Non potete restare a guardare, o peggio, continuare ad intervenire propinando multe milionarie che indeboliscono le già miserevoli azioni dei nostri amministratori.Le multe affamano la povera gente non certo gli amministratori che le hanno provocate.La Campania paga, ed ormai dal 2015, 120 mila euro al giorno per discariche e impiantistica, ed ha già versato 20 milioni di euro per le stesse inadempienze.Le criticità della mia terra, sono attacchi al creato e alla salute dell’uomo. L’Europa dimostri di voler davvero promuovere il benessere di tutti i suoi popoli, e provi, ad esempio, ad utilizzare queste somme per il benessere dei cittadini stessi a cui sono state sottratte, a causa di amministrazioni incapaci e colluse, RESTITUENDOLE AGLI STESSI TERRITORI, che saranno in grado di presentare progetti innovativi e risolutivi dello stesso problema che ha causato la multa.Date una speranza, fateci continuare a credere che essere Europei abbia ancora un senso, che lottare per restare in Europa significhi aspirare alla realizzazione di una coesione, per ora solo scritta.Fateci davvero comprendere a cosa serve questa Europa, perché noi la sentiamo sempre più lontana dalle nostre necessità.

Pubblicato da Marì Muscarà su mercoledì 15 marzo 2017

Vi voglio parlare della mia terra, ed ho 4 minuti per descrivere il misto di dolore e di speranza che mi ha portato qui.

Sono qui per chiedere aiuto in nome dei tanti disperati che si ammalano e muoiono per i disastri ambientali del mio territorio, per chiedere il vostro intervento, perché ci venga garantito il diritto alla salute.
Sia ben chiaro, non il diritto alle cure, che pur sarebbe diritto di un popolo, ma il diritto a conservare la salute il più a lungo possibile.

Vivo in un luogo tra i più belli al mondo, dove l’avvelenamento della terra, dell’aria e dell’acqua sta minando la salute di intere generazioni.

E’ l’inquinamento della terra dei fuochi, ma non è solo terra dei fuochi, purtroppo.

Inizio dalla mia meravigliosa città, Napoli;
dove l’aspettativa di vita è tra le più basse in Italia;
dove l’inquinamento da polveri sottili è fino a 4 volte superiore al limite giornaliero e non viene neanche registrato;
dove la rd è penosamente ferma al 30%;
dove l’incontrollata gestione illecita di rifiuti speciali vige come pratica incontrastata a causa della mancanza di una volontà precisa, quella di voler combattere il lavoro nero delle fabbriche illegali;
dove per 30 anni si sono sotterrati i veleni di mezza Italia e dove la quantità di verde è tra le più basse in Italia.

E di quartieri della zona Flegrea come Bagnoli, che significa piccoli bagni infatti
era una zona termale molto rinomata in epoca romana e di gran pregio naturalistico. tutt’oggi, vi vivono circa 100 mila abitanti in una vasta area che ha ospitato l’Ilva e, per 35 anni, una fabbrica di eternit.
“Si ritiene che, in quest’area, gli interventi di bonifica milionari, così come realizzati, abbiano compromesso la futura fruibilità dei luoghi, perlomeno di quelli a destinazione d’uso residenziale, arrivando talora ad incrementare le concentrazioni di inquinanti esistenti prima della bonifica”. Questo è quanto affermano le conclusioni delle oltre duecento pagine della perizia disposta dal Tribunale di Napoli al processo in corso per la bonifica dell’area di Bagnoli e in particolare dell’ex Italsider.
Un quartiere dove i dati del mesotelioma pleurico rispetto ai dati attesi sono +87%, e manca persino una centralina per il rilevamento delle polveri sottili.

Voglio parlarvi di Napoli est:
vasta area industriale, adesso fittamente abitata, con depositi di idrocarburi e oleodotti che corrono al fianco delle abitazioni.
Negli atti del processo contro la Kuwait si parla di 42 mila metri cubi di acque oleose smaltite in maniera illecita, cioè una procedura illegale utilizzata per 60 anni. In quest’area ogni famiglia ha un malato di cancro da piangere.

Ed ancora Pianura:
quartiere popoloso che ospita una delle discariche più imponenti, che ha riempito e fatto scomparire un cratere!

Come si legge nell’ultima pagina del provvedimento del tribunale: “In alcuni punti la quantità dell’ossigeno e degli idrocarburi è risultata non compatibile con la vita umana”, ed ancora “Il pericolo accertato all’esterno della discarica integra una situazione di disastro ambientale in quanto è un fenomeno con una vasta ricaduta sull’ambiente naturale e non, che si configura come potenzialmente catastrofico per la numerosità delle persone che abitano nella zona che possono essere coinvolte, e la vastità del territorio interessato”.

Voglio parlare dell’agro sarnese vesuviano:
3 Province, 39 Comuni, una popolazione che oscilla tra i settecentomila e un milione di abitanti e 3 principali poli industriali (ceramico, conciario, agroalimentare), oltre ad altre industrie di piccolissime, medie e grandi dimensioni (come la Novartis) che scaricano veleni, insieme alla rete fognaria abusiva, in un unico fiume: il Sarno.

E su tutto, voglio parlare dei ROGHI:
quelli che danno il nome a questa tragedia;
quelli che bruciano ogni notte;
quelli che soffocano la gola e la speranza;
quelli che garantiscono lo smaltimento dei prodotti delle lavorazioni a nero, che sostengono un’economia sommersa e malata, ma inattaccabile;
quelli che hanno battezzato con il nome di terra dei fuochi la terra più fertile al mondo.
Oggi la nostra terra è diventata un inceneritore a cielo aperto, l’inceneritore più grande di Italia.

A che serve parlare di conservazione della salute, se non si parte dai provati disastri ambientali?
Se il sistema di controllo del territorio è affidato ad aziende compromesse ed inaffidabili e quindi è più che inesistente?
Se la messa in sicurezza delle discariche rimane inattuata, nella maggioranza dei casi?
E soprattutto, se una politica criminale, immobile e compromessa punta solo a far galleggiare se stessa nella inedia generale, fingendo di occuparsi del problema, ma nei fatti curando solo operazioni di marketing come l’incenerimento delle ecoballe che, con i ritmi attuali (siamo appena al 7%), non verrà mai completato. Una politica che ignora QUALSIASI AZIONE DI PREVENZIONE DI CONTRASTO E DI CONTROLLO SUI ROGHI, SULLE DISCARICHE, SULL’INQUINAMENTO INDUSTRIALE E DA TRAFFICO.

Ho detto poco, ma 4 minuti non bastano per raccontare la disperazione ed allora vi chiedo: “intervenite”, fosse solo per il principio di precauzione che vi obbliga a tutelare la terra e le vite in presenza di dati allarmanti scientificamente dimostrati.

Intervenite in maniera nuova, date speranza a chi combatte per la propria salute minata, a chi non vuole abbandonare le proprie origini, a chi vuole salvare e restare nella propria terra.

Non potete restare a guardare, o peggio, continuare ad intervenire propinando multe milionarie che indeboliscono le già miserevoli azioni dei nostri amministratori.

Le multe affamano la povera gente non certo gli amministratori che le hanno provocate.

La Campania paga, ed ormai dal 2015, 120 mila euro al giorno per discariche e impiantistica, ed ha già versato 20 milioni di euro per le stesse inadempienze.

Le criticità della mia terra, sono attacchi al creato e alla salute dell’uomo.
L’Europa dimostri di voler davvero promuovere il benessere di tutti i suoi popoli, e provi, ad esempio, ad utilizzare queste somme per il benessere dei cittadini stessi a cui sono state sottratte, a causa di amministrazioni incapaci e colluse, RESTITUENDOLE AGLI STESSI TERRITORI, che saranno in grado di presentare progetti innovativi e risolutivi dello stesso problema che ha causato la multa.

Date una speranza, fateci continuare a credere che essere Europei abbia ancora un senso, che lottare per restare in Europa significhi aspirare alla realizzazione di una coesione, per ora solo scritta.

Fateci davvero comprendere a cosa serve questa Europa, perché noi la sentiamo sempre più lontana dalle nostre necessità.

Grazie per il tempo che mi avete concesso