere l’accesso agli atti e alla banca dati informatica.

SEMBRA CHE CI RISPONDANO: IL BILANCIO E’ COSA NOSTRA!!!
COSA SI CELA DIETRO TANTA RIOTTOSITA’?

E’ stato lanciato un allarme ieri in commissione. Lo stesso allarme che lanciamo ogni volta che denunciamo l’assenza di trasparenza. Non lo lasceremo cadere nel vuoto e non consentiremo che l’argomento venga banalizzato come già si è cercato di fare riducendolo a bagarre retributiva. Continueremo a pretendere il diritto di esercitare il controllo degli atti e dei soldi pubblici. La Campania ed i campani hanno diritto ad essere amministrati in maniera ONESTA!

DA OGGI NON SIAMO I SOLI a gridarlo