“La richiesta dell’ennesima proroga della Commissione d’inchiesta sulle società partecipate presieduta dal consigliere Passariello è illegittima. Il Movimento 5 Stelle esprime voto contrario e annuncia un esposto alla Corte dei conti per l’ipotesi di danno erariale, che a nostro parere è evidente e reiterato”. Lo denuncia la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Maria Muscarà nel corso della seduta del Consiglio regionale della Campania e riguardante il rinnovo della Commissione speciale d’inchiesta. “Lo Statuto e il Regolamento regionale non prevedono proroghe delle commissioni d’inchiesta e anzi stabiliscono che i lavori debbano concludersi entro 6 mesi al massimo – sottolinea Muscarà – qui invece ci troviamo di fronte addirittura alla richiesta di una seconda proroga. Si consideri che il costo della commissione è di diverse centinaia di migliaia di euro all’anno tra indennità aggiuntive di presidente, vicepresidente e segretario e costi del personale”. “Sono molto modesti i risultati del lavoro della Commissione, che tra l’altro è stata scarsamente frequentata dai consiglieri-membri – continua – Senza considerare che l’oggetto della commissione rientra già tra le competenze della Commissione Trasparenza”. “Questa Commissione dovrebbe dunque assolvere a una funzione che risulta essere già assolta da un altro organismo del Consiglio – prosegue – esprimiamo naturalmente voto contrario per l’evidente violazione dello Statuto e Regolamento e per lo spreco di denaro pubblico”. “L’annuncio della trasmissione di un esposto alla Corte dei conti per danno erariale ha messo in difficoltà la maggioranza, che per ora ha preso tempo. Adesso vediamo se avranno il coraggio di votare favorevolmente a questa proroga” conclude la consigliera.

Dichiarazione di voto sulla proposta di seconda proroga della commissione d’inchiesta.
Con riferimento alla discussione su questo punto all’ordine del giorno esprimiamo voto negativo a questa che è una illegittima richiesta e annunciamo che procederemo ad esposto alla corte dei conti e per il danno erariale che a nostro parere è evidente e reiterato.
Vorrei avere alcuni chiarimenti, anche per trarre dall’imbarazzo chi pur facendo le stesse mie richieste a mezza voce, poi al momento cruciale tace ed ha taciuto.
il primo chiarimento è rivolto ai sottoscrittori della richiesta di proroga della Commissione, 17 consiglieri che dichiarano che

con soddisfazione rappresentano il lavoro proficuo fino ad ora svolto, esaltando la funzione importante di questa Commissione d’inchiesta ed in particolare il delicato fine di soddisfare obiettivi talmente ambiziosi da non essere sempre raggiungibili in tempi pressoché brevi

(ci stanno dicendo in parole povere, che un anno non è bastato e ci vogliono altri sei mesi) ed aggiungono con un certo sussiego

In quanto le vaste e articolate materie da approfondire, comprendono nella maggior parte dei casi questioni riguardanti la spesa dei fondi pubblici, degli appalti,…”

(peccato che presentata in questo modo GLI STESSI PROPONENTI rafforzano quello che già denunciammo cioè che questa commissione, cosi come istituita, sia L’ESATTA DUPLICAZIONE DELLA COMMISSIONE SPECIALE PERMANENTE TRASPARENZA) e continuano:

“Pertanto, per quanto sopra espresso, le chiediamo la proroga delle attività per ulteriori sei mesi

quindi 17 consiglieri hanno valutato il lavoro di un anno (ma come mi chiedo?) e ritenuto che 365 giorni non siano bastati e ci voglia ANCORA altro tempo?
Ma altro tempo per cosa? E quali sono gli “ambiziosi” obiettivi che si sono posti? Allora per TENTARE DI capire meglio passiamo alla lettura della relazione, tanto roboante quanto inopportuna appare la prima enunciazione:

Primo obiettivo anzi PRIMARIO è ricevere da enti e società partecipate statuto atto costitutivo leggi istitutive organigramma ecc…

mah.. per ottenere questa documentazione non sarebbe bastato scaricare dalle pagine web quello che per obbligo di TRASPARENZA dovrebbe essere leggibile a tutti?
O semplicemente denunciare all’anac quegli enti che non hanno dati accessibili e trasparenti? Del resto ricordo bene che la prima relazione presentata all’ultimo momento e solo in aula a fine luglio, al termine dei primi sei mesi, con la richiesta della prima proroga SI DICHIARAVA che un gran lavoro e tempo era stato nei primi sei mesi destinato la ricerca dei riferimenti e delle mail…(evidentemente alla struttura della commissione non è familiare la facile ricerca sul web).
Nella relazione firmata da Passariello ci vengono elencate le audizioni, nelle quali si ascoltano, senza fare torto a nessuno svolazzando da ente ad ente:
dall’isve ente soppresso nell’agosto del 2015 alla soresa, all’eav, persino le adisu fino a incontrare geometri e direttore dei lavori strutturali del teatro Trianon o l’istituto educativo femminile di Mondragone, terminando e precisando con malcelato piglio

che la commissione ha portato avanti una attività consultiva” e sentite bene “CONDOTTA FINACHE CON RICERCHE ED ANALISI DEI DATI

(peccato che di tutto ciò non vi sia traccia e che la possibilità di utilizzare tanta ventilata corposa documentazione sia poi inibita al consiglio, quasi che questa commissione di inchiesta sia una copia partenopea del KGB) oppure QUESTI DATI TANTO SENSIBILI SONO solo A CONOSCENZA DEL PRESIDENTE e CHIEDO AL LEI presidente D’Amelio ne è a conoscenza?
Anche perché dalla pagina web del consiglio della commissione, impietosamente bianca, non è dato modo neanche di leggere l’oggetto delle audizioni o delle attività
men che mai le presenze in commissione dei consiglieri, PRESENZE, che escludendo il presidente, non superano più che spesso le due unità.
Dunque 365 giorni di attività non sono bastati e se ne chiedono atri 180 per cosa?
Quale è il TEMA DELL’INCHIESTA?
ATTENZIONE IL REGOLAMENTO PARLA DI INCHIESTA SPECIFICA su tema individuato dal consiglio e di conclusioni sull’inchiesta da presentare anche prima dei sei mesi al presidente del consiglio.
Da quello che leggiamo non c’è traccia di ciò e non voglio credere che queste attività siano talmente secretate TUTTE da non poterne relazionare.
Ci troviamo al paradosso di poter leggere la relazione della Corte dei Conti sulle partecipate e non quella della commissione di inchiesta.
Il secondo chiarimento lo chiedo alla Presidente, per me, per il mio Gruppo… così per imparare come si applica lo Statuto e il Regolamento in questo Consiglio.
Lo Statuto all’articolo 44 AL COMMA 4 stabilisce che:
L’atto istitutivo della commissione determina l’oggetto dell’inchiesta, il termine per la sua conclusione, non superiore a sei mesi, e le altre norme necessarie al suo funzionamento.
Appare chiaro che l’istituzione di una commissione d’inchiesta possa essere addirittura inferiore ai sei mesi… come per esempio avviene in altre Regioni d’Italia.
Lo Statuto non prevede la proroga. Anzi, la norma statutaria è categorica….non superiore a sei mesi.
E non mi richiamate la prassi, perché si tratterebbe di una prassi contro una norma Statutaria.
Mentre, invece, l’articolo 53 del Regolamento sulle commissioni d’inchiesta stabilisce una serie di criteri, in particolare il comma 6 stabilisce che:
6. A conclusione dei lavori, la Commissione presenta al Consiglio una relazione finale sugli esiti dell’inchiesta.

Quindi non una relazione programmatica COME QUELLA CHE CI è STATA PRESENTATA da Passariello, ma relazione finale DELL’INCHIESTA DI CUI NON C’è TRACCIA. IL TESTO CONTINUA
Eventuali ulteriori attività possono essere autorizzate sulla base dell’esame complessivo della relazione presentata dalla Commissione medesima.
Dalla norma regolamentare si intravede una minima apertura alla proroga di una commissione d’inchiesta, rispetto ai termini stabiliti nell’atto di istituzione. Per cui nel caso in cui la Commissione fosse stata istituita per mesi 4, potrebbe essere prorogata per altri due mesi, al massimo.
Da qui appare chiaro che il combinato disposto di Statuto e Regolamento vieti la proroga di una Commissione d’inchiesta oltre sei mesi.
QUELLO CHE è AVVENUTO in barba a leggi regolamenti e anche opportunità e correttezza di spesa fa immaginare che sia stato stabilito da”qualche parte” e dato come per certo che questa Commissione sia ormai organica, istituzionalizzata, questa è la seconda proroga si viaggia sui 18 mesi di attività con costi minimi di almeno 5/600 mila euro l’anno, che meglio poi potremo dettagliare

Concludendo, rileviamo che:

  1. la commissione così come enunciato e dichiarato sia solo una duplicazione di commissione già esistente;
  2. la proroga dei primi sei mesi e ancor di più dei secondi sei sia illegittima;
  3. nulla da quello che ci è dato leggere dalla stringata relazione e dalla mancanza di una qualsivoglia conclusione degli atti ne giustifica la spesa.

Riteniamo quindi che si stia violando regolamento e statuto e che questi soldi spesi fino ad ora si sarebbero potuti risparmiare se solo si fosse fatto buon uso dei corposi documenti e delle pagine e pagine che la procura della corte dei conti ha pubblicato proprio sulle società partecipate all’inaugurazione dell’anno giudiziario.
RITENIAMO CHE LA LETTURA DELLE 300 PAGINE CHE LA CORTE DEI CONTI (RELAZIONE 2016) NELLA SEZIONE DEDICATA AGLI ORGANISMI PARTECIPATI DAGLI ENTI TERRITORIALI con gli approfondimenti su quelli regionali campani possa ulteriormente chiarire che lo studio c’è i dati ci sono ed anche le conclusioni, per cui anche la debole programmazione della commissione appare abbondantemente ultronea oltre che superata “desta preoccupazione il considerevole ammontare dei trasferimenti totali ricevuti da tutti gli enti finanziati dalla Regione, divisi per singolo Dipartimento e per tipologia di sistema contabile adottato. La Sezione ha osservato che tali circostanze, unitamente a considerazioni legate alla situazione in cui si trovano alcuni degli enti in questione (interessati da
riorganizzazioni, liquidazioni e commissariamenti), alla mancanza di alcuni dati relativi a trasferimenti, a situazioni debitorie e a dati di conto economico, nonché all’assenza di specifiche analisi e commenti da parte degli Organi regionali di controllo, lascia emergere rilevanti criticità in merito alla scarsa conoscenza dei fenomeni gestionali degli enti in questione, e induce la Corte a sollecitare gli Organi regionali competenti a porre in essere le dovute analisi economico-finanziarie di ciascun soggetto partecipato, e specifiche verifiche sia della congruità dei finanziamenti che del raggiungimento dei risultati, per i quali gli stessi sono stati erogati, verifiche non sempre emerse da quanto comunicato alla Corte dai singoli Dipartimenti.
È stata quindi auspicata una puntuale analisi dei costi e dei risultati misurabili, che è elemento essenziale di una sana gestione a tutela della finanza pubblica allargata, nella quale certamente rientrano gli organismi partecipati dagli enti e organizzazioni pubbliche”

Esprimiamo naturalmente voto negativo rispetto a questa illegittima richiesta e annunciamo che procederemo ad esposto alla Corte dei Conti per quanto relazionato e per il danno erariale che a nostro parere è evidente e reiterato.
Per questo motivo chiediamo che si proceda con il voto elettronico.

Qui il Resoconto_Consiglio-del-29.12.2016_Proroga-commissione-d’inchiesta

Qui l’intervento integrale.