Intervento sulla MOBILITÀ CICLISTICA

“Continuo a parlare di mobilità ciclistica consapevole che purtroppo nessun interesse questa giunta riserva alle azioni di moderazione del traffico, di attenzione alla qualità della vita nelle città e, meno che mai, nei confronti di chi sceglie di muoversi per lavoro, per turismo in maniera nuova non offensiva della natura e della salute propria ed altrui; quindi, consapevole del vostro disinteresse, rafforzato dai mesi di silenzio di un tavolo con le associazioni che doveva elaborare azioni e che è stato convocato una volta e vergognosamente dimenticato, ripropongo le azioni BICI FACILITANTI che potreste facilmente realizzare se tra voi albergasse un minimo senso di rispetto dell’ambiente e se foste capaci, non dico di essere innovativi, ma semplicemente di copiare quello che altrove è realtà.
Ed allora vi elenco tutto i vantaggi che voi non realizzerete e che pure farebbero bene alla salute, all’economia, alla qualità della vita.
La green economy, termine che pure vi piace, così come economia circolare
e che sento utilizzare spesso per giustificare nefandezze, è forse l’unico settore che, nonostante la crisi, continua a generare occupazione.
Lasciate che faccia riferimento all’Austria, che con la sola ciclopista del Danubio, percorsa ogni anno da circa 300mila ciclisti, si garantisce un fatturato di oltre 71 milioni di euro; o alla Germania che, grazie a questo settore, ha generato un’economia di nicchia che frutta 4 miliardi all’anno (fonte Eurovelo); o ancora, se non bastasse, ai Paesi Bassi, il cui giro d’affari attorno alla bicicletta ha ricadute stimate oltre il miliardo di euro (fonte Coliped).
È accertato che +49%, in termini di vendite al dettaglio, è il prevedibile risultato realizzato dai commercianti situati lungo le strade dove sono stati effettuati importanti interventi di sviluppo della rete ciclabile.
Senza parlare dei benefici legati alla qualità dell’aria che respiriamo, questa strettamente legata alle emissioni di CO2 generate dal trasporto urbano. Il trasporto urbano genera il 25% di emissioni di anidride carbonica in larga parte responsabili del cambiamento climatico. L’abbattimento della CO2 in atmosfera passa anche da progetti come quello del cicloturismo, che si muovono nella direzione di una mobilità sostenibile, unica via da percorrere per la riduzione significativa dell’inquinamento ambientale.
L’organizzazione mondiale della sanità valuta in 110 miliardi di euro il risparmio in spese sanitarie dovuto all’incremento dell’uso della bici in Europa.
La bellezza paesaggistica che contraddistingue la Campania offre un terreno quanto mai fertile per lo sviluppo di questo settore.
La necessità di attrarre investimenti è a mio parere forte.
A conferma di quanto dico, vi invito a leggere gli studi fatti nel merito, tutti unanimi nel confermare che ogni milione di euro investito in questo settore genera almeno 10 posti di lavoro, contro i 2.5 del settore automobilistico.
Certa che anche stavolta resterete sordi e che ignorerete le proposte semplici ma rivoluzionarie che vi elenco, le ripropongo perché gli amici della bici, la FIAB nazionale delle tante associazioni locali, sportive e dilettantistiche e i costruttori di bici campani e i tanti venditori, conoscano qual è l’intenzione di questa amministrazione.”